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Lavori Consiglio: Teleriscaldamento con legno locale, Riconoscimento dei periodi di cura
Mozione della SVP, voto di SVP e La Civica. La sessione di lavori di marzo è terminata.
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Nella tarda mattinata di oggi, sono state discusse in Consiglio provinciale a Bolzano le proposte della maggioranza.
Franz Locher (SVP) ha presentato la mozione n. 380/26: Solo legno locale per gli impianti di teleriscaldamento (presentata dai conss. Locher e Noggler il 16/02/2026), con la quale chiedeva di invitare la Giunta provinciale a commissionare uno studio sugli impianti di teleriscaldamento in Alto Adige, che fornisca le seguenti informazioni: 1. la quantità di materiale combustibile fornita direttamente dagli agricoltori; 2. la quantità di materiale combustibile proveniente dalle segherie; 3. la quantità di materiale combustibile proveniente da fuori provincia. Sulla base dei dati rilevati e del fabbisogno nel corso dell’anno solare, lo studio dovrà proporre un’ottimizzazione dei cicli, con l’obiettivo di produrre in futuro l’intera energia termica da teleriscaldamento utilizzando il 100% di legno locale. Il consigliere ha spiegato che, con 78 impianti di teleriscaldamento, l’Alto Adige è all’avanguardia in Europa nell’uso della biomassa: il teleriscaldamento costituisce dunque un elemento centrale della strategia energetica e climatica della Provincia di Bolzano, con prospettive di ulteriore sviluppo. Oltre 17.000 edifici sono riforniti con energia rinnovabile e ogni anno vengono emesse 350.000 tonnellate di CO2 in meno; gli impianti di teleriscaldamento sono anche a prova di crisi, poiché i prezzi non sono soggetti a instabilità geopolitiche, come quella del 2022. L’unica nota dolente di questa storia di successo è il fatto che attualmente viene ancora importata una quantità significativa di biomassa dalle regioni limitrofe e dall’estero: un incremento annuo di 2 milioni di m³ dai boschi dell’Alto Adige giustificherebbe un maggiore utilizzo di combustibile locale, anche perché un ringiovanimento regolare favorirebbe la salute dei boschi altoatesini.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto importante intervenire per l’autarchia energetica, in un’epoca come quella attuale, ma ha chiarito che il recupero e l’approvvigionamento del legname comporta costi elevati: lo studio deve fornire dati anche in merito a ciò, ed è per questo importante. Avrebbe quindi sostenuto la proposta.
Anche Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha ringraziato Locher per la mozione, chiedendo se vuole cofirmare una proposta analoga del Gruppo verde: attualmente l’86% del cippato proviene dall’estero, e questo ha ripercussioni anche sul teleriscaldamento, mancando sottoprodotti della lavorazione. Dai aggiornati sono importanti.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto la mozione, ritenendo però improbabile ottenere l’intera disponibilità di legno per il teleriscaldamento dall’Alto Adige. Ha fatto riferimento ai problemi relativi all'importazione del legname, che dovrebbe essere evitata essendo disponibile legno dell'Euregio. Questo comporterebbe anche un prezzo inferiore della materia.
L’ass. Luis Walcher ha chiarito che il tema del bosco svolge un ruolo importante nel suo dipartimento, e in futuro sarà ancora di più al centro dell’attenzione La tempesta Vaia e il bostrico hanno messo a rischio i boschi, che coprono il 51% della superficie del territorio; negli ultimi mesi sono stati rivisti i criteri per le aree boschive, promovendo sostegni per chi lo cura e considerando il bosco anche come risorsa contro il cambiamento climatico. Non tutti i proprietari se ne occupano con la dovuta attenzione, ma è importante ripulire le aree boschive e tutelare la materia prima, anche per evitare un nuovo dilagare del bostrico. Ha fatto riferimento al fondo disponibili per privati e aziende, e aggiunto che bisogna evitare l’utilizzo di legno di qualità per il teleriscaldamento - in questo senso la mozione non deve ingannare; i residui della lavorazione invece vanno benissimo a questo scopo. Locher ha detto che lo studio secondo cui l’86% del legname arriva dall’estero è del 2012, ora certamente la percentuale è invertita, e ha riferito di miglioramenti nell’ambito del trasporto su rotaia. Ha ribadito la validità di uno studio sui flussi del legno ed evidenziato il contributo dell'agricoltura. La mozione è stata approvata con 25 sì e 3 astensioni.
