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Lavori Consiglio: Omnibus istruzione, ordini del giorno e articolata 1

Gli ordini del giorno al  disegno di legge provinciale n. 70/26, Modifiche a leggi provinciali in materia di istruzione, formazione professionale e cultura, artigianato, esercizi pubblici e commercio; la prima parte della discussione articolata su docenti universitari, organi collegiali, Consiglio scolastico e altro. La discussione continua.  

La seduta di questa mattina del Consiglio provinciale di Bolzano si è aperta con l’esame degli ordini del giorno presentati al disegno di legge provinciale n. 70/26: Modifiche a leggi provinciali in materia di istruzione, formazione professionale e cultura, artigianato, esercizi pubblici e commercio  (presentato dalla Giunta provinciale su proposta degli assessori Philipp Achammer, Marco Galateo e Daniel Alfreider), la cui discussione generale è iniziata ieri. L’ass. Philipp Achammer ha comunicato l’accoglimento degli ordini del giorno di Anna Scarafoni (nr. 4 Scuole musicali, 5 Tavolo permanente e 6, Tutela personale docente, vedi sotto) e dell’ordine del giorno 2 di Brigitte Foppa (Contare gli anni - anche per i/le supplenti, vedi sotto). L’ass. Marco Galateo ha accolto ordine del giorno 7 di Sandro Repetto (Formazione professionale come strumento di crescita della persona e di cittadinanza attiva, vedi sotto) in accordo con alcune modifiche.
La discussione in merito (gli ordini del giorno non citati sono stati ritirati).
Ordine del giorno 2, ACCOLTO, Contare gli anni – anche per i/le supplenti: Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha chiesto di incaricare la Giunta 1. di verificare con quali provvedimenti di legge o amministrativi i/le docenti che lavorano da almeno cinque anni con contratti a tempo determinato in scuole di competenza della Provincia autonoma di Bolzano possano ottenere un riconoscimento economico della loro esperienza professionale; 2. d’istituire su questa base un'indennità "di esperienza", comunque denominata, per i/le docenti che lavorano da almeno cinque anni con contratti a tempo determinato presso le scuole di competenza della Provincia autonoma di Bolzano; 3. di stanziare i mezzi necessari nel bilancio della Provincia. Nelle scuole dell'Alto Adige, ha spiegato la consigliera, da lungo tempo i/le supplenti, assunti in base alle graduatorie provinciali e scolastiche con contratti a tempo determinato, per supplenze annuali o temporanee, per coprire i posti liberi o sostituire altri docenti, sono parte strutturale dell'attività scolastica: chi insegna per anni in modo affidabile e contribuisce al successo del nostro sistema scolastico e formativo, ha il diritto di veder riconosciuta tale esperienza anche dal punto di vista economico. Foppa ha apprezzato che la proposta venisse accolta, per dare riconoscimento al lavoro di tante persone. 
Ordine del giorno 4, ACCOLTO, Scuole musicali: Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha chiesto di impegnare la Giunta 1. a monitorare gli effetti dell’applicazione dell’articolo 7, comma 3, del disegno di legge sulle scuole secondarie di primo e secondo grado a indirizzo musicale; 2. a coinvolgere preventivamente le istituzioni scolastiche interessate nella valutazione delle ricadute organizzative e didattiche della misura; 3. ad adottare ogni iniziativa utile affinché l’attuazione della disposizione non determini una riduzione della qualità dell’offerta formativa musicale né un aggravio organizzativo per le scuole interessate; 4. a garantire che l’applicazione della norma non comporti, direttamente o indirettamente, riduzioni dei posti in organico, delle cattedre o delle risorse professionali assegnate alle scuole statali a indirizzo musicale, salvaguardando integralmente i livelli occupazionali e la continuità dei percorsi musicali attualmente attivi. Ricordando che l’articolo 7 del disegno di legge introduce, per le alunne e gli alunni che frequentano le scuole di musica provinciali, la possibilità di ottenere un ulteriore esonero pari a un’ora settimanale nelle discipline di strumento musicale o strumento/canto presso le scuole secondarie di primo grado a indirizzo musicale e le scuole secondarie di secondo grado con opzione provinciale musica, la consigliera evidenziava che tale disposizione potrebbe determinare effetti organizzativi e didattici sulle istituzioni scolastiche interessate, e invitava a garantire che ogni intervento volto a favorire la frequenza delle scuole di musica provinciali non produca conseguenze negative sulla qualità dell’insegnamento, sulla continuità didattica e sulla stabilità degli organici delle scuole statali a indirizzo musicale.
Ordine del giorno 5, ACCOLTO, Tavolo permanente: Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha chiesto di impegnare la Giunta 1. a promuovere l’istituzione di un tavolo permanente di confronto sui temi della qualità pedagogica, delle condizioni di lavoro del personale scolastico e della sostenibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche; 2. a valutare, sulla base delle proposte formulate dal tavolo, iniziative volte a: semplificare gli adempimenti amministrativi a carico delle istituzioni scolastiche e del; tutelare il tempo destinato all’insegnamento e alla progettazione educativa;  valorizzare la collegialità e la partecipazione degli organi scolastici; sostenere la qualità della programmazione educativa; rafforzare la formazione pedagogica e culturale del personale scolastico; 3. a riferire periodicamente alla competente Commissione legislativa e al Consiglio provinciale sugli esiti del confronto e sulle eventuali iniziative intraprese. La consigliera ha evidenziato che la qualità del sistema scolastico dipende in misura rilevante dalle condizioni di lavoro del personale docente, e dalla sostenibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche, e sottolineato il crescente carico amministrativo e burocratico, definendo il confronto stabile tra amministrazione provinciale, personale scolastico, famiglie e studenti “uno strumento utile per individuare criticità e proporre soluzioni condivise”.
Ordine del giorno 6, ACCOLTO, Tutela personale docente: Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha chiesto di impegnare la Giunta 1. a definire i compiti, la composizione e le modalità operative degli eventuali consigli di classe individualizzati in modo da garantire la sostenibilità del carico di lavoro del personale docente; 2. a prevedere, nell'attuazione delle disposizioni relative ai percorsi educativi individualizzati e personalizzati, una preventiva valutazione delle effettive risorse organizzative disponibili presso le istituzioni scolastiche interessate; 3. ad adottare misure organizzative idonee ad evitare un aggravio burocratico e amministrativo a carico dei consigli di classe e del personale docente; 4. a garantire adeguati tempi di programmazione collegiale e coordinamento didattico necessari per la gestione dei percorsi individualizzati previsti dal disegno di legge; 5. a monitorare gli effetti delle nuove disposizioni sull'organizzazione scolastica e sul carico di lavoro del personale docente, coinvolgendo le rappresentanze delle istituzioni scolastiche e del personale interessato. La consigliera ha spiegato che i consigli di classe e i percorsi educativi individualizzati perseguono finalità condivisibili di inclusione e personalizzazione dei percorsi formativi, ma comportano inevitabilmente attività aggiuntive di programmazione, coordinamento, documentazione e valutazione a carico del personale docente: è pertanto necessario garantire che l'attuazione delle nuove disposizioni avvenga in condizioni di effettiva sostenibilità organizzativa, evitando ulteriori aggravamenti burocratici e assicurando adeguati tempi di programmazione collegiale.
Ordine del giorno 7, ACCOLTO con MODIFICHE, Formazione professionale come strumento di crescita della persona e di cittadinanza attiva: Sandro Repetto (Partito Democratico) ha chiesto di impegnare la Giunta 1. a promuovere, nell'ambito della programmazione dell'offerta formativa provinciale, un approccio che consideri la formazione professionale non solo come risposta alle esigenze del mercato del lavoro, ma anche come strumento di crescita integrale della persona; 2. a sviluppare indicatori e strumenti di valutazione capaci di rilevare, oltre agli esiti occupazionali, anche l'acquisizione di competenze trasversali, civiche, relazionali e di cittadinanza attiva senza appesantire il lavoro delle scuole e tenendo conto dei monitoraggi già attivi; 3. a rafforzare percorsi formativi,  la partecipazione democratica, l'educazione alla sostenibilità, la consapevolezza digitale e la capacità di apprendere lungo tutto l'arco della vita; 4. a rafforzare processi di pianificazione dell'offerta formativa, oltre alle rappresentanze economiche e produttive, anche il mondo della scuola, dell'università, della cultura, del terzo settore e delle organizzazioni giovanili; 5. a predisporre una relazione periodica con cadenza triennale al Consiglio provinciale sull'evoluzione delle competenze richieste dal mercato del lavoro e sul contributo della formazione professionale allo sviluppo sociale e culturale della comunità provinciale. Secondo il consigliere, la formazione professionale deve certamente fornire competenze adeguate alle esigenze del sistema economico, ma non può essere concepita esclusivamente come uno strumento di adattamento alle richieste del mercato del lavoro. Essa deve contribuire alla crescita della persona, allo sviluppo delle sue potenzialità e alla formazione di cittadini e cittadine consapevoli. 

