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Lavori Consiglio: Menopausa 2, Politiche sanitarie europee, Stop ai posti letto

Mozioni di Gruppo verde e Vita.

(Link video in coda)

È ripresa questa mattina, in Consiglio provinciale a Bolzano, la trattazione, iniziata ieri, della mozione n. 385/26: Menopausa: serve maggiore consapevolezza! (presentata dai conss. Foppa, Rohrer e Oberkofler il 20/02/2026, con la quale Brigitte Foppa (Gruppo verde) chiedeva di incaricare la Giunta 1. di affidare un incarico per il rilevamento di dati concernenti la situazione delle donne in menopausa residenti in Alto Adige per quanto riguarda la situazione del mercato del lavoro, le discriminazioni e lo stato di salute; 2. di creare uno sportello di assistenza, presso l’Azienda sanitaria, per consulenze e per il trattamento dei disagi legati alla menopausa; 3. di convocare una commissione di esperte (composta da specialisti/specialiste in ginecologia, neurologia e diritto del lavoro) che elabori linee guida concrete per i luoghi di lavoro al fine di sostenere le lavoratrici in menopausa; 4. di lanciare una campagna informativa per sensibilizzare e combattere i tabù sul tema della menopausa nella società e nei luoghi di lavoro, comprendente anche misure di formazione e aggiornamento per i datori e le datrici di lavoro nonché per i e le responsabili del personale; 5. di avviare a livello centrale, nell’ambito della formazione e dell’aggiornamento medico-infermieristico, corsi sul tema della menopausa per le collaboratrici e i collaboratori dell’Azienda sanitaria.
Il co-firmatario Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha detto di aver apprezzato i diversi interventi di consiglieri uomini, ieri, perché il tema deve interessare anche loro. Ha ricordato poi l’intervista in cui l’atleta Dorothea Wierer aveva detto di non essere stata al massimo della forma durante la gara olimpica in quanto aveva le mestruazioni, e i commenti di uomini in merito che avevano detto che era una scusa e che comunque non se ne dovesse parlare: così non è, è giusto sensibilizzare e informare, su questo tema come sulla menopausa e le sfide collegate, sempre con rispetto. Anche per lui, la mozione era stata un’occasione per occuparsi del tema. In ogni caso, non c’è bisogno di uomini che dicono alle donne quali sono i loro problemi.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che non bisogna rappresentare le donne, sempre come vittime o persona con problemi. Va detto invece che le donne sono creature meravigliose e molto forti, che riescono a fare tante cose e sanno tante cose. Il ciclo e la menopausa fanno parte delle donne, ma è vero che i ritmi di vita odierni non permettono di seguire ritmi naturali: giusta è quindi una sensibilizzazione, perché forse ci saranno cambiamenti. Per ovviare ai disagi citati c’è anche un approccio olistico, non solo quello medico. Si è detta quindi favorevole di trattare il tema, ma non alla rappresentazione della donna come vittima.
Anche l’ass. Hubert Messner ha apprezzato la discussione e il fatto che fossero intervenuti tanti uomini, i quali pure si devono occupare del tema ed essere informati. la menopausa rientra in un ambito importante della salute della donna, e importanti sono sensibilizzazione, informazione, accompagnamento medico e olistico. In quanto alle proposte dle punto dispositivo, la letteratura scientifica è già molto ampia, con dati che possono essere estrapolati anche per l’Alto Adige; realizzare studi specifici per un territorio piccolo come l’alto Adige sarebbe uno spreco di risorse. Tutti i reparti di ginecologia dell’Azienda sanitaria svolgono già il ruolo di centri di consulenza per donne in menopausa, così come i distretti e il Reparto di ginecologia e ostetricia dell'ospedale di Bolzano, che se ne occupa specificatamente. In quanto al punto 3, va spiegata la cornice giuridica affinché sia realmente utile per le persone interessate, mentre è da accogliere con favore il punto relativo a una campagna informativa, a livello trasversale e interdisciplinare; quanto previsto al punto 5. è già una possibilità nell’Azienda sanitaria. Brigitte Foppa ha apprezzato l’accoglimento del punto 4, si è dispiaciuta però che non si fosse espressa l’assessora al lavoro: la proposta riguardava per lo più questo tema. Rivolta a Knoll, ha poi detto che in realtà si era chiesta non se potesse parlare del tema, ma se fosse opportuno parlarne, e visto che spesso le succede che qualcuno contesta le sue affermazioni con “è in menopausa”, come è accaduto su un giornale quando aveva fatto dei rilievi sull’impianto di riscaldamento, ha ritenuto di darsi risposta favorevole: "Questo a Knoll non succede". Bisogna smetterla con la ridicolizzazione. Non si tratta di presentare le donne come vittime. Knoll ha contestato le critiche e detto che il suo gruppo sostiene la mozione. Della mozione, votata per parti separate, è stato approvato il solo punto 4. (all’unanimità con 33 sì); respinti, invece, le premesse con 15 sì e 17 no, il punto 1. con 15 sì e 18 no, il 2. con 14 sì 18 no e 1 astensione, il 3. e il 5. ciascuno con 14 sì, 18 no e 1 astensione.
