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Lavori Consiglio: Prevenzione e lotta all’antisemitismo -2 , Brain gain, Defibrillatori, Pensioni minime
Mozioni di SVP, SVP/La Civica/Partito Democratico, La Civica/Gruppo verde/SVP, voto della SVP. La sessione di gennaio è terminata.
(Link video in coda)
È ripresa nel pomeriggio di oggi, in Consiglio provinciale a Bolzano, la discussione, iniziata questa mattina, della mozione n. 365/25: Iniziative per la prevenzione e la lotta all’antisemitismo, con la quale Harald Stauder (SVP) chiedeva al Conisglio provinciale 1. di condannare nettamente e senza riserve qualsiasi forma di antisemitismo, incitamento all'odio antisemita, discriminazione e violenza, indipendentemente dal contesto politico, ideologico o sociale da cui proviene; 2. di promuovere la lotta all'antisemitismo e il sostegno alla vita ebraica nell’ambito di uno stretto e regolare dialogo con la comunità israelitica della provincia di Bolzano; 3. di promuovere iniziative a livello provinciale che contribuiscano ad affermare la democrazia, la tolleranza, la cultura della memoria, la responsabilità storica e la salvaguardia della vita ebraica; 4. di accogliere con favore e sostenere lo scambio e la cooperazione con altre regioni e Paesi, in particolare con la Baviera e l'Austria, nell'ambito della prevenzione dell'antisemitismo e della cultura della memoria; 5. di sostenere, in questo contesto, anche l'iniziativa volta ad istituire una sede dello Yad Vashem Education Center in Baviera.
In replica, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto che ovviamente si possono esprimere critiche verso Israele, relative alla mancanza di porporzionalitá e alle garanzie del diritto internazionale, ma molto di quanto avviene non ha nulla a che fare con ció: con questo pretesto sono stati trasmessi risentimenti orientati al popolo, e non al governo. Questo non va bene e il passtao non deve più ripetersi: mai più antisemitismo. Ha quindi sostenuto la mozione. Stauder ha rilevato che dalla discussione era emerso l’auspicio unanime che il passato non si ripetesse, e che tali episodi non dovrebbero verificarsi. La mozione è un appello a fare attenzione, fare un passo indietro e non confondere la critica a Israele con l’antisemitismo: non si può attaccare gli israeliani per ciò che fa il loro Governo. Importante il messaggio della collega Deeg sul coraggio civile, mentre problematico è il confronto con la pandemia fatto da Holzeisen: la direzione della proposta però è condivisa. Messa in votazione, la mozione è stata approvata con 26 sì, 1 no e 2 astensioni.
Con la mozione n. 357/25: Misure volte a favorire l’afflusso e il rientro in provincia di Bolzano di personale altamente qualificato (brain gain) (presentata dai conss. Stauder, Gennaccaro e Repetto il 16/12/2025), cofirmata da SVP, La Civica e Partito Democratico, lo stesso Harald Stauder (SVP) ha chiesto di incaricare la Giunta provinciale 1. di sviluppare una strategia organica per il personale qualificato e il brain gain a livello provinciale, che coinvolga tutti i dipartimenti, volta a mantenere in provincia nonché a favorire il rientro e l’immigrazione mirata di forza lavoro qualificata; 2. di istituire un organo di coordinamento interdipartimentale preposto all'elaborazione, al coordinamento e all'attuazione di questa strategia, che se ne assuma la responsabilità strategica generale e garantisca la collaborazione di tutti i dipartimenti provinciali interessati; 3. tale struttura di coordinamento vincolante dovrà coinvolgere in particolare i dipartimenti lavoro, economia, istruzione, ricerca, edilizia abitativa, famiglia e mobilità, al fine di coordinare le azioni in modo coerente ed evitare doppioni; 4. di concentrare gli sforzi, in fase di pianificazione delle misure da attuare, sui seguenti interventi: - una campagna di comunicazione mirata, rivolta alle altoatesine e agli altoatesini residenti all'estero e in altre regioni d’Italia e volta a favorirne il rientro in provincia; - il coinvolgimento di personale qualificato non accademico; - una maggiore attivazione di persone già residenti in provincia di Bolzano (popolazione inattiva, NEET, pensionati, giovani, estendendo la formazione duale a professioni per le quali al momento non è prevista); - il miglioramento delle condizioni quadro strutturali per il personale qualificato (qualità delle condizioni di lavoro, prospettive di carriera, conciliazione tra lavoro e