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Lavori Consiglio: Relazioni della Commissione d’inchiesta Signa-donazioni

Presa d’atto della relazione del presidente Colli e delle due relazioni di minoranza Süd-Tiroler Freiheit e Gruppo verde. La seduta di oggi è terminata. Domai alle 10.00 l’audizione della responsabile del Centro di tutela contro le discriminazioni.

Nel pomeriggio di oggi sono state presentate al plenum del Consiglio provinciale di Bolzano le relazioni conclusive della commissione d’inchiesta Signa-Donazioni. Il presidente della commissione Andreas Colli ha rinunciato a dare lettura della propria relazione finale, suddivisa in parte tecnica e parte politica, in quanto già da tempo inviata a tutti i colleghi, offrendone però un riassunto. Ha riferito che in 15 sedute tra gennaio 2025 e luglio 2026 erano state audite numerose persone (17), mentre altre (18) non avevano raccolto l’invito nonostante numerosi solleciti: se era chiaro che gli indagati avessero remore a partecipare, questo non valeva per le altre persone - la loro mancata comparizione era una mancanza di rispetto. Esse però non potevano essere costrette a comparire, e questo dimostra la debolezza delle commissioni d’inchiesta, che dovrebbero fungere da strumento di controllo. Molti documenti in relazione ai progetti Signa erano stati messi a disposizione, ma non era potuta essere messa agli atti l’informativa Romeo, il che non aveva facilitato i lavori. Dall'insieme delle dichiarazioni delle persone ascoltate e dai documenti , ha aggiunto Colli, a seguito di un'analisi lucida e di un esame imparziale non era stata riscontrata alcuna violazione delle disposizioni e nemmeno una particolare vicinanza alla SVP. Bisogna quindi guardarsi dal trarre conclusioni affrettate, incolpando qualcuno senza averne le prove; è anche sbagliato lavorare con supposizioni per ottenere più voti. Dell’oggetto dell’inchiesta si era parlato a lungo, erano state ascoltate numerose persone e non erano state riscontrate violazioni né particolare vicinanza di esponenti politici. Chi ha partecipato alla commissione poteva avere aspettative diverse, ma i risultati del lavoro fatto non consentono di incolpare nessuno. Era stata pubblicata una relazione della GdF, ma una comandante aveva spiegato che essa era imprecisa e incerta: nel corso dei lavori quindi non era stato possibile confermare le accuse che erano sul tavolo. L’esperienza della commissione era stata comunque utile, la relazione finale era stata firmata dalla maggior parte dei consiglieri che componevano la commissione, non era stato possibile dimostrare influenze da parte di esponenti dell'economia né finanziamento illecito dei partiti. È tuttavia urgentemente necessaria una riforma della lp 14/2017, Disposizioni sull’elezione del Consiglio provinciale, del presidente della Provincia e sulla composizione ed elezione della Giunta provinciale, relativamente all’articolo 11 sulle spese per la propaganda elettorale: esso dovrebbe essere riscritto in modo da essere effettivamente applicabile. Vanno inoltre riformate le regole del gioco delle commissioni d’inchiesta, che dovrebbero rifarsi a quelle parlamentari. Il regolamento interno, in questo senso, è una “tigre senza denti”.
Nella propria relazione di minoranza, Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha prima fatto riferimento alla commissione d’inchiesta WIRNEUSNOI, istituita la scorsa legislatura; ricordando che “fin dall'inizio, i lavori della commissione sono stati ostacolati dal comportamento dei partiti di maggioranza” e denunciando un sistema di donazioni “creativo” all’interno dell’SVP, nonché il ruolo dell’agenzia Zukunvt e la gravità dello scioglimento della commissione e della denuncia fatta nei suoi confronti dal pres. Kompatscher con l’azione legale SLAPP. Lo scioglimento anticipato e coatto di una commissione d'inchiesta non è previsto dal Regolamento interno del Consiglio provinciale ed è un fatto senza precedenti nella storia del Consiglio provinciale. Anche il tentativo di intimidire singoli consiglieri e componenti della commissione d'inchiesta – attraverso la denuncia del presidente della Provincia – rappresenta un imbarbarimento della politica senza precedenti. In quanto alla commissione d’inchiesta Signa/Donazioni, è stata secondo lui caratterizzata da giochi di potere fin dall’elezione del presidente e pesantemente condizionata, anch’essa, dalla precedente azione legale del presidente Kompatscher, di cui ha ribadito il superamento del limite di spesa per la campagna elettorale: la Guardia di Finanza di Bolzano aveva comunicato al Consiglio provinciale che Arno Kompatscher non avrebbe rendicontato le spese sostenute durante la campagna elettorale del 2018 e avrebbe superato di 102.890,00 euro l’importo massimo consentito di 30.000 euro IVA esclusa. La relativa sanzione sanzione non era mai stata pagata, poiché l'ufficio di presidenza del Consiglio provinciale  aveva ritenuto che il caso fosse andato in prescrizione  Ha ricordato che l’audizione delle consigliere e dei consiglieri della SVP aveva offerto una visione approfondita del sistema SVP, che era stato necessario convocare per tre volte l’ass. Achammer prima che si presentasse e che l’ex segretario SVP Duregger, come altri testimoni, si era rifiutato di testimoniare: un rifiuto in massa che fa sorgere il sospetto di accordo prestabilito. Knoll ha criticato poi che in commissione fosse stato votato contro l’assunzione agli atti dei fascicoli relativi all’inchiesta Romeo, ma sostenuto che questo non aveva impedito di mettere in luce “come una parