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Commissione d’inchiesta sulla pandemia: audizioni dell’ambito Politica/Forze dell’ordine  2/2

La dimensione comunale al centro delle audizioni pomeridiane della commissione d'inchiesta: sentiti il presidente dell’Associazione Polizia Locale Alto Adige Carli e l’ex presidente del Consiglio dei Comuni Schatzer. 

Nel pomeriggio di oggi, la commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid negli anni 2020-2023 e individuazione delle responsabilità ha proseguito le proprie audizioni nell’ambito del blocco tematico Politica/Forze dell’ordine, avviate questa mattina. “Ci siamo occupati della dimensione comunale, confrontandoci con Christian Carli, presidente dell’Associazione Polizia Locale Alto Adige - APLAA, e con Andreas Schatzer, presidente del Consiglio dei Comuni all’epoca della pandemia”, riferisce la presidente della commissione Brigitte Foppa: “Da loro abbiamo raccolto informazioni sul ruolo della Polizia locale e sui compiti dei sindaci”. 

Per quanto riguarda la polizia locale, Carli ha raccontato che essa ha il compito di controllare le misure emanate da Provincia e Stato: “Questo, naturalmente, era necessario anche durante la pandemia”, riferisce Foppa: “Durante i controlli si è cercato di soppesare le situazioni, e secondo Carli si è proceduto con buonsenso e misura: l’obiettivo principale era informare, e solo in ultima istanza sanzionare”. Nei comuni era a volte anche noto che non tutte le regole venivano rispettate, e in particolare quando i giovani si incontravano non sempre si interveniva in modo rigoroso: “Si è parlato di buonsenso, e credo che sia cosa buona”, così Foppa.
Anche oggi è stato ripetuto più volte che “all’inizio c’era un grande rispetto per la malattia, per la pandemia: paura e preoccupazione erano diffuse, e di conseguenza le persone rispettavano le regole o comunque si trovavano d’accordo con esse”, così Foppa. Con il tempo, però, questo atteggiamento è cambiato, probabilmente perché le persone si sentivano più sicure grazie al vaccino: “La gente si è stufata, è diventata “stuff”, come è stato detto oggi in sudtirolese. E naturalmente anche le forze dell’ordine, che dovevano sopportare una situazione sempre più faticosa, perché il consenso era diminuito», spiega la presidente della commissione.
Con l’allora presidente del Consiglio dei Comuni, Schatzer, la commissione si è confrontata sui compiti dei sindaci, tra cui figuravano, tra l’altro, il coordinamento dei test di massa e dei centri per i test: “E naturalmente i sindaci erano e sono i massimi responsabili della protezione civile e della salute pubblica a livello comunale”, sottolinea Foppa: “Di conseguenza, si sapeva anche – almeno nella fase iniziale – quali casi di quarantena c’erano nel comune. I controlli erano effettuati tramite la polizia locale o direttamente”.
Anche Schatzer ha confermato che all’inizio la preoccupazione era grande; come sindaco, egli riteneva allora che le misure adottate fossero adeguate: “Oggi, così ha riferito, vede alcune cose diversamente e considera alcune misure eccessive: questo è uno dei fili conduttori che attraversano le nostre audizioni», conclude Foppa.

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