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Prima settimana della scuola dell’infanzia: la conciliazione deve essere possibile dal primo giorno
La Consigliera di parità Brigitte Hofer: "Garantire orari di assistenza adeguati fin dall’inizio".
Con l’inizio odierno (7 settembre) del nuovo anno della scuola dell’infanzia, molti genitori che lavorano si trovano ancora una volta ad affrontare una difficoltà organizzativa: durante la prima settimana, nelle scuole dell’infanzia in lingua tedesca il servizio termina già alle ore 12.30 e non viene ancora offerto l’orario prolungato.
Negli ultimi giorni, la Consigliera di parità Brigitte Hofer ha ricevuto numerose segnalazioni e richieste da parte di genitori.
"Proprio in questi giorni emerge concretamente cosa significhi una simile organizzazione per le famiglie", afferma Hofer: "Dopo circa dodici settimane di vacanze estive o di servizi estivi, per molti genitori ricomincia la ricerca di una soluzione: chi può andare a prendere il bambino o la bambina? Chi può uscire prima dal lavoro? Chi prende ancora un giorno di ferie o deve trovare un’altra forma di assistenza?".
L’organizzazione della vita familiare richiede già un notevole impegno ai genitori che lavorano. Orari di lavoro, orari delle scuole e delle scuole dell’infanzia, periodi di vacanza, malattie e altre interruzioni dell’assistenza devono continuamente essere coordinati. «E non dobbiamo dimenticare che questo lavoro organizzativo e di cura continua a ricadere in larga misura sulle donne. Quando il servizio di assistenza non è disponibile o non copre l’intera giornata, sono spesso loro a ridurre o modificare l’orario di lavoro, prendere ferie o trovare soluzioni alternative», sottolinea la Consigliera di parità.
Hofer si è pertanto rivolta ai responsabili politici competenti chiedendo quali siano le ragioni organizzative alla base dell’attuale regolamentazione. Allo stesso tempo, propone di verificare se in futuro sia possibile offrire orari di assistenza più lunghi già a partire dalla prima settimana della scuola dell’infanzia.
Non si tratta di mettere in discussione le particolari esigenze pedagogiche legate alla fase di inserimento dei bambini e delle bambine: si tratta piuttosto di verificare come queste possano essere meglio conciliate con le esigenze dei genitori che lavorano.
"La conciliazione tra famiglia e lavoro richiede soprattutto affidabilità e possibilità di pianificare. Mi auguro che si possa partire dall’esperienza di questa prima settimana per individuare, per i prossimi anni, soluzioni che tengano conto sia delle esigenze pedagogiche sia della realtà familiare e lavorativa dei genitori", così Hofer.
Un servizio di assistenza all’infanzia affidabile non è, infine, soltanto una questione di politica familiare, ma anche di pari opportunità nel mondo del lavoro: "Quando le carenze nei servizi di assistenza vengono compensate prevalentemente dalle donne, le conseguenze possono ripercuotersi sul loro orario di lavoro, sul percorso professionale, sul reddito e, a lungo termine, anche sulla tutela previdenziale", conclude la Consigliera di parità.
CP