famiglia, casa, mobilità); - il rafforzamento di aziende innovative, istituti di ricerca e start-up come punti di attrazione e aggregazione per la forza lavoro altamente qualificata; - lo sviluppo strategico di strutture di reclutamento e cooperazione internazionali; 5. di garantire che la strategia per il personale qualificato sia sottoposta a regolare valutazione e aggiornamento; 6. di far sì che i principali stakeholder al di fuori dell'amministrazione provinciale siano coinvolti nella formulazione degli obiettivi strategici e nell'attuazione degli interventi, al fine di ottenere una visione comune e mettere in atto le più ampie sinergie possibili. Stauder spiegava nelle premesse che la provincia di Bolzano si trova sempre più spesso ad affrontare il fenomeno della fuga dei cervelli (brain drain): giovani con una qualificazione di alto livello lasciano la provincia o non vi rientrano dopo aver concluso gli studi. Allo stesso tempo, a causa dei cambiamenti demografici e delle dinamiche economiche, vi è una crescente richiesta di personale altamente qualificato. In termini di politiche del mercato del lavoro, oltre ad attivare il potenziale di forza lavoro esistente, è quindi necessaria un’azione mirata volta a far rientrare ovvero ad attrarre in provincia personale altamente qualificato. Progetti come il NOI-Techpark di Bolzano con la sua sede distaccata di Brunico, che riunisce quattro facoltà, tre istituti di ricerca, 73 aziende e 30 startup e che ha già creato oltre 1.200 posti di lavoro altamente qualificati, rappresentano strutture chiave per l’innovazione che in futuro andranno sfruttate e ulteriormente sviluppate in modo strategico.
Se questi giovani rientrano o meno è una questione di sopravvivenza della società, ha detto Brigitte Foppa (Gruppo verde), ricordando di aver posto spesso l’attenzione su questo tema ed evidenziando comunque anche le giustificabili ragioni che portano i giovani per il mondo, mossi anche da curiosità. Spesso, ha aggiunto, si dimentica che la metà di queste persone sono donne, che in termini di brain gain vengono dimenticate, anche in questa mozione: uno studio dell’EURAC ha infatti evidenziato la differenza tra i fattori che favoriscono il rientro o la permanenza all'estero per donne o uomini; le donne intervistate citano per esempio come motivi per tornare la famiglia, l’assistenza, le opportunità ricreative, mentre le ragioni degli uomini sono diverse. Non bisogna quindi considerare solo la situazione abitativa. Molte donne sono anche più propense a restare single, cosa più semplice nelle grandi città.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha parlato di “mozione egoista” e aggiunto che Stauder mescolava due temi, ovvero l’afflusso di personale qualificato e l'attrattività verso lavoratori stranieri, alla quale lui era assolutamente contrario: li si vuole portare via ad altri Paesi; oltretutto, spesso essi non sono qualificati? Invece condivideva il problema di far rientrare il personale altoatesino altamente qualificato.
Paul Köllensperger (Team K) ha evidenziato che bisognerebbe innanzitutto evitare il brain drain, anche se un certo numero di persone che escono è fisiologico. 5.000 giovani lasciano la provincia e solo il 25% ritorna, e questo è un costo notevole; l’immigrazione copre solo i mestieri semplici, e di questo c’è bisogno, ma non pagheranno certo la pensione. Va risolto il problema di stipendi non adeguati ai costi di vita. IDM era giá stata incaricata in questo senso. La mozione sarà sostenuta, tuttavia bisognerebbe anche intervenire sul mercato degli alloggi, mettendo a disposizione case a prezzo sostenibile per chi rientra per un primo periodo; vanno anche offerti posti di lavoro attrattivi, per esempio sviluppando progetti verso la sovranità digitale.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che accanto alle parole mancavano i fatti. La STF aveva presentato una mozione nell'ultima sessione consiliare, invitando a mettere a disposizione alloggi anche per i residenti come si fa per gli immigrati, ma la maggioranza aveva respinto la proposta. Anche la sicurezza viene trascurata, il che pure incide sulle scelte dei e delle giovani, che si sentono più sicuri a Vienna e Graz piuttosto che a Bolzano. Inoltre, solo chi è affiliato alla SVP riesce a trovare qualcosa. Ha quindi ricordato il catalogo presentato dagli studenti di medicina contenente requisiti per rientrare, contestato dalla SVP in maniera sprezzante.