È quindi stato approvato all’unanimità (33 sì) il passaggio alla discussione articolata del disegno di legge provinciale n. 70/26: Modifiche a leggi provinciali in materia di istruzione, formazione professionale e cultura, artigianato, esercizi pubblici e commercio.

L’articolo 1 modifica la  l.p. 31 agosto 1974, n. 7, “Assistenza scolastica. Provvidenze per assicurare il diritto allo studio”: approvato (31 sì, 1 ast.) senza discussione né emendamenti. 
L’articolo 2 modifica la l.p. 30 novembre 2004, n. 9, “Diritto allo studio universitario”. Un emendamento dell'ass. Achammer aggiungeva, tra l'altro, un comma relativo alla retribuzione maggiore al personale docente dell’università giustificata dalla richiesta del bilinguismo. La sfida più grande, ha aggiunto Achammer, è il reclutamento di personale docente dall’estero, dove ci sono condizioni più attrattive: questo richiede stimoli economici. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha apprezzato l’emendamento, ma riferito di sempre più frequenti segnalazioni di un’italianizzazione dell’Università, con violazione del diritto alla madrelingua. Con questa proposta si pagherebbero ancora meglio anche docenti italiani senza intervenire effettivamente sul plurilinguismo. L’ass. Philipp Achammer ha replicato che l’universitá potrà differenziare; ha ribadito l'importanza dle plurilinguismo e un confronto in corso con il Governo sulle regole di chiamata diretta per l 'impiego di docenti dall’estero, il che sarebbe un ulteriore incentivo. L’emendamento è stato approvato con 22 sì e 11 astensioni. L'articolo è stato approvato con 25 sì e 8 astensioni.
L'articolo 3 modifica la l.p. 18 ottobre 1995, n. 20, “Organi collegiali delle istituzioni scolastiche”. Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha chiesto di introdurre un riferimento all’autonomia professionale e didattica del personale docente e della centralità delle decisioni assunte collegialmente dagli organi scolastici competenti, al fine  di tutelare la libertà di insegnamento e la funzione collegiale degli organi scolastici, evitando indebite interferenze esterne. Alex Ploner (Team K) ha proposto un emendamento per consentire al personale all’integrazione l’accesso al registro digitale: questo oggi spesso non accade; un altro emendamento del consigliere era relativo alla composizione dei consigli di classe, facendo riferimento a una mozione approvata in Consiglio provinciale: al personale all’integrazione non viene dato diritto di voto sulla valutazione degli alunni, ma dovrebbe essere dato sempre per tutte le altre questioni di natura didattica ed extrascolastica. L’ass. Achammer ha accolto l’emendamento di Scarafoni. In quanto a quelli di Alex Ploner, ha detto di comprendere la difficoltà segnalata, ma aggiunto che il collaboratore all’integrazione in base al profilo professionale non ha compiti didattici. Ha proposto però di votare separatamente il periodo al punto g del comma 1“solo per le alunni e gli alunni a essi assegnati". Ha annunciato poi una futura formulazione più chiara dell'articolo; ha condiviso l'accesso del collaboratore al registro di classe, sottolineando tuttavia che nella maggior parte delle situazioni questo non è un problema, e che la questione non va inserita in una legge. Ploner ha chiesto di sostituire nel proprio emendamento la dicitura “di natura didattica e straordinaria” con le parole “di natura scolastica”: il tutto non deve dipendere dalla discrezionalità del dirigente scolastico: "È importante che sia garantito il diritto di voto dei collaboratori all'integrazione, come da mozione approvata dal Consiglio provinciale". Accolto l’emendamento di Scarafoni (27 sì, 5 astensioni), respinti gli emendamenti di A. Ploner (17 no e 16 sì, 17 no - 11 sì e 5 astensioni), l’ass Achammer ha chiarito di non aver accolto l’emendamento riguardante il diritto di voto perché avrebbe ampliato tale diritto in maniera troppo ampia, ma ha confermato la propria disponibilità a trovare una formulazione migliore. L’articolo è stato approvato con 22 sì e 11 astensioni senza le parole “solo per le alunne e gli alunni a esso assegnato” nella lettera g del comma 1, respinte con con 18 no, 10 sì e 5 astensioni.
L’articolo 4 modifica la l.p. 12 dicembre 1996, n. 24, “Consiglio scolastico provinciale e disposizioni in materia di assunzione del personale insegnante”. Alex Ploner (Team K) ha proposto con emendamento di dare attuazione a una mozione approvata in Consiglio, prevedendo la rappresentanza degli alunni con disabilità o designato dalle organizzazioni delle persone con disabilità, e non come previsto “dall’organizzazione piú rappresentativa”, in modo che tali organizzazioni si mettano d’accordo in merito. La definizione era stata inserita in accordo con l’ufficio persone con disabilità, ha replicato l’ass. Philipp Achammer. Respinto l’emendamento, l'articolo è stato approvato con 33 sì. 
L’articolo 5 modifica la l.p. 14 dicembre 1998, n. 12, “Disposizioni relative agli insegnanti e ispettori per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole primarie e secondarie nonché disposizioni relative allo stato giuridico del personale insegnante e al lavoro sociale nelle scuole”: è stato approvato (32 sì) senza discussione né emendamenti.
L'articolo 6 modifica la l.p. 29 giugno 2000, n. 12, “Autonomia delle scuole”. Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha chiesto con emendamento, in relazione al Consiglio di classe individualizzato, in merito al quale la decisione è lasciata alla Giunta, di prevedere un’audizione di Consiglio scolastico, Consulte dei genitori e degli studenti e sindacati. L’ass. Philipp Achammer ha ritenuto problematica ed eccessiva la proposta: la questione sarà sicuramente discussa a Roma, con delibera si farà vedere che la decisione non è lasciata al caso ma decisa centralmente. Respinto l’emendamento di Foppa (19 no, 10 sì, 3 ast.), l’articolo è stato approvato con 33 sì.
La seduta è stata quindi sospesa su richiesta dell’ass. Marco Galateo per una riunione della maggioranza.

(continua)


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