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Commissione sulla gestione della pandemia: testimonianze anche da Germania e Austria
La commissione d’inchiesta si è confrontata con la presidente dell’analoga commissione del Bundestag tedesco, con responsabili di test attivi in Alto Adige e nel Tirolo orientale e con la primaria altoatesina del reparto malattie infettive. "Interessanti suggerimenti su come coinvolgere nella rielaborazione anche cittadini e cittadine", così la pres. Foppa.
È tornata a riunirsi questa mattina la Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid negli anni 2020-2023 e individuazione delle responsabilità. La presidente Brigitte Foppa sottolinea innanzitutto che la commissione soffre delle assenze, il che rende faticoso raggiungere il numero legale: “Solo ieri sera, per esempio, il cons. Thomas Widmann, che oltre a essere componente della commissione avrebbe dovuto anche essere ascoltato come ex assessore alla Sanità, ci ha comunicato la sua impossibilità a venire: questo mi dispiace particolarmente”.
Le altre audizioni programmate si sono invece svolte regolarmente. Come già nella scorsa seduta, anche oggi la commissione ha voluto approfondire l’esperienza di un organo analogo: questa volta, a testimoniare c’era la dott.ssa Franziska Hoppermann, presidente della commissione d’inchiesta “Analisi della pandemia Covid e insegnamenti per futuri eventi pandemici” del Bundestag tedesco, collegata in videoconferenza. “Questo approccio volto ad apprendere da altre esperienze si rivela positivo”, riferisce Foppa, che definisce il colloquio "molto interessante: Hoppermann ci ha riferito che anche la commissione del Bundestag intende aggiungere ai temi dell’inchiesta strettamente connessi alla pandemia quelli relativi alla democrazia, alla rappresentanza in momenti difficili e alla partecipazione. Inoltre, ha detto che compito di una simile commissione è creare uno spazio per far emergere come i vari gruppi hanno vissuto quella fase: anche i colleghi tedeschi hanno tra i propri obiettivi promuovere la riappacificazione ed evitare simili errori nel futuro”. Foppa aggiunge che “nell’ambito dell’audizione è stato affrontato un argomento molto interessante per la commissione, ovvero come coinvolgere cittadine e cittadini nel percorso di rielaborazione: a questo scopo, la commissione del Bundestag ha elaborato dei format, che ora noi approfondiremo”.
L’operatore sanitario del Tirolo orientale Boris Radulovski, ex responsabile di diversi centri per test Covid che ha collaborato anche all’effettuazione di test in val Pusteria nel 2020-21, ha quindi portato la propria testimonianza: “Ci ha riferito delle difficoltà a fronte delle molte richieste di test e relativamente alla loro esecuzione, nonché di incongruenze nella registrazione dei risultati”, così Foppa.
È stato quindi sentito il dott. Gernot Walder, medico specialista in igiene e microbiologia medica, infettivologia e medicina tropicale, che negli anni della pandemia ha svolto, nel Tirolo orientale, test anche per strutture altoatesine: “Walder, che in passato si era espresso criticamente verso certe misure, ha illustrato dettagli tecnici dei test e le problematiche connesse con l’effettuazione di un così alto numero degli stessi”.
È infine intervenuta la primaria del reparto Malattie infettive dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, dott.ssa Elke Maria Erne: “La primaria si è confrontata con le diverse posizioni dei componenti e delle componenti della commissione, e ha approfondito in particolare la questione del long Covid: a questo proposito, ha evidenziato che questo ha lasciato segni importanti, forse addirittura indelebili, in un numero alto di persone”, riferisce Foppa.
La commissione tornerà a riunirsi il prossimo 18 febbraio: sono in programma nuove audizioni, in particolare di responsabili di Comprensori sanitari e ospedali.
MC