Renate Holzeisen (Vita) ha quindi presentato la mozione n. 386/26: Chi determina le politiche sanitarie europee, italiane e quindi anche quelle altoatesine? La recente pubblicazione dei contenuti degli Epstein Files richiede un chiarimento immediato e misure correttive sostanziali, con la quale chiedeva di presentata dalla cons. Holzeisen il 20/02/2026) obbligare la Giunta provinciale nella persona del Presidente della Provincia, a richiedere immediatamente alla Presidente del Governo di voler convocare senza indugio, ai sensi dell'art. 12 della legge n. 400 del 23.08.1988, la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome: 1. al fine di valutare con urgenza le conseguenze di un'appropriazione indebita – ormai evidente anche alla luce degli Epstein Files – della politica sanitaria europea, italiana e dunque altoatesina/sudtirolese da parte di una banda criminale, 2. con l'obiettivo di sottoporre a revisione nell’ambito di una commissione d’inchiesta - con la partecipazione delle Regioni e delle Province Autonome e con il coinvolgimento di esperti indipendenti - le misure attualmente adottate in Italia in materia di politica sanitaria, di cui beneficiano in particolare i produttori di vaccini e gli investitori nel settore dei vaccini e delle pandemie, al fine di verificare la effettiva sussistenza di un rapporto costi-benefici positivo per la popolazione e basato su dati scientifici". Nelle premesse, la consigliera segnalava che da tempo si osserva che la politica sanitaria di interi continenti è determinata in modo decisivo da privati, presunti filantropi, e che la comunicazione di misure di politica sanitaria asseritamente necessarie e asseritamente vantaggiose per la popolazione equivale a una mera comunicazione di pubbliche relazioni aziendali senza alcuna reale evidenza scientifica; dagli Epstein files emerge infatti che “il pedofilo Jeffrey Epstein, condannato per favoreggiamento della prostituzione minorile e apparentemente responsabile anche di traffico di minori su larga scala e omicidi di adolescenti e bambini, in collaborazione con Bill Gates, che secondo gli Epstein Files, era nelle mani di Epstein, tra le altre, a causa delle sue scappatelle fuori matrimonio, e con il coinvolgimento dell'OMS, della Banca Mondiale e delle banche d'investimento come Goldman Sachs, JB Morgan Chase ecc. nonché del Pentagono (DARPA), ha definito, programmato e pianificato le pandemie come IL BUSINESS”. Ha aggiunto che l'OMS, il cui secondo maggior finanziatore è la Fondazione Gates, ha un ruolo determinante nell'“andamento delle pandemie", trattate da Epstein, Gates & Co, già anni prima della dichiarazione di una pandemia, come una categoria finanziaria e strategica fissa. Questo ha portato a una manipolazione globale, anche in Alto Adige, da cui bisogna liberarsi.
