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Lavori Consiglio: Struttura amministrativa del Consiglio, Assessorato all’indipendenza
Mozioni di Freie Fraktion/Partito Democratico/Für Südtirol mit Widmann/JWA e Süd-Tiroler Freiheit. Terminato il tempo dell’opposizione.
È ripresa oggi, in Consiglio provinciale a Bolzano, la trattazione della mozione n. 138/24: Riorganizzazione della struttura amministrativa del Consiglio provinciale (presentata dai conss. Leiter Reber, Repetto, Widmann e Wirth Anderlan il 20/08/2024); (inizio trattazione il 06/11/2025 - continuazione), già avviata il 6 novembre scorso, con la quale Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), insieme a Partito Democratico, Für Südtirol mit Widmann e JWA Wirth Anderlan, proponeva di incaricare l’ufficio di presidenza del Consiglio 1. di rivedere l’attuale regolamento sulla “struttura organizzativa e dirigenziale” nonché il “regolamento del personale” del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano e di presentare al collegio dei/delle capigruppo, entro 60 giorni, una proposta di delibera di nuova regolamentazione che: - preveda, per la nomina dei/delle dirigenti del Consiglio provinciale, l’obbligo di concorso pubblico e di una procedura di selezione trasparente, che garantisca nei fatti i principi di pari opportunità, imparzialità, obiettività e trasparenza; - si ispiri, nella nomina di tutte le cariche e nella definizione delle regole organizzative interne, ai criteri della buona amministrazione e agli standard propri di un’assemblea legislativa europea. 2. di analizzare lo squilibrio economico straordinario venutosi a creare con l’attuazione della legge provinciale n. 6/2022 e con la “pesatura” delle posizioni dirigenziali decisa dall’Ufficio di presidenza, squilibrio che ha determinato una divergenza marcata tra la progressione retributiva dei/delle dirigenti e quella del restante personale del Consiglio provinciale, e di adottare entro un anno misure adeguate volte a ridurre tale squilibrio in futuro: nonché la Giunta provinciale: 3. di analizzare gli effetti della legge provinciale n. 6 del 21 luglio 2022 e di presentare al Consiglio proposte di modifica e miglioramento della normativa (4. punto ritirato).
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha ricordato le problematicità già sollevate in occasione della legge sulla dirigenza, che doveva recepire la norma statale: già allora non erano chiare le conseguenze della proposta, in particolare relativamente alla posizione dei dirigenti già in ruolo. Questo non vuol dire che anche prima andasse tutto bene: c’erano anche allora differenze di stipendi: sarebbe importante comunque rivedere la legge. Il Team K sosterrá la mozione.
Waltraud Deeg (SVP) ha chiarito che la legge sulla dirigenza ha una lunga storia, ed è intervenuta in merito alle premesse. Ha ricordato le sentenze della Consulta del 2011-2012, che hanno dichiarato l’ordinamento del personale come anticostituzionale, e l’elaborazione della nuova legge del 2015, non impugnata, che è base per la contrattazione collettiva. Ci sono state situazioni molto negative, alcune persone sono state denunciate per contratti collettivi firmati 20 anni prima, e questo non dá certamente certezza del diritto. Chi si assume responsabilità in posizione dirigenziale ha bisogno di certezza del diritto. Ha aggiunto che se si vogliono buoni. Sull’inquadramento, ha chiarito, non decide l’aula ma l’ufficio di presidenza. I dirigenti bisogna anche pagati bene, e che servono procedure assolutamente trasparenti. Gli stipendi sono stabiliti dai contratti collettivi e non dalla legge sulla dirigenza.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), presentatore, ha rilevato che in base alla legge sulla dirigenza c’erano stati in alcuni casi aumenti anche molto importanti, pari a 50-60.000 €, e questo crea anche invidie. In particolare sono stati coinvolti i segretari comunali, alcuni dei quali guadagnano piú del sindaco stesso, nonostante la repsonsbailitá di quest#ultimi. Ci sono poi effetti anche per il Consiglio provinciale, che ha ceduto la propria autonomia, mentre avrebbe la possibilità di definire internamente dei contratti che prevedono anche gli stipendi e il trattamento economico dei dirigenti. Il Consiglio provinciale di Trento agisce invece in maniera autonoma. Egli ha poi citato il caso della dott.ssa pechlaner, e rilevato un trattamento non equo anche tra i dipendenti del consiglio provinciale: si intende ripristinare un equilibrio economico. Col senno di poi, la legge va analizzata ed eventualmente modificata dalla Giunta.
