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Lavori Consiglio: Contrastare l’odio in rete, Galleria di Monte Tondo

Discusse mozioni della SVP. La sessione di lavori di giugno/luglio è terminata. 

Nella tarda mattinata di oggi è stata trattata in Consiglio provinciale a Bolzano la mozione n. 420/26: Contrastare efficacemente l’odio in rete (presentata dai conss. Deeg e Stauder il 12/05/2026), con la quale Waltraud Deeg (SVP) chiedeva di incaricare la Giunta 1. di elaborare una strategia interdipartimentale contro l’odio in rete, comprendente la prevenzione, l’intervento e il follow-up; 2. di rafforzare i programmi di alfabetizzazione mediatica nelle scuole di ogni ordine e grado, di ampliare le campagne di sensibilizzazione per giovani, genitori e insegnanti, e di sviluppare ulteriormente le iniziative esistenti che contrastano l’odio in rete; 3. di aumentare gli sportelli di consulenza e per segnalazioni, che siano di facile accesso, di rafforzare le offerte di supporto per le vittime e di integrare sistematicamente la violenza digitale nei programmi di prevenzione svolti nelle scuole; 4. di effettuare regolarmente rilevazioni sulla diffusione dell'odio in rete in Alto Adige e di predisporre un sistema di monitoraggio del cybermobbing e dello hate speech; 5. di istituire un ufficio di coordinamento centrale a livello provinciale, di intensificare la collaborazione tra scuole, servizi sociali, Polizia e organizzazioni della società civile e di utilizzare sistematicamente i modelli di buone pratiche provenienti dall’Alto Adige e da altre regioni; 6. di valutare la cornice normativa esistente, di sostenere misure per una più rapida cancellazione dei contenuti di odio e di intervenire a livello statale ai fini di una normativa più restrittiva contro la violenza digitale; 7. di sovvenzionare in modo mirato iniziative, associazioni e progetti nell’ambito della prevenzione e informazione e di ampliare i programmi che promuovono il coraggio civile in rete (contronarrazione). Secondo Deeg, la democrazia vive del dibattito e della possibilità di esprimere le proprie opinioni: se ci sono odio e minacce, si perdono voci, e questo rende la democrazia più povera. La consigliera ha fatto poi riferimento anche ai casi di suicidio per cybermobbing e alle conseguenze psicofisiche sui giovani, compreso il ritiro sociale, Anche il bodyshaming ha conseguenze pesanti. Denigrare non è accettabile, e la violenza digitale non è una questione marginale; è un peccato che le forze dell’ordine non abbiano abbastanza mezzi per contrastare il fenomeno. Non è vero, ha aggiunto, che gli autori di certe affermazioni hanno un basso profilo scolastico; essi andrebbero individuati.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha detto che se questa mozione fosse stata presentata dall’opposizione sarebbe stata contestata e non sarebbe mai passata. In passato era stata accolta solo una simile proposta dei Verdi per una campagna di sensibilizzazione. Vero è che i politici spesso si devono difendere dall’odio in rete, ma ci sono anche molte altre persone colpite, tanto da perdere fiducia nell’umanità. In particolare, le donne sono molto colpite. Oggi Knoll ha chiesto di essere oggettivi, ma se si dipingono gli avversari politici a tinte fosche, o si fanno video con citazioni senza contesto, si alimenta l’odio: basta leggere i commenti sotto i video per capirlo.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha annunciato astensione, ma non perché contrario. Anche lui aveva ricevuto minacce di morte, facendo denuncia alla Polizia: prima aveva dovuto trovare una persona che capisse il tedesco, poi aveva avuto a che fare con computer molto vecchi, infine la Polizia postale aveva detto che non si poteva indentificare l’IP da cui era stata inviata la minaccia. Non bisogna parlare solo dei giovani o pensare a campagne solo per le scuole: i commenti più insultanti nei social non sono dei giovani, ma spesso di persone anziane che firmano con il proprio nome. Non bisogna poi pensare che l’odio in rete vada respinto solo in alcuni casi e in altri no: spesso invece non si interviene nel caso vengano colpite donne di una certa parte politica, come Gudrun Kofler o la collega Atz. Vanno considerati anche i media, oltre ai social: a questo proposito, Knoll ha fatto riferimento a come era stata riportata dalla RAI la propria iniziativa sui carburanti.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) si è detto favorevole ai programmi di alfabetizzazione mediatica, ma ha chiesto all’ass. Achammer una riflessione su quanto effettivamente fatto dalla Provincia e quanto ancora si può fare in quest’ambito, anche in tutti i cicli scolastici. La competenza mediatica è infatti la chiave per la tutela della democrazia, a fronte di determinati algoritmi che sono una minaccia per essa. Avrebbe comunque sostenuto la mozione.
