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Lavori Consiglio: Colture locali, Altoadigemobilità free pass, Ritiro delle sanzioni per le mascherine

Mozioni di Freie Fraktion, Team K e altri, VITA. 

Con la mozione n. 65/24: Il “caffè di Anterivo” e i “fagioli di Postal” - promuovere la varietà delle colture e la libera riproduzione delle sementi, presentata questo pomeriggio in Consiglio provinciale a Bolzano, Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha chiesto che Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano si dichiarasse favorevole a statuire che le antiche colture locali e le razze autoctone di animali da allevamento della provincia di Bolzano fanno parte del patrimonio agricolo e culturale provinciale, la cui conservazione e selezione, nell’ottica dell’agrobiodiversità, devono essere maggiormente incentivate, e incaricasse pertanto la Giunta provinciale 1. di istituire un registro provinciale delle colture e delle razze di animali da allevamento autoctone, definendo le varietà da conservare e le razze a rischio di estinzione e promuovendo la produzione e la commercializzazione delle sementi delle varietà da preservare, nonché l'allevamento delle razze autoctone a rischio di estinzione; 2. di definire la figura professionale di “allevatore/coltivatore custode”, incentivando quelle persone, aziende e istituzioni che si impegnano nella tutela e nella moltiplicazione delle varietà locali e delle razze autoctone a rischio di estinzione elencate nel registro provinciale; 3. di presentare al Consiglio provinciale un disegno di legge per la tutela della biodiversità agricola nella Provincia autonoma di Bolzano e per la conservazione delle colture autoctone e delle razze locali di animali da allevamento. Il consigliere evidenziava che le antiche colture locali e le razze autoctone di animali da allevamento hanno un valore inestimabile per la biodiversità, la conservazione delle specie e l’approvvigionamento alimentare mondiale, poiché fungono da archivio genetico per la selezione vegetale e animale. Le antiche varietà autoctone, adattatesi al clima specifico del territorio di origine, sono per lo più basate su sementi di tipo omozigotico, cioè non ibride, e spesso sono resistenti a malattie e parassiti locali nonché a condizioni meteo estreme come la siccità, il che le rende particolarmente preziose proprio in tempi di riscaldamento globale. È giunto il momento che la Provincia autonoma di Bolzano tuteli meglio di quanto abbia fatto finora le sue varietà autoctone e le razze locali di animali da allevamento. Il registro proposto aiuterebbe anche a valutare quali razze e varietà si vuole preservare. A questo proposito, interessante è sapere che il caffè di Anterivo si trova anche a Istanbul, ha detto il consigliere, aggiungendo anche che chi si occupa della questione della conservazione di semi autoctoni spesso sono donne.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha detto di aver abitato vicino ad Anterivo, dove tante persone si recavano  per vedere la locale coltivazione. Ogni zona ha le proprie coltivazioni sviluppatesi nel corso degli anni, e quindi ogni giardiniere avrebbe il compito di conservare le sementi e ricoltivarle negli anni successivi. Al contrario, pare che in Alto Adige ci si occupi davvero poco delle sementi autoctone, e manca anche una banca dati: in passato venivano dati dei contributi, ma ora essi sono stati aboliti. Un disegno di legge in merito è un’ottima idea. 
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che i nomi propri delle coltivazioni tradizionali andrebbero lasciati inalterati, e non tradotti in italiano. Sul contenuto della mozione si è detto d’accordo, ricordando una visita in Consiglio delle contadine che avevano regalato delle sementi affinché i consiglieri non si dimenticassero del problema. È sensato intervenire in quest’ambito, anche perché il tema dei prodotti locali può essere sfruttato a livello turistico. C’è una varietà incredibile che è andata persa.
Paul Köllensperger (Team K) ha annunciato sostegno alla mozione, molto sensata, evidenziando la necessità di sostenere le sementi autoctone, favorendo anche la varietà, che si oppone a un’agricoltura turbo con sementi brevettate. Questo sarebbe importante anche per le nicchie economiche. 
Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha detto che alcune specie tradizionali non sono interessanti per il mercato e quindi sono state trascurate, ma ora c’è un ripensamento: tanti agricoltori hanno capito che non bisogna puntare solo su meleti e vitigni. Ha quindi sostenuto la mozione.