Il presidente del Consiglio Arnold Schuler ha ricordato com’era prima quando si dava un nuovo incarico di dirigenza o lo si prorogava: questo capitava quasi sempre, a meno di comportamenti molto gravi; era difficile anche candidarsi per questa posizione. Con la legge sulla dirigenza era quindi stato disciplinato che sarebbe stato fatto un annuncio sugli incarichi che scadono: non si tratta di un concorso nel senso classico della parola, ma di una misura di maggiore trasparenza. Nella prima applicazione sono sorti dei problemi, e si vedrà quale sarà l’esito del procedimento in corso. Stanno comunque cambiando tante cose, ma non avrebbe senso introdurre un concorso alla fine di ogni incarico. La procedura è stata voluta anche dal Consiglio provinciale, che ha approvato la legge, col vantaggio che in caso di annuncio tutti gli iscritti al registro della dirigenza possono partecipare. Degli stipendi si può discutere, ma nell’ambito delle trattative del contratto si è cercato di migliorare gli stipendi dei collaboratori; la legge sulla dirigenza prevede importi complessivi, senza pagamento degli straordinari.
Il presidente Arno Kompatscher ha chiarito che la legge sulla dirigenza non determina gli stipendi, e che che l’aumento effettivo è del 16%, come previsto da contratti in altri ambiti, e questo anche considerando che per i dirigenti non c’è adeguamento all’inflazione. Vero è che ci sono differenze riguardanti i singoli, ma questo riguarda determinate prestazioni specializzate. La legge sulla dirigenza ha introdotto la figura del dirigente in seguito a sentenze della Corte costituzionale; si intende decidere liberamente, senza essere costretti a recepire qualcosa, ma questo non vuol dire che si tornerà al vecchio sistema. In quanto all’inquadramento dei segretari comunali, questa è competenza dei comuni stessi, non ha nulla a che fare con la legge sulla dirigenza ma è concordata con contratto. I costi aggiuntivi pari a 25 milioni l’anno dovuti ai contratti collettivi sono coperti dalla provincia. Miglioramenti saranno introdotti, se necessario, per via contrattuale. Leiter Reber ha chiarito che l’ordinamento del personale del Consiglio è in contraddizione con la legge sulla dirigenza, aggiungendo che vanno migliorati gli stipendi, le richieste dai Comuni arrivano da sindaci che sono anche funzionari SVP. La mozione emendata è stata respinta con 13 sì, 17 no e 4 astensioni.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha quindi proposto la mozione n. 27/24: Istituzione di un assessorato per l’indipendenza e la riunificazione (presentata dai conss. Zimmerhofer, Rabensteiner e Knoll il 22/01/2024), con la quale proponeva di incaricare la Giunta provinciale di istituire un assessorato per l'indipendenza e la riunificazione, posto sotto la guida di un assessore che, ogni sei mesi, dovrà riferire in aula sul progresso dei lavori. Zimmerhofer spiegava che le ripetute violazioni dell'autonomia di cui l'Italia si è resa responsabile negli ultimi anni dimostrano che occorre un cambio di rotta nel dibattito sul futuro della Provincia di Bolzano, che il percorso verso l'indipendenza dall’Italia che assicuri un futuro alla provincia – sia esso sotto forma di Stato sovrano o tramite la riunificazione con il Land Tirolo – assomigli più a una maratona che a una gara di velocità, e vada preparato e portato avanti con cura e coerenza. Nel 1949 nella Repubblica federale tedesca venne istituito il "Bundesministerium für gesamtdeutsche Fragen", ovvero il ministero federale per le questioni riguardanti l’intera Germania, un dicastero dedicato alla riunificazione; la SVP avrebbe potuto prendere spunto, ma non lo fece. Anche la Corea del Sud dispone di un ministero per la riunificazione che si occupa di questioni simili a quelle che interessano la Provincia di Bolzano: quali misure devono essere adottate a livello politico, amministrativo e di ordine pubblico quando due Paesi si riunificano? In quale forma può avvenire la riunificazione? Ora anche l’esempio della Groenlandia dimostra quanto è importante agire a livello giuridico, stante anche la dimostrata debolezza dell’ONU. Obiettivo è avere più autonomia e indipendenza per l’alto Adige, considerato che solo chi fa parte di organismi internazionali può dire la propria opinione, altrimenti si dipende sempre dalla disponibilitá dello Stato. La proposta è ancora più importante a fronte degli sviluppi internazionali.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ricordato che Eva Klotz diceva che bisogna prendere sul serio tutte le proposte fatte in aula, e quindi l’avrebbe fatto. Dal punto di vista geopolitico, molti ora sono contenti di avere grandi alleati, ed è dubbio che i piccoli territori autonomi siano ben attrezzati per difendersi dagli autocrati presenti nel mondo: forse non è il momento giusto per diventare indipendenti. La STF aveva sempre promosso l’autodeterminazione, quindi la decisione del popolo, mentre ora si sceglie un approccio dall’alto: forse non è l’approccio giusto.