Franz Ploner (Team K) ha detto di voler intervenire sul titolo, per rispondere alla relativa domanda: l’unione europea dà un quadro strategico, ma tutta la responsabilità operativa è degli Stati; la Commissione europea propone le leggi, il consiglio decide insieme ai Ministeri della sanità, anche le Agenzie hanno un ruolo importante; a livello nazionale, la competenza è dello Stato: il SN definisce le condizioni quadro e i LEA, che vanno garantiti a tutti i cittadini, le regioni e Province autonome possono decidere sull’attuazione e la distribuzione. Non si puó quindi dire che decidono tutti gli altri
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha chiesto se nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni sono convocate commissioni d’inchiesta.
Il presidente della Provincia Arno kompatscher ha detto che non c’è a quel livello una commissione d’inchiesta, la Conferenza - che non può essere convocata dalla Provincia autonoma di Bolzano - rilascia un parere non vincolante, e solo in pochi casi è prevista l’intesa. Lì vengono invitati i ministri per ottenere informazioni sui progetti di legge. Ci si augura che le autorità competenti si occupino di tutti i reati commessi da Epstein egli altri, anche se la pubblicazione dei dati sui reati vergognosi avviene in modo non completo. Il presidente ha respinto teorie complottiste e ricostruzioni di collegamenti: saranno eventualmente i tribunali a decidere, ma qui si fanno tante congetture. Holzeisen ha detto a Fran Ploner che la Commissione Euroepea ha competenze che dovrebbero essere degli Stati membri, trasferite inconsapevolmente anche con il voto dell’europarlamentare altoatesino Dorfmann,e  denunciato il conflitto di interesse che coinvolge von der Leyen, il cui marito collabora con il settore farmaceutico USA. Durante la pandemia sono stati distribuiti farmaci che gli stessi produttori definiscono di terapia genica; il presidente dà informazioni sbagliate: la Conferenza Stato-Regioni ha piena competenza, e il piano di vaccinazioni rispecchia gli interessi di “questa banda criminale”. Kompatscher non puó limitarsi a dire che “lavoreranno i tribunali”. La consigliera ha chiesto quindi voto nominale affinché ogni componente dle Consiglio si assumesse la responsabilità della decisione. Intervenendo per fatto personale, il pres. Kompatscher ha respinto l’accusa di informazioni false: egli ha risposto a una domanda concreta sostenendo che non esistono commissioni d’inchiesta, e invitato a non offendere i consiglieri. Holzeisen ha ribattuto che egli avrebbe dichiarato che la Conferenza non può essere convocata su specifici temi. La mozione è stata respinta: le premesse 3 sì, 24 no e 5 astensioni, il punto 1. con 5 sì, 24 no e 1 astensione, il 2. con 7 sì, 24 no e 1 astensione.

Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha quindi presentato la mozione n. 387/26: Stop ai posti letto: in Alto Adige è più che mai necessario limitare il turismo in modo vincolante e trasparente (presentata dai conss. Rohrer, Foppa e Oberkofler il 20/02/2026) al fine di incaricare la Giunta provinciale 1. di acquisire, prima di deliberare sulla definizione dei “comuni economicamente depressi e a rischio di spopolamento”, sia il parere della commissione legislativa competente per l’urbanistica sia quello della commissione legislativa competente per il turismo; 2. di modificare il DPP n. 25/2022 in modo che la Giunta provinciale debba acquisire i pareri di ciascuna delle due commissioni legislative di cui al punto 1, prima di deliberare sui criteri e le modalità per l’assegnazione dei posti letto a livello provinciale; 3. di non modificare il DPP n. 25/2022, art. 3, comma 4, lettera c; 4. di creare entro il 2026 una banca dati provinciale, accessibile al pubblico, per registrare i posti letto del contingente anticipato a livello comunale e garantire così il rispetto del termine di compensazione di cui al DPP n. 25/2022, art. 10, comma 2; 5. di fissare il limite massimo di 150 posti letto per zona e non per esercizio, al fine di sostenere gli esercizi a conduzione familiare ed evitare di suddividere una stessa zona fra più esercizi; 6. d’incaricare l'Astat di effettuare, a campione, un confronto incrociato dei dati per il 2026 e il 2025, al fine di