Waltraud Deeg (SVP) ha quindi presentato il voto n. 51/26: Equo riconoscimento dei periodi di educazione e cura (presentato dai conss. Deeg, Stauder, Locher e Gennaccaro il 18/02/2026), cofirmato da SVP e La Civica, con il quale chiedeva di sollecitare Governo e Parlamento 1. ad approvare il disegno di legge n. 235/2018, prevedendo il pieno ed effettivo riconoscimento dei periodi di educazione e di cura ai fini del calcolo della pensione; 2. ad adottare ulteriori misure al fine di garantire che il lavoro educativo e di cura sia meglio tutelato dal punto di vista previdenziale, assimilandolo all’attività lavorativa. La consigliera ha chiarito che, come è noto, sono soprattutto le donne a svolgere la maggior parte del lavoro educativo e di cura, cosa che si traduce spesso in rapporti di lavoro a tempo parziale o in interruzioni dell'attività lavorativa – e quindi in un divario retributivo che porta inevitabilmente a pensioni ridotte in età avanzata. Questo lavoro socialmente indispensabile non viene preso sufficientemente in considerazione dall'attuale sistema pensionistico. Facendo riferimento alla proposta della deputata Renate Gebhard, che nel 2018 aveva presentato un disegno di legge che prevede di considerare i periodi di cura nel sistema pensionistico, con una riduzione dell’età pensionabile di un anno per figlio, la consigliera ha evidenziato che la Provincia non ha competenza in merito, e che con il voto si intende sottolineare l'urgenza della questione.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha detto che il tema è noto e c’è ancora molto da fare, tuttavia ha contestato il modus operandi: si vuole che il Consiglio dica a Parlamento e Governo quale legge votare, il che le pare strano. Sosterrà comunque la proposta.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha condiviso l’osservazione ma anche la proposta, sottolineando però che essa non considera contributi aggiuntivi per gli anni dedicati alla cura, ma solo una riduzione degli anni necessari per andare in pensione, e quindi si mantiene il divario pensionistico. Per ridurre il gender pension gap vanno riconosciuti contributivamente i periodi di cura, valorizzati ai fini del calcolo pensionistico, o previsti contributi aggiuntivi, altrimenti si tratta solo di pink washing. Per sostenere le donne bisognerebbe anche rafforzare i servizi, per esempio intervenendo concretamente anche sull’aumento delle rette delle scuole dell’infanzia a tempo pieno.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha condiviso la posizione di Repetto sui contributi. ha poi evidenziato l’importanza di riconoscere a livello pensionistico i periodi che le donne dedicano alla cura e chiesto interventi concreti, e non solo proposte sul tema in prossimità di 8 e 19 marzo. Ha chiesto all'assessora a che punto si è relativamente all’aumento delle pensioni sociali e del rilevamento dei dati sulle donne che non hanno diritto ad alcuna pensione, e concluso che con il voto attuale non si cambierà molto.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato che diverse proprie proposte con lo stesso obiettivo erano state respinte proprio da Deeg quando era assessora. Ha quindi detto che il citato disegno di legge di Gebhard risaliva alla legislatura precedente, e che la deputata aveva annunciato di portare avanti questo tema, ma per lei la proposta era troppo limitata: dovrebbero essere considerati tutti i periodi dedicati a educazione e cura, non solo un anno.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) si è augurato l'approvazione del disegno di legge in Parlamento, e ha espresso dubbi sulla proposta di incaricare un altro organo su come votare. Si tratta in realtà della richiesta al Parlamento di attivarsi, ma così si crea confusione nei cittadini.
L’ass. Rosmarie Pamer ha detto che il tema trova tutti d’accordo, e sottolineato la sfida della conciliabilità di famiglia e lavoro, cosa che per le donne ha conseguenze anche sulle pensioni. In quanto alle pensioni sociali, è stato necessario tempo per creare i presupposti giuridici: la prossima settimana sarà presentata una norma d’attuazione in Commissione dei 12, poi si passerà al Consiglio dei Ministri. Sul tema del voto la Provincia non ha competenza: si possono adottare misure tramite la Regione, ma va sostenuta l’attività parlamentare a Roma. Waltraud Deeg ha ringraziato per i contributi, e aggiunto che il disegno di legge attuale è il 79/2022. A Repetto ha detto che il PD è stato al Governo tanti anni e avrebbe potuto sostenere queste proposte. Il presidente Arnold Schuler ha chiarito che il voto nella formulazione in esame era ammissibile ed esso è stato approvato con 29 sì e 1 astensione.
La seduta di questa mattina è terminata; essendo stati trattati tutti i punti nei temi riservati ad opposizione e maggioranza, è terminata anche la sessione di lavori di marzo: questo pomeriggio e domani non ci saranno sedute.
Link foto (Consiglio provinciale di Bolzano/GNews): https://www.flickr.com/photos/190091852@N05/
MC