L’ass. Philipp Achammer ha fatto riferimento all’odio in rete contro i politici, e a quello che colpisce persone di cui non parla nessuno. Se il 50% dei giovani tra i 16 e i 24 anni dice di aver ricevuto commenti d’odio in rete, e il 25% di essere stato vittima di cyberbullismo, questo è drammatico: questo fenomeno li colpisce al chiuso delle loro camerette, e non hanno la possibilità di difendersi; non pensano a sporgere denuncia, ma hanno bisogno di una persona di riferimento cui rivolgersi. Vero è che il tema non riguarda solo i giovani: tanti messaggi d’odio vengono inviati da persone di una certa età, cui lui a volte ha risposto invitandole a un incontro: in un faccia a faccia, avevano espresso delle scuse. Ormai, però, le persone esprimono di persona le stesse opinioni manifestate in rete: il dibattito reale è diventato più violento forse proprio sulla spinta di quello online. Quando si sporge denuncia non sempre si ha successo. Per determinate fasce d'età, i social andrebbero vietati. I messaggi d’odio vanno condannati sia se rivolti a partiti di destra sia se rivolti a quelli di sinistra; tuttavia, una volta espressa una condanna bisogna lasciar perdere - la condanna chiude il procedimento. Nelle scuole sono stati introdotti vari progetti contro l’odio in rete ed è stato promosso il progetto Patentino per lo smartphone che coinvolge anche i genitori; si cercherà di ampliare le competenze digitali di tutte le fasce d’età.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha aggiunto che del tema si è molto discusso e fa parte del programma di coalizione, anche ai sensi della sensibilizzazione in tutti gli ambiti. Ha fatto quindi riferimento alla campagna “Digitale è reale”, sottolineando che attraverso uno schermo si può recare grande danno. Anche nella scuola bisogna sensibilizzare, ma il tema riguarda tutti. Ha quindi accolto convintamente la mozione, anche riguardo a un coordinamento complessivo, augurandosi che ci siano tanti soggetti e associazioni disposti a sostenere la proposta. Ha ricordato poi l’iniziativa nell'ambito delle società calcistiche. In replica, Waltraud Deeg ha detto a Foppa di aver sempre sostenuto proposte in questo senso, e ribadito che molti hanno fatto esperienze di odio in rete; Knoll ha parlato anche di minacce di morte: anche lei per 6 mesi, in quanto figlia di una politica minacciata, era stata accompagnata dalla scorta. Ora è una moda che, come Trump, si possa dire qualsiasi cosa, diffamare le donne e altro; se non ci si richiama alla ragionevolezza sarà un problema. Bisogna dare le risorse necessarie alle istituzioni come le forze dell’ordine che si occupano di contrastare questo fenomeno; la mozione prevede  anche interventi concreti come un centro di coordinamento e iniziative a bassa soglia. Messa in votazione, la proposta è stata approvata con 27 sì e 4 astensioni.