determinare se i posti letto per ospiti di età superiore a 14 anni ufficialmente dichiarati da un esercizio corrispondono al numero di ospiti al giorno effettivamente registrati nella stessa struttura (esclusi quelli sotto i 14 anni). Ciò serve a verificare se lo stop ai posti letto è davvero rispettato. Questo confronto viene messo a disposizione dei Comuni affinché possano adempiere ancora meglio ai loro obblighi di controllo. Nelle premesse, la consigliera riportava dei dati: nel 2025, il turismo in Alto Adige ha nuovamente battuto tutti i record: i pernottamenti sono stati più di 38 milioni, quasi il 3% in più rispetto al 2024, gli arrivi hanno totalizzato nove milioni di persone, il 3,6% in più rispetto all'anno precedente, la provincia offre ora 261.574 posti letto, quasi 30.000 in più rispetto a tre anni fa, quando la precedente Giunta provinciale aveva proposto uno “stop ai posti letto” - erano infatti 232.186. Spiegava inoltre che la nuova  versione del previsto articolo sul tema nella legge 111/22 aveva eliminato la definizione e l'introduzione di un limite massimo di posti letto, e ha ridotto il contenuto della norma a una rilevazione puramente statistica dei posti letto per ospiti sopra i 14 anni. La decisione su un eventuale limite era stata rinviata a una data successiva non specificata e delegata a future disposizioni attuative.
Invece che uno “stop ai posti letto”, ha detto Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan), “è stata invece un’accelerazione”: sarebbe stato invece sufficiente dire che “non si può costruire nel verde agricolo”, perché la popolazione ha l’impressione che gli impresari edili possano costruire, e i semplici cittadini no, e che la politica abbia voluto incentivare a costruire e a creare ulteriori posti letto, ma chi non l’ha fatto negli ultimi 4 anni perché dovrebbe farlo nei prossimi 4? È ora di dire basta.
Bernhard Zimmerhofer ha detto che fin dall’inizio il suo gruppo era contrario al prolungamento del termine dei posti letto, e se questo viene ammorbidito c’è una perdita di fiducia. Si sa che a Senales sono previsti dei progetto come in val Martello, ma bisognerebbe invece sostenere le aziende famigliari di piccole dimensioni, altrimenti saranno le multinazionali ad avere la maggiore, a scapito dell'economia locale. Il record di pernottamenti ha portato a un maggiore traffico e a difficoltà nel reperimento di personale. Va sostenuto uno sviluppo sostenibile come vuole lo Heimatpflegeverband. Ha quindi sostenuto la mozione.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), cofirmataria, ha ricordato il numero 229.000, che stava nella legge urbanistica come limite massimo di posti letto ai tempi di Durnwalder; era un indicatore importante affinché il turismo non degenerasse. per anni i verdi sono stati derisi, ma poi si era arrivati al tanto decantato “stop ai posti letto, che era stato per lo piú un freno, per esso aveva lottato l’allora ass. Schuler, con grande difficoltà nel conciliare le varie posizioni. la legge era passata, i verdi l’avevano sostenuta, ma le deroghe erano state tante: il problema si è spostato, e c’è stata una vera e propria corsa ai posti letto; ora ci sono nuove deroghe, accolte negativamente dalla popolazione. si parla di mezzo milione di pernottamenti, ci si rende conto di cosa significa? La mozione è un invito alla maggioranza a rispettare le proprie stesse leggi.
Secondo il pres. Arnold Schuler, intervenuto dai banchi dei consiglieri, i 229.000 posti erano lo stato del 1995, il potenziale in base alle stime era oltre 300.000. Il principio del piano di sviluppo comunale era di definire dati certi per pianificare tutto, con un periodo di transizione di 4 anni; nel frattempo erano decaduti 17.000 posti. Tante aziende che non affittano più, ora dopo questo periodo di transizione dovranno risolvere la situazione, e ci sono diritti acquisiti. È difficile avere dati certi, ma lui si è impegnato per contrastare questi alleggerimenti; i Comuni devono fare la propria parte: 56 Comuni sono stati citati per le eccezioni, ma in base ai suoi calcoli sono 8-9 quelli che non hanno una zona turistica. C’è una lista alternativa del 2007. Si è augurato che si trovi una soluzione comune e ha annunciato di non partecipare alla votazione.