L’ass. Magdalena Amhof (SVP) ha apprezzato la mozione, che dà delle risposte concrete. È bene che i giovani facciano esperienza lavorativa anche fuori, ma bisogna fare in modo che rientrino, garantendo loro un luogo attrattivo in termini di posto di lavoro e abitazione, oltreché un intero pacchetto di condizioni. Per questo serve una strategia, e una buona offerta formativa, per esempio con la Facoltà di ingegneria che si è dimostrata attrattiva. Molti sudtirolesi vanno a studiare all’estero per motivi linguistici, quindi la sfida per la provincia è ancora più grande. Si guarda anche all’esperienza altrui - Svizzera e Olanda sono molto attive - per elaborare una strategia chiara coinvolgendo tutti gli stakeholder: per questo è importante anche un organo di coordinamento. Se non si riesce a far rientrare questi giovani nei posti di lavoro locali soffre anche l’economia, perché i molti immigrati che arrivano sono impiegati soprattutto in agricoltura ed economia: se questi si escludessero, molte aziende dovrebbero chiudere, ma nell’ambito del personale altamente qualificato bisogna cercare di evitare l’emigrazione. Ha annunciato quindi uno studio in merito, che interroga i sudtirolesi all’estero e sarà presentato in primavera. Stauder ha ringraziato per gli interventi, sottolineando che non si potrà far rientrare tutti; anche se non l’ha espressamente citato, il tema viene trattato considerando i generi; non si tratta di rubare forza lavoro all’estero, ma di concorrenza esistente a livello europeo; c’è bisogno di idee innovative. La mozione è stata approvata con 29 sì e 2 astensioni.
Angelo Gennaccaro (La Civica) ha quindi presentato la mozione n. 348/25: Defibrillatori automatici esterni (DAE): istituzione del registro unico provinciale e potenziamento della presenza dei dispositivi negli uffici provinciali e sui treni locali (presentata dai conss. Gennaccaro, Foppa e Stauder il 19/11/2025), co-firmata da La Civica, Gruppo verde e SVP, al fine di impegnare la Giunta 1. a istituire un registro unico provinciale dei defibrillatori automatici esterni (DAE), accessibile telematicamente, che consenta di localizzare rapidamente il dispositivo più vicino in caso di emergenza; 2. a dotare gli uffici provinciali, centrali e territoriali, di DAE, con priorità ai principali edifici che ospitano servizi aperti al pubblico; 3. a incentivare la formazione del personale provinciale all’uso del DAE e alle manovre di primo soccorso, valutando la possibilità di inserire questi corsi nella formazione iniziale destinata a tutti i nuovi assunti dell’amministrazione provinciale; 4. a prevedere, nell’ambito del capitolato speciale del servizio di trasporto pubblico locale (TPL), l’installazione dei DAE a bordo dei treni regionali. Il vicepresidente Gennaccaro ha ricordato che il 19 ottobre scorso, nell’ambito di un’iniziativa di sensibilizzazione, aveva avuto l’opportunità di verificare l’utilità dei defibrillatori, rilevando che la rapidità di intervento è cruciale: ogni minuto che passa senza defibrillazione riduce le probabilità di sopravvivenza del 10%. La presenza capillare di DAE rappresenta quindi un elemento fondamentale per garantire un intervento tempestivo in caso di arresto cardiaco, aumentando significativamente le possibilità di sopravvivenza. Sul territorio provinciale sono già presenti iniziative meritorie che promuovono la diffusione dei DAE, spesso attuate da associazioni di volontariato, enti locali e privati; tuttavia, la distribuzione dei dispositivi risulta ancora disomogenea. È quindi fondamentale implementare una strategia provinciale coordinata e strutturata per l’installazione e la manutenzione dei DAE, accompagnata da campagne di sensibilizzazione e formazione all’uso, nonché istituire un registro unico provinciale dei DAE, interoperante con le principali piattaforme di geolocalizzazione.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), co-firmataria, ha ricordato di aver incontrato Gennaccaro in occasione della citata iniziativa, nell’ambito della quale gli operatori della Croce Rossa su cosa si potesse fare, avevano invitato a promuovere la diffusione dei defibrillatori. Si era anche resa conto che non era così difficile intervenire: alcuni apparecchi sono facili da usare, e indicano passo per passo cosa fare. Importante è anche la formazione, perché sarebbe un peccato se le persone non intervenissero perché non sanno cosa fare o perché hanno informazioni antiquate. C’è bisogno di mettere gli apparecchi sui mezzi di trasporto pubblico, stazioni, uffici, e informare sulla loro collocazione.
