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“Nessuno può accettare di divenire il bersaglio di odio e intimidazioni”
Presa di posizione del presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano, Arnold Schuler, in merito all’odio in rete
La recente deriva nel dibattito pubblico è motivo di preoccupazione, anche perché non si tratta di episodi isolati. Negli ultimi anni abbiamo assistito più volte al superamento dei limiti della decenza, alla trasformazione delle critiche in attacchi personali e all’inasprimento dei toni, anche perché l’anonimato garantito dai social e le dinamiche che vi si instaurano sembrano sciogliere le inibizioni.
Le divergenze di opinione non sono un problema, anzi, costituiscono il fondamento della nostra democrazia. Sono i toni che fanno la differenza. Le critiche, anche le più severe, fanno parte del gioco, ma sono invece inaccettabili le offese, le minacce e l’intenzionale denigrazione delle e dei rappresentanti politici.
Chi ricopre una carica pubblica deve mettere in conto di subire opposizione, ma nessuno può accettare di divenire il bersaglio di odio e intimidazioni.
Questo fenomeno non riguarda soltanto singole persone o determinati schieramenti politici. È una deriva che inquina il clima politico e, di conseguenza, la fiducia nelle nostre istituzioni democratiche.
Non possiamo accettare questa situazione come se fosse la nuova normalità.
In quanto Consiglio provinciale siamo responsabili delle modalità e dei toni con cui avviene il confronto politico. E tale responsabilità implica anche intervenire con parole chiare e nette quando i limiti vengono superati.
Sono convinto che la società debba riappropriarsi dei principi alla base della nostra convivenza: il rispetto, l’obiettività e la disponibilità ad accettare le posizioni altrui senza denigrare la controparte.
La democrazia si nutre dello scontro dialettico sul merito delle questioni, ma ciò deve avvenire nell’ambito di regole chiare, basate sul reciproco rispetto.
Cons.