Anche Renate Holzeisen (VITA) ha sostenuto la mozione, al fine di preservare prodotti di nicchia e puntare sui circuiti regionali ai sensi della sostenibilità. La globalizzazione porta alla uniformazione anche a livello alimentare, e questo viene visto in modo critico anche dai giovani. Le sementi sono spesso in possesso dei cartelli internazionali, e gli agricoltori sempre più dipendenti da questi colossi: questo dovrebbe preoccupare, anche relativamente a eventuali manipolazioni genetiche.
L’ass. Luis Walcher ha invitato Holzeisen a stimare di più l’agricoltura altoatesina. Ha quindi ricordato la fondazione del Centro di sperimentazione di San Michele all’Adige già nell’800 per risolvere il problema della fame nell'Impero; anche oggi bisogna chiedersi se il compito dell’agricoltura dell’Alto Adige è garantire un approvvigionamento o solo la diversità. La Laimburg ha il compito di sostenere le piccole aziende che fanno agricoltura; nel settore della viticoltura ci sono solo 6.000 ettari, e nonostante ciò dall'esclusiva di vini rossi si è passati anche ad altri tipi di vino, tutelando le piccole aziende agricole con grande successo. Anche questa volta Leiter Reber aveva modificato completamente il testo presentato; va detto che le riforme a livello europeo non sono ancora passate e il quadro normativo non è ancora chiaro, ma bisogna attenersi alle norme statali ed europee. In replica, Leiter Reber ha detto di aver chiesto un registro provinciale che non dipenda da quello nazionale, anche perché alcune razze ritenute autoctone possono esserci anche in altri territori. Dispiacendosi che non si volesse dare maggiore sostegno a questo importante tema proprio in un periodo in cui, a livello mondiale, si registra un impoverimento delle varietà e un calo della biodiversità, ha aggiunto che altre regioni italiane sono molto più avanti dell’Alto Adige per quanto riguarda la tutela della biodiversità. Avrebbe presentato un proprio disegno di legge sul tema. Posta in votazione per parti separate, la mozione è stata respinta: le premesse, la parte numerata ciascuna con 15 sì e 18 no, il punto 1 e il punto 2 ciascuno con 16 sì e 17 no, il 3, con 15 sì e 18 no. 

Alex Ploner (Team K) ha quindi presentato la mozione n. 435/26: Abbassiamo la soglia di invalidità per ottenere l’altoadigemobilità free pass (presentata dai conss. Ploner A., Köllensperger, Ploner F. e Rieder il 12/06/2026), con lo scopo di impegnare la Giunta 1. ad abbassare dal 74 al 60% la soglia di invalidità richiesta per ottenere l'altoadigemobilità free pass; 2. a prevedere, nell’ambito della disciplina dell’altoadigemobilità free pass, che le persone con un’invalidità civile riconosciuta compresa tra il 74 e il 99% possano portare con sé sui mezzi di trasporto pubblico una persona di accompagnamento che viaggia gratuitamente. La parte dispositiva era stata emendata in collaborazione con l’ass. Rosmarie Pamer, ha detto Ploner, con la quale si era accordato sulla percentuale del 67% invece che dell’originario 60%. Egli ha invitato tutti i colleghi che volevano sostenere la proposta a firmarla in segreteria generale: l'attuale soglia di invalidità del 74% esclude infatti un gruppo significativo di persone con disabilità reali, permanenti e che condizionano la loro vita quotidiana, ma che si collocano appena sotto tale soglia. L'obiettivo è quindi quello di colmare questa che di fatto è una lacuna assistenziale, facendo in modo che l'altoadigemobilità free pass agevoli quelle persone già sensibilmente limitate nella loro mobilità.
Con questa proposta, ha detto Harald Stauder (SVP), si introduce un adeguamento importante per molte persone; la percentuale del 67% corrisponde alla media europea, e la percentuale del 60% prevista prima dell'emendamento era troppo ampia; la nuova percentuale corrisponde a quella europea. Vi rientra il 10% della popolazione. Ha annunciato di cofirmare la mozione a nome della SVP.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit ) ha annunciato sostegno, aggiungendo che spesso certe limitazioni non sono così evidenti.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha annunciato anche le firme del Gruppo verde, trattandosi di un tema importante per migliorare l’inclusione. Ha ricordato la proposta del proprio gruppo per un utilizzo gratuito dai mezzi, e ritenuto che questa mozione raggiungesse un gruppo importante di persone.