Franz Ploner (Team K), ricordando di aver lavorato come medico rianimatore per 40 anni ed evidenziato alcuni errori nelle premesse, tra cui alcuni relativi alla catena della rianimazione. Ha quindi chiesto se qualcuno in sala sapeva dove fosse il defibrillatore, è informato che esiste una APP che informa sulla localizzazione. I defibrillatori in provincia sono circa 900. Tanto prima si inizia la manovra di rianimazione, tanto meglio: dopo 10 minuti, il cervello non è più rianimabile. Ha chiesto di inserire nella prima parte un riferimento al coinvolgimento della centrale di emergenza.
Informando che si trattava di defibrillatori “semiautomatici”, e non automatici, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato due proposte del proprio gruppo in merito nel 2012, per l’introduzione dei defibrillatori, e nel 2018, per promuovere esercitazioni: queste però non erano mai state fatte. Ha quindi proposto al presidente di promuovere un corso veloce in merito. Ha evidenziato l’utilità dell'applicazione citata da Ploner, e invitato a promuoverne una nell’ambito dell’Euregio: sarebbe interessate soprattutto per i comprensori sciistici. Ha quindi sostenuto la mozione.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato che nelle imprese ci sono questi apparecchi, ma non basta acquistarli: bisogna manutenerli e formare le persone, e forse non tutte le aziende possono permettersi queste spese. In tutte le associazioni ci sono persone che hanno partecipato a corsi di primo soccorso, che possono garantire un intervento competente.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha detto di aver avuto la fortuna di rianimare una persona in occasione di una marcia degli Schützen. Bisogna avere il coraggio di intervenire, non si può fare nulla di sbagliato; importante è intervenire subito perché è determinante.
L’ass. Hubert Messner ha ringraziato il proponente per la mozione e i colleghi per gli interventi, sottolineando che la cosa più sbagliata è non fare nulla. I defibrillatori semiautomatici negli edifici pubblici sono importanti, e colmano una lacuna importante dalla chiamata all’arrivo del team di soccorso. Dopo 9 minuti non è più possibile rianimare, ma questi apparecchi possono davvero essere utilizzati da tutti, anche dai profani. Il registro regionale è un aspetto molto importante: bisogna ampliare il software e renderli digitalmente accessibili, registrando anche i tanti apparecchi presenti nelle imprese che non sono registrati. Opportuna è anche la formazione del personale, molti collaboratori hanno già fatto dei corsi in sede associazionistica o altrove; in ogni caso, il defibrillatore dice esattamente cosa fare. I treni della STA sono dotati di defibrillatore, e questo è previsto anche per i nuovi mezzi. Il vicepresidente Gennaccaro ha ribadito che il punto fondamentale è “abbattere il muro della paura”, partendo presto con la formazione. La mozione è stata approvata con 30 sì, 1 astensione.
Infine, Waltraud Deeg (SVP) ha presentato il voto n. 46/25: Aumento delle pensioni minime (presentato dai conss. Deeg, Locher e Stauder il 17/12/2025), con il quale chiedeva di sollecitare Governo e parlamento 1. a stabilire per legge che la pensione minima in Italia venga gradualmente aumentata a 1.000 euro al mese, come standard di politica sociale per tutte le prestazioni pensionistiche maturate a pieno titolo; 2. a presentare in via integrativa un'analisi sociopolitica e disposizioni transitorie per rendere socialmente sostenibile il finanziamento di questo aumento e per prevenire effetti negativi sul sistema pensionistico. Deeg evidenziava nelle premesse che l'Italia si trova di fronte a una grande sfida sociale: la pensione minima prevista dalla legge, pari 616,57 € al mese, è molto al di sotto del livello necessario per vivere. Alla fine del 2024, percepivano una pensione dallo Stato 16,3 milioni di persone, di cui quasi 4,6 milioni (28%) inferiore a 1.000 euro al mese: l'enorme percentuale di pensioni basse dimostra che vi è la necessità di uno standard sociale minimo, anche a fronte della crescente inflazione, che causa ai percettori di pensioni basse perdite di reddito reali anno dopo anno. Questo è particolarmente vero in Alto Adige, dove il costo della vita è molto più alto che nel resto d'Italia. L'attuale pensione minima, pari a poco più di 600 euro, non è in grado di coprire il costo effettivo della vita né di garantire un’esistenza dignitosa in età avanzata. Un aumento graduale a 1.000 euro non solo garantirebbe un reddito minimo dignitoso, ma terrebbe anche conto dei cambiamenti demografici e dell'invecchiamento strutturale della società; importante è anche un riconoscimento del lavoro di cura non retribuito: la pensione media degli uomini corrisponde a circa 1.600€, quella delle donne a circa 800 €; esse hanno diritto a una pensione dignitosa, e non devono elemosinare a marito o figli. Il voto è un messaggio importante a livello politico, perché si dice chiaramente in che direzione si vuole andare.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) si è detta d’accordo con il contenuto, ha criticato però che una propria mozione con proposte sullo stesso tema di poco tempo fa era stata respinta. In questa sessione, inoltre, era stato chiesto di investire una parte del bilancio per una base pensionistica, ma la maggioranza aveva respinto. Ora si chiede di mandare tutto a Roma: questa è ipocrisia. In futuro, le pensioni saranno ancora piú basse, e quelle penalizzate saranno le donne. Ha chiesto quindi quando sarebbe arrivato il promesso aumento a 1.000 € del sussidio per anziani.
