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Prime audizioni nella commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia

La Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid negli anni 2020-2023 e individuazione delle responsabilità ha cominciato oggi i lavori sul blocco tematico Sanità/Salute, confrontandosi tra l’altro con commissioni sulla pandemia di Bassa Austria e Turingia e rappresentanti della sanità altoatesina. 

La Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid negli anni 2020-2023 e individuazione delle responsabilità è tornata a riunirsi oggi sotto la guida di Brigitte Foppa. “Questa mattina ci siamo calati nei panni dei discenti e abbiamo ascoltato come hanno lavorato, o stanno ancora lavorando, altre commissioni d’inchiesta”, riferisce la presidente.
Il consigliere Ploner Franz aveva presieduto, nella scorsa legislatura, la commissione d’inchiesta sui dispositivi di protezione, operativa tra maggio 2020 e giugno 2021, “quindi nel pieno degli eventi”, dice Foppa: “Ci ha raccontato della situazione difficile di allora, sia nella commissione che nella società, e riferito del grande sforzo fatto anche solo per portare a termine i lavori”. 
Nel corso della seconda audizione, è stato sentito il componente della commissione di valutazione Covid della Giunta della Bassa Austria Otto Huber: “Questa commissione, che ha già concluso i suoi lavori, era molto diversa dalla nostra: due esperti nominati dalla Giunta del Land hanno raccolto rapporti, studi e materiali”, racconta Foppa. Huber ha riferito sui risultati, di cui il Landtag della Bassa Austria ha preso atto. “Come esempi di decisioni politiche oggi considerate problematiche, Huber ha citato la strategia dei test,che puntava su test di massa invece che orientati a gruppi a rischio, o la chiusura delle scuole, che ha lasciato segni profondi su bambini e adolescenti”, così Foppa.
Lena Sanye Gungör, responsabile e coordinatrice dell’indagine parlamentare sulle misure anti-Covid in Turingia, ha portato la propria esperienza. “Questo tipo di rielaborazione era più simile alla nostra”, riferisce in merito la pres. Foppa: “È stata infatti affidata a una classica commissione parlamentare che si occupa di un’ampia gamma di temi”. Sull’indagine non ci sono ancora risultati. “Per noi”, evidenzia la presidente della commissione d’inchiesta altoatesina, “è di particolare interesse l’ambito della democrazia: parlamenti che quasi non si sono più riuniti, divieti di assemblea, partecipazione pubblica fortemente limitata a causa della situazione d’emergenza”.
“Da queste audizioni è emersa la diversità dei contesti di lavoro, evidente già dal fattore temporale”, rileva Foppa: “La commissione della Bassa Austria ha lavorato per 10 settimane, quella della Turingia si è data 5 anni; noi ci troviamo da qualche parte nel mezzo. Il nostro motto può essere: imparare per capire, forse anche per perdonare”.
Nel pomeriggio, le audizioni sono proseguite con l’assessore provinciale Hubert Messner, la responsabile del laboratorio per test e sequenziamento SARS CoV 2 Elisabetta Pagani e il direttore sanitario dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige Josef Widmann. “Ci siamo occupati in particolare delle conoscenze acquisite, con la considerazione di cosa si potrebbe fare meglio”, dice Foppa, che riferisce come l’ass. Messner abbia evidenziato che in futuro sarà necessario essere meglio preparati  alle situazioni d’emergenza, in particolare sul territorio: questo dovrebbe riuscire grazie alla prevenzione e al nuovo piano pandemico della Provincia. “L’assessore ha fatto anche autocritica, sostenendo: “Non abbiamo fatto tutto bene e dobbiamo ammettere valutazioni errate”. Ha anche rilevato, che a fronte dell’emergenza, durante la pandemia forse ci si è concentrati troppo sull’aspetto medico, considerando troppo poco aspetti economici e sociali quali, per esempio, le conseguenze delle misure sui bambini”, prosegue la presidente.
La responsabile di laboratorio Pagani ha spiegato che un migliore sistema di elaborazione dati avrebbe aiutato molto: “C’è quindi bisogno di grande attenzione a una buona digitalizzazione, considerazione che conferma anche l’ass. Messner”, rileva Foppa. Il direttore sanitario Widmann ha invece ribadito, tra l’altro, l’importanza della comunicazione in tempi di crisi. 
“Oggi abbiamo visto che una riflessione comune è fondamentale, così come il riconoscimento degli errori commessi: solo così le cose potranno essere fatte meglio in futuro”, conclude la presidente Foppa. 


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