Dopo una breve interruzione chiesta da Harald Stauder (SVP), Franz Locher (SVP) ha presentato la mozione n. 429/26: Galleria di Monte Tondo: si procede a singhiozzo (presentata dai conss. Locher, Stauder, Schuler e Noggler il 27/05/2026), con cui chiedeva di invitare la Giunta 1. a mantenere gli impegni rispetto alla circonvallazione nord e portarne avanti con decisione la progettazione, verificando la fattibilità tecnica delle diverse opzioni di imbocco; 2. a elaborare una soluzione utile per la circonvallazione ovest ovvero per il collegamento con la MEBO; 3. a definire, entro il 2026, il tracciato definitivo assieme al Comune di Bolzano, per avviare l’iter di approvazione e partire subito dopo con il progetto esecutivo. Illustrando la mozione, Locher ha ricordato che della galleria di Monte Tondo si va discutendo già da una trentina d’anni, da 10-20 anni si sta progettando concretamente e da soli 5 anni si lavora seriamente nell’ottica della sua realizzazione. In tutto questo tempo, a Bolzano, la situazione del traffico è decisamente cambiata. Sommando gli abitanti del capoluogo di provincia a quelli dei comuni limitrofi si ottiene un bacino di utenza di circa 200.000 persone: di queste, svariate decine di migliaia sono pendolari che ogni giorno si recano a Bolzano per lavoro; di conseguenza, il volume del traffico è aumentato in modo considerevole e, nonostante il continuo potenziamento del trasporto pubblico locale, si formano regolarmente ingorghi con lunghe colonne alle porte della città e nel centro. Preoccupa in modo particolare il traffico pesante in continuo aumento. Con l’aggiudicazione dell’appalto per la progettazione nel 2023 e con lo studio di fattibilità tecnica ed economica iniziato nel 2024 si sperava che i lavori per la costruzione della tanto attesa galleria di Monte Tondo sarebbero partiti in tempi brevi, ma per via di una serie di trivellazioni resesi necessarie, nonché del rischio idrogeologico, la progettazione delle aree agli imbocchi si è rivelata molto difficoltosa, inoltre la variante del Talvera appare oggi poco idonea in quanto non toglierebbe il traffico dal centro città. “Ci sono stati tantissimi studi, ma per vari motivi si va avanti a rilento”, ha concluso il consigliere, riferendo poi delle grandi code che si formano durante i giorni di pioggia, coinvolgendo anche gli ospiti. Il problema non riguarda solo l'accesso alla Val Sarentino, ma il traffico nella città di Bolzano, verso la quale quotidianamente convergono molti cittadini dai comuni limitrofi. 
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato un recente incontro politico in Val Sarentino centrato su questi tema, che si porta avanti da anni. Ha ricordato anche i gravi incidenti dovuti al traffico pesante che attraversa il capoluogo. In val Pusteria c’era una situazione simile presso il Perca: le relative richieste dei cittadini erano state ascoltate solo quando era stato minacciato di lasciare la SVP: ha rivolto questo suggerimento a Locher.
Paul Köllensperger (Team K) ha ringraziato Locher per la proposta, evidenziando che in Alto Adige ci sono tante piccole realtà che hanno da anni una circonvallazione, mentre a Bolzano questa manca. È necessario liberare dal traffico anche Merano e Bolzano, e provvedere a realizzare la galleria di Monte Tondo: Si è parlato delle falde acquifere, ma finché non arriverà lo studio sulla variante del Talvera probabilmente non succederà nulla. Manca un progetto per la circonvallazione ovest e il collegamento con la MeBo, il progetto areale va a rilento, e anche per questo i giovani lasciano una città che non progredisce. Va anche ampliata la SS12, ora utilizzata come circonvallazione.
Lo stesso Franz Locher ha quindi chiesto di sospendere il punto, attendendosi dei chiarimenti entro l’autunno dall’assessore; l’ass. Daniel Alfreider ha ringraziato per la mozione e annunciato 200 milioni nel bilancio di previsione per questo progetto. Ha fatto riferimento al dibattito interno alla SVP, e al fatto che sia lui che Locher si erano impegnati per il finanziamento del progetto. Un anno fa è iniziata la fase di progettazione, e in quest’ambito sono emerse diverse situazioni. La decisione verrà presa insieme al Comune di Bolzano, agli organi competenti e alla popolazione: serve la collaborazione di tutti. Ha chiarito anche che per la Giunta il progetto di Perca era importante, così come il progetto tema della mozione; serve la forza di realizzarlo, ha aggiunto l’assessore, facendo un appello per una grande maggioranza di sostegno anche a livello comunale. Locher ha quindi ribadito la propria richiesta di sospensione per approfondire il tema con l’assessore.
Il presidente Angelo Gennaccaro ha quindi dichiarato conclusa la sessione di giugno/luglio. Il plenum del Consiglio provinciale torna a riunirsi dal 21 al 23 luglio prossimi per esaminare il bilancio di assestamento.

MC

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