Paul Köllensperger (Team K) si è detto contrario alle proroghe, pur rilevando che la relativa delibera presenta criticità. egli prevedrebbe un divieto di strutture turistiche nel verde agricolo, ma oggi sono previsti lo stop ai posti letto e il piano di sviluppo comunale. è tipico della Giunta tornare sui propri passi: evidentemente quando si muovono i grandi i politici reagiscono, quindi ci saranno alberghi sempre più grandi e migliaia di posti, che porteranno centinaia di migliaia di auto. Ci vuole una politica di marketing coerente, ammettendo che il turismo ha raggiunto il proprio limite. Ha quindi accolto i punti 1., 2. 5.
Waltraud Deeg (SVP) ha invitato a condurre una discussione concreta e corretta sul tema, rilevando che si è tutti d’accordo sulla necessità di dati certi. Attualmente c’è una certa divergenza, ma si è concordi sul fatto che si vuole promuovere uno sviluppo sostenibile, soprattutto delle aziende di piccole dimensioni, e sul fatto che servano regole chiare e controlli – così come certezza del diritto, considerando sia la normativa urbanistica che parametri fiscali. Non bisogna aizzare gli animi.
La Giunta non è sincera, o ha un problema di comunicazione, ha detto Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) perché ha parlato di uno stop che non esiste: si vedono gru ovunque, e non si tratta di ampliamenti qualitativi, ma quantitativi. I cittadini non vogliono più farsi prendere in giro. Certo, è giusto che nei comuni depressi le persone devono trovare un posto di lavoro, ma a questo scopo non servono alberghi enormi che non assumono persone del posto ma da fuori. Ci sono pochi che guadagnano tantissimo, la Giunta ha chiuso gli occhi.
Sandro Repetto (Partito democratico) ha ringraziato Rohrer per aver presentato la mozione: è in aula che si deve discutere del tema, non in via Brennero. Mancano chiarezza e trasparenza;  per la creazione di nuovi alloggi destinati al turismo la pressione sul mercato immobiliare è cresciuta. dell’impianto originario del Bettenstop è rimasto ben poco, e l’aumento di capacità ricettive è assicurato da norme transitorie e deroghe, senza criteri trasparenti, per esempio, sui criteri per definire i comuni strutturalmente deboli. Se non si fa ordine, emerge un modello di sviluppo che non mette piú al centro chi vive in Alto Adige.
Anche secondo Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit), che ha rilevato come molti artigiani lavorino nelle strutture ricettive, lo stop ai posti letto si è trasformato in un boom, tanto che i costruttori stanno prendendo in considerazione l’arrivo di materiali da fuori provincia: la provincia di Bolzano costruisce oltre le püroprie capacitá, e manca personale sufficiente e infrastrutture. Ci vogliono limiti chiari, e una sicurezza di pianificazione per aziende e artigianato. Il problema c’è anche quando intervengono investitori esteri. Anche il suo comune rientra in quelli a rischio spopolamento, ma ha aziende a sufficienza perché le persone trovino un lavoro, non solo nel turismo: sono altri i fattori perché le persone emigrano.
Secondo Zeno Oberkofler (Gruppo verde), cofirmatario, il turismo non deve essere l’unica soluzione peri comuni a rischio spopolamento, e le persone dicono “basta”. Giá in origine non si poteva parlare di “stop ai posti letto”, e ora la legge viene continuamente ammorbidita: cosí la popolazione perde fiducia nella politica. Non è vero, come dice Deeg, che si aizzano gli animi: le persone sono stanche di politiche gestite dalle lobbies: è proprio per questo che i giovani emigrano. (Deeg ha respinto le accuse di “bla bla bla” fatte da Oberkofler).