Paul Köllensperger (Team K) si è detto un simpatizzante della sovranità altoatesina, non solo digitale, e ha invitato Kompatscher a creare l’Assessorato e a darlo a zimmerhofer, aggiungendo come competenza anche l’espulsione degli stranieri criminali: si vedrà quali risultati si raggiungeranno.
Sven Knoll (Süd-tiroler freiheit) ha accolto l’offerta. Ha aggiunto che si aspettava maggiore euforia dai verdi, che avevano chiesto alla STF di occuparsi più di autodeterminazione e meno di stranieri criminali. Eva Klotz aveva sempre lavorato per l’obiettivo dell’autodeterminazione. Anche un eventuale referendum va però preparato, e per questo servirebbe l'assessorato, per valutare come sarebbe possibile abbattere il confine al Brennero e diventare piú indipendenti. Per tanti temi, compreso il riconoscimento dei titoli di studio, si dipende dallo Stato, i capotreni al confine devono cambiare, nell’Euregio non si riesce a creare strutture comuni, ma ci sono amministrazioni separate che collaborano: un assessorato potrebbe intervenire anche qui. In quanto alla Groenlandia, dovrebbe essere la popolazione a decidere per Danimarca, indipendenza o USA.
Harald Stauder (SVP) ha ritenuto che la mozione mescolasse troppe cose; ogni punto andrebbe analizzato separatamente. Ha ricordato che tante minoranze vengono in Alto Adige per capire come si è riusciti a tutelare i diritti delle minoranza: non si è arrivati alla fine della storia, ma si è scelto un percorso che ha portato a un risultato davvero soddisfacente. Ci si trova sulla strada giusta e vanno colte le opportunità disponibili, senza fare passi radicali non sostenuti da gran parte della popolazione.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha ricordato l’ingiustizia perpetrata 100 anni fa, aggiungendo che ormai l’Alto Adige si è trasformato in una provincia con italiani e stranieri. È assolutamente legittimo presentare una mozione come quella in esame, ha aggiunto, consigliando la lettura del libro Kann Südtirol Staat.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha detto di essere sempre a favore di più democrazia, nonché di una riforma a tutto tondo della UE. Gli altoatesini non si sono mai veramente battuti per una democrazia o una repubblica, non sono mai scesi per strada; un assessorato non cambia nulla, bisognerebbe rafforzare il sentimento democratico dei cittadini, riflettendo tutti insieme su quale futuro si vuole. Ci vuole più democrazia e una res publica intesa come tale da tutti, con partecipazione alla vita politica di tutti i giorni., Ha quindi invitato la giunta a promuovere ovunque la formazione politica.
Renate Holzeisen (Vita) ha detto che dal punto di vista della politica democratica l’Alto Adige non è la provincia più attiva, e rilevato a livello geopolitico una lotta tra tycoons e soggetti sovranazionali, in conflitto di interessi con i cittadini. L’unione Europea è nata per portare più democrazia ai popoli ma è successo proprio il contrario, basti pensare alla libertà di opinione, Non avrebbe votato pro o contro, ma se non altro si parlava di democrazia. Si è detta a favore di piú sovranità e più indipendenza, perché negli ultimi anni aveva visto cosa significa essere dipendenti da decisioni non trasparenti e non condivise.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ritenuto che si lanciasse la carota patriottica per vedere chi abboccava, e ha aggiunto che dopo la seconda guerra mondiale era stata fatta una petizione per tornare con l’Austria, respinta, dopodiché c’era stato il compromesso dell’accordo di Parigi, le trattative pre-pacchetto gli attentati dinamitardi, la votazione sul pacchetto con cui la SVP aveva accettato la proposta dell’autonomia. Il diritto all’autodeterminazione rimane sempre. Non si tratta parallelamente per spostare i confini, mentre si tratta per recuperare le competenze che la Corte costituzionale aveva limitato: non si fa così se si ha responsabilità di governo e si vuole restare credibili. Per la soluzione proposta nel libro Kann Südtirol Staat, se Zimmerhofer l'ha letto, ci vuole il consenso dell’Italia. Zimmerhofer ha ricordato a Foppa che fa parte dei verdi europei che sostengono l’autodeterminazione dei popoli; e a Köllensperger che se si batte per la sovranità digitale dovrebbe farlo anche per l’indipendenza: egli assumerebbe volentieri il relativo assessorato. Ci sono grandi cambiamenti in corso a livello internazionale, non bisogna perdere questa possibilità per inerzia e perché accecati dal benessere. La mozione è questa respinta con 5 sì, 23 no e 5 astensioni.
È quindi iniziato il tempo della maggioranza.
MC