Anche Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha annunciato la firma della mozione, così come Renate Holzeisen (VITA) e il presidente Angelo Gennaccaro.
L’ass. Daniel Alfreider ha ringraziato per il dibattito dicendosi contento di questa ulteriore misura, che migliora l’integrazione nel TPL di tutte le cittadine e i cittadini. ha ricordato le nuove segnaletiche con indicazioni audio per i non vedenti, molto importanti per chi si muove con i mezzi pubblici. Il 67% di invalidità è un limite previsto anche a livello nazionale ed europeo, in questo modo si ridimensiona anche l’impegno amministrativo. L’ass. Rosmarie Pamer ha sostenuto la proposta, che aveva un obiettivo importante. La mobilità permette una vita più autonoma anche nel quotidiano, e favorisce i contatti sociali: è importante prevedere questa possibilità per coloro che intendono usare i mezzi pubblici. Ha quindi fatto riferimento al d. lgsl. 62/24 e a una prossima proposta di legge provinciale al fine di porre al centro il progetto di vita autodeterminata, con un approccio che consideri i desideri e le capacità della singola persona; la mobilità è parte importante di questo progetto, che inizierà con una fase sperimentale nei distretti ed entrerà in vigore nel gennaio 2027. La proposta in esame amplia il pubblico del TPL di 4.000 persone. Alex Ploner ha detto che, come sostenuto da Stauder, dall’aula si lanciava un segnale importante, e rilevato che su temi come questo è importante lavorare in maniera bipartisan. Ha aggiunto che spesso propone il tema delle barriere nelle stazioni, ma oggi voleva lodare l’installazione di cartelli interattivi. In merito alla tessera di invalidità europea, ha chiesto di verificare le corrispondenti esenzioni; anche chi accompagna un invalido al 100% dovrebbe viaggiare gratis, come richiesto con una precedente mozione. Importante è anche controllare la disponibilità dei posti auto per persone disabili. Egli ha quindi ritirato il punto 2. La mozione con riferimento alla percentuale compresa tra il 74 e il 67% è stata approvata all’unanimità (32 sì).

Renate Holzeisen (VITA) ha presentato di seguito la mozione n. 436/26: Insistere nella riscossione di sanzioni inflitte ai cittadini in confermato difetto di ragionevolezza e proporzionalità oltre che in difetto assoluto di competenza, non è certo espressione di uno Stato di Diritto. La Giunta della Provincia Autonoma deve ristabilire lo Stato di diritto, con la quale chiedeva alla Giunta, nella persona del presidente, 1. di voler subito comunicare all’Alto Adige Riscossione S.p.A. la sospensione dell’incarico per l’incasso delle sanzioni inflitte dalla Segreteria generale della Provincia Autonoma di Bolzano ai cittadini per non aver usato la mascherina all’aperto; 2. di voler con urgenza ordinare alla Segreteria generale della Provincia Autonoma di Bolzano l’annullamento di tutte le sanzioni inflitte ai cittadini altoatesini-sudtirolesi per il mancato uso della mascherina all’aperto, e di voler, dunque, restituire ai cittadini altoatesini-sudtirolesi gli importi per le sanzioni da questi già pagati 2.1. perché si tratta di sanzioni inflitte ultra vires in difetto assoluto di competenza della Segreteria generale della Provincia Autonoma di Bolzano per l’applicazione delle sanzioni amministrative di cui all’art. 4 D.L. 19/2020 2.2. perché, in ogni caso, si tratta di sanzioni irrogate ai cittadini per un loro comportamento non lesivo e non offensivo dell’interesse tutelato (contrasto e contenimento alla diffusione del virus) e, dunque, di sanzioni irrogate in evidente difetto di ragionevolezza e proporzionalità. Se per il periodo di allora il Governatore e i membri del Consiglio Provinciale che hanno votato a favore dell’applicazione da parte della Provincia Autonoma di Bolzano di una sanzione ai cittadini per non aver usato la mascherina all’aperto, possono giustificarsi con l’ignoranza in punto difetto di ragionevolezza e