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Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia: audizioni di rappresentanti dei media - 2/2

È proseguito nel pomeriggio di oggi il confronto della commissione guidata da Foppa con caporedattori e direttori di media locali ai tempi della pandemia: sentiti von Braitenberg e Tribus. Decisi incontri con la cittadinanza.

Sono proseguite nel pomeriggio di oggi le audizioni nell’ambito del settore “Media e società” avviate questa mattina dalla Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid negli anni 2020-2023 e individuazione delle responsabilità presieduta da Brigitte Foppa. I componenti della commissione si sono confrontati sul ruolo di giornalisti e redazioni durante la pandemia con Zeno von Braitenberg, caposervizio di RAI Südtirol all’epoca della pandemia e coordinatore della stessa dal 2022, e Arnold Tribus, editore e direttore responsabile della Neue Südtiroler Tageszeitung.

“Con riferimento a quel periodo e ai relativi resoconti mediatici, von Braitenberg ha citato, per giornalisti e non solo, la fase cruciale “Non lo so”: un’ammissione della necessità di informarsi, capire, ricercare, in quanto molte persone avevano parecchie certezze che apparivano incrollabili, ed erano pertanto motivo di polarizzazione”, riferisce Foppa. Sia egli che Tribus hanno affermato, come già i giornalisti sentiti questa mattina, “che non c’era stata alcuna influenza sul loro lavoro, che fosse da parte di inserzionisti o di organi di governo. Tribus ha affermato che si apprezzavano le entrate pubblicitarie, ma che in alcun modo si trattava di un do ut des: il giornalismo è rimasto indipendente”. 

Nelle redazioni, hanno confermato i giornalisti, le opinioni erano differenti, ma c’era per lo più una posizione di maggioranza. “Secondo Tribus si consideravano informazioni che venivano da fonti scientifiche”, riferisce ancora Foppa, “e ci si è attenuti all’opinione dominante ben sapendo che c’era anche una contro-opinione. Egli ha riferito di una “posizione lievemente pluralistica” del proprio giornale”. 

A von Braitenberg, che era molto disponibile al confronto, la commissione ha chiesto tra le altre cose come mai la redazione di RAI Südtirol durante la pandemia avesse fatto riferimento a un unico esperto: “Egli ha ammesso che ce ne sarebbero stati forse altri, ma non era facile trovarne di validi e in grado di spiegarsi bene; ha comunque sostenuto che è sempre meglio sentire più di una voce, soprattutto in un clima di insicurezza”, così Foppa. 

La presidente riferisce inoltre che Tribus si è confrontato in maniera molto aperta e onesta, anche sulla posizione del proprio giornale, sottolineando anche che un giornale di una piccola provincia non sempre è in grado di rapportarsi con una crisi internazionale: “Ha aggiunto che forse si sarebbe dovuto rappresentare maggiormente posizioni di minoranza, ma ci si è attenuti a quelle della maggioranza: ha ammesso che questo è stato probabilmente un errore, di cui si assume la responsabilità”. Da quell’esperienza ha tratto l’insegnamento che sarebbe stato necessario avere meno certezze univoche e rappresentare più posizioni: “In questo senso”, conclude Foppa, “si può dire che quel periodo ci ha dato anche una nuova consapevolezza”. 

Dopo aver condotto le due audizioni, le componenti e i componenti della commissione d’inchiesta si sono confrontati sulla possibilità di incontrare anche cittadine e cittadini, al fine di raccoglierne le considerazioni e le esperienze vissute durante la pandemia: è stato deciso di organizzare una serie di incontri nei diversi comprensori della provincia, ai quali potranno partecipare 30 persone selezionate per estrazione tra quelle che si candideranno. Le serate saranno in calendario a partire da gennaio: modalità di selezione e svolgimento saranno comunicate più avanti.

MC

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