Molti anziani, ha detto Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) annunciando sostegno nonostante proprie proposte analoghe respinte in passato, dopo aver lavorato per una vita, non sono in grado di arrivare a fine mese, e di questo si vergognano. Non capisce perché non si aumentano le retribuzioni con i contratti collettivi, a fronte dell’aumento dei prezzi degli alimentari. Ci sono molti pensionati che non arrivano a fine mese: 1.500 e sarebbero ottimali, ma anche con 1.000 si va nella giusta direzione.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha detto che i 1.000 € sono stati già annunciati dal Governo, ritenendo triste che incaricare la Giunta di una cosa che si sta già facendo. Ha aggiunto che anche se alcune cose vengono accettate, la gente deve sapere che non ci sarà alcun aumento a 1.000 €. Si è quindi detto sempre molto scettico sui voti.
L’ass. Rosmarie Pamer ha ricordato la discussione di ieri sulla pensione generazionale, e aggiunto che il tema della pensione non è esclusivo di Rieder: è un bene che tutti si diano da fare per migliori condizioni di pensionate e pensionati. La Giunta è tenuta a rispettare certi equilibri di bilancio distribuendo le risorse. Non è vero che delega alla Regione. Ci sono tante prestazioni a sostegno dei pensionati. Ha quindi citato il fondo per neonati, che comporta il versamento di 1 milioni circa nei prossimi 5 anni: queste risorse prima non c’erano. 3.000 persone over 65 hanno avuto il sostegno aggiuntivo, per una cifra di 10 milioni €: una misura che continua nel 2026; si sta lavorando con l’INPS per adeguare i criteri. Ci sono poi altri interventi, come il contributo all'affitto . Pamer ha segnalato ulteriori interventi che dimostravano come la provincia sostiene i pensionati. In quanto alla pensione sociale, a aggiunto che si è in attesa della data della liquidazione, che verrà comunicata dall’INPS. Chi l’ha ottenuta nel 2025 può ripresentare la domanda. Ha quindi ringraziato per il voto invitando a continuare a occuparsi del settore. Deeg ha respinto le critiche a livello personale, evidenziando che si trattava di questioni concrete e che la competenza era di Roma; la mozione sulla pensione generazionale del Team K riguardava la pensione integrativa, non quella prevista dalla legge. Non accettava che le venisse detto che non veniva fatto nulla, e ha citato il bonus nascite, i contributi integrativi alla pensione per il periodo dell’educazione approvati in Consiglio regionale, i 4.000 € a copertura dei periodi previdenziali: tutte iniziative introdotte prima dell'arrivo di Rieder. Ha contestato quindi la citata inefficacia dei voti a livello statale. Messo in votazione, il voto è stato approvato con 30 sì (unanimità).
La seduta pomeridiana di oggi, e con essa la sessione di lavori di gennaio, è terminata. Il plenum del consiglio provinciale di Bolzano torna a riunirsi il prossimo 3 febbraio. Domani non ci saranno sedute.
Link video (Riprese per le redazioni - Consiglio/GNews): https://we.tl/t-xj9JcF0qmL
MC