proporzionalità della misura deliberata, ha detto la consigliera, oggi ogni membro del Consiglio provinciale è – documenti alla mano - informato. Il rigetto di questa mozione null’altro significherebbe che assumersi adesso – nonostante la piena consapevolezza – nell’attuale incarico di membro del Consiglio Provinciale e/o membro della Giunta Provinciale la responsabilità politica e giuridica di una espressa conferma di una misura autoritaria irragionevole, perché non utile e dannosa. Holzeisen ha aggiunto che sia il pres. Kompatscher che l’ass. Messner avevano detto in commissione d’inchiesta che oggi non riproporrebbero più l’obbligo di mascherine, e tuttavia chi non le aveva indossate era ancora tenuto a pagare le sanzioni. Ha chiarito di non condannare chi aveva preso certe decisioni in una situazione di emergenza, ma ora la situazione era chiara. I diritti fondamentali come quello di respirare all’aria aperta possono essere limitati solo in casi specifici e a determinate condizioni, ma si sapeva all’epoca che così non era: la Giunta deve chiedere agli esperti che avevano dato indicazioni l’origine delle informazioni fornite, considerando che tale obbligo è stato anche dannoso per alcune persone, rappresentando un ostacolo fisico e psichico. I cittadini che ancora si vedono richiedere le sanzioni da Alto Adige Riscossioni hanno l’impressione che non si tratti di uno Stato di diritto, inoltre le sanzioni sono state comminate dalla Segreteria generale della Provincia, che non è competente in materia.
Intervenendo in merito, Sven Knoll (Süd-TIroler Freiheit) ha ricordato le due fasi della pandemia: nei primi tre mesi tutti erano rimasti sorpresi e non si sapeva come agire, nell’estate e inverno successivi in Consiglio si era dibattuto sulla ragionevolezza di certe misure, quale obbligare alla mascherina all’aperto mentre si poteva sedere a un tavolo di ristorante senza. Ha quindi riferito di esagerazioni, quali il caso di un ottantenne spinto a terra dalla polizia davanti a un supermercato perché teneva la mascherina sotto il naso, il fatto che i consiglieri avevano dovuto lottare per essere informati, la ricerca in elicottero degli escursionisti. In politica a volte si adottano decisioni sbagliate, ma bisogna rimediare, e conseguentemente bisogna ritirare le sanzione.
Jürgen Wirth Anderlan ha detto di non essersi mai basato su studi, ma di aver guardato cosa succedeva intorno a lui: dopo la prima fase, chi portava gli occhiali doveva continuare ad abbassare la mascherina perché non riusciva a vedere; era stato addirittura vietato di andare a sciare, questo è da pazzi. Particolarmente grave il comportamento ipocrita di rappresentanti della Giunta, tra cui il presidente Kompatscher trovato al Renon senza mascherina né distanziamento, l’assssore all’istruzione che aveva mantenuto l'obbligo nelle classi fino alla fine dell’anno scolastico e poi fatto una bella foto dove abbracciava il sindaco di Vadena: oggi hanno la possibilità di dire che hanno sbagliato.
Ritenendo che fosse necessaria una base giuridica per sospendere sanzioni irrorate, Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha comunque sostenuto la mozione, che invitava di fatto la Giunta ad agire. Oggi, col senno di poi, si sapeva che la reazione era stata esagerata, sia per quanto riguarda la mascherina sia per altre norme. Vanno create le basi giuridiche per sospendere queste sanzioni, e discuterne apertamente.
Franz Ploner (Team K) ha ricordato la discussione in commissione d'inchiesta, e chiesto se l'intervento fosse possibile dal punto di vista giuridico. Ciononostante, ha sostenuto la proposta di Holzeisen, poiché l’obbligo di mascherina all’aperto non era stato sensato. Ora si può rinunciare alle sanzioni, anche quale possibilità di riappacificazione e segno di rielaborazione.
La discussione della mozione riprenderà domani a partire dalle 10.00. 


MC

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