Un centro sviluppo delle aree depresse è necessario, ha detto Andreas Colli (Wir Bürger Noi cittadini), ringraziando l’ass. Walcher per il suo coraggio. Certe zone turistiche sono state individuate anni fa, pagando considerevoli cifre in IMI: chi accetterebbe di farsele togliere? Ci sarebbero danni per milioni. Forse non si è costruito non per propria responsbailitá. se si agisse come richiesto ci sarebbero tantissimi ricorsi, e quale Tribunale confermerebbe queste scelte? Si parla tanto di overtourism, ma è anche un’invenzione di chi vuole ostacolare e della stampa di sinistra: bisogna permettere di lavorare a chi vuole farlo.
Dai banchi dei consiglieri, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ammesso che c’è un clima negativo verso il turismo, ritenuto responsabile di tutto. In quanto alla proroga, non è vero che decide la Giunta: sono i consiglieri comunali a decidere, i PUC che determinano lo sviluppo dei Comuni. nelle aree depresse e a rischio spopolamento hanno la possibilità di prorogare zone turistiche che stanno per scadere. dei 56 comuni non tutti hanno una zona definita, quindi saranno di meno, e anche dove sarà approvata, non è detto che i committenti presentino progetti. Ha quindi invitato a tornare ai fatti.
Andreas Leiter Reber
(Freie Fraktion) si è detto da sempre contrario allo stop ai posti letto, non in quanto contrario a un tetto massimo, ma perché era necessario rilevare prima i numeri esistenti. Aveva messo in guardia in questo senso i verdi, ma ora c’erano casi di divani letti diventati veri e propri posti letto. Ai grandi gruppi si permette tanto, alle piccole aziende no: si impedisce quello che tutti dicono di volere. La nuova regolamentazione crea ingiustizie.
Harald Stauder (SVP) ha detto che la discussione era troppo emotiva, e si è meravigliato della comunicazione dei Verdi, che non fa bene a nessuno. I 56 comuni di cui si tratta sono a rischio depressione, e non dire che non ovunque saranno determinate zone turistiche è scorretto. Se si parla di possibilità diverse da quelle offerte dal turismo, bisognerebbe anche dire quali sono. in quanto alle gru che si vedono in giro, non è corretto dire che si tratta solo di progetti turistici, aizzando gli animi.
Secondo l’ass. Luis Walcher, non è che nei vecchi tempi tutto era buono; in merito ai 229.000 posti letto, ogni cifra vale solo finché viene verificata - come ha già detto il presidente Schuler, non si era lontani dai 300.000 posti letto. Ha quindi respinto l’allusione a pressioni delle lobbies fatta da Oberkofler, e ripercorso le origini del turismo in Alto Adige, con l’affitto di stanze e appartamenti che ha permesso a generazioni di figli di studiare e di rendersi autonome. In quanto ai problemi di traffico, non si può dare la colpa solo ai turisti. Bisogna comprendere che anche in futuro il turismo sarà importante, e che per questo ci vuole una chiara visione. nessun settore è rimasto uguale negli ultimi decenni. In quattro anni, molto può cambiare per una famiglia così come per un’azienda. Per i Verdi non è importante il turismo, ma aizzare gli animi; ognuno deve fare attenzione a non danneggiare la reputazione del Consiglio. Il presidente dell’associazione artigiani ha detto che il turismo negli ultimi decenni ha garantito posti di lavoro anche in quel settore. Rohrer ha rilevato un disagio da parte della maggioranza, e apprezzato che la discussione avesse portato a una rivalutazione del Consiglio. Comuni come Curon, Renon e Stelvio sono di poco al di sotto del limite di 500.000 posti letto. Dalla discussione è emerso che c’è una giungla di liste di comuni depressi, a rischio spopolamento non sviluppato: si sarebbe aspettata dall’assessore numeri chiari sui posti letto previsti. La mozione è stata respinta: le premesse  con 10 sì, 17 no  e 5 astensioni , il punto 1 con 13 sì, 17 no e 2 astensioni, il 2 con 11 sì, 17 e 4 astensioni, il 3 con 11 sì, 17 no e 3 astensioni, il 4 con 13 sì, 17 no e 2 astensioni, il 5. con 12 sì, 17 no e 2 astensioni, il 6, con 14 sì, 17 no e 1 astensione.
(continua)

Link video (Consiglio provinciale di Bolzano/GNews): https://we.tl/t-tDXzaQCosx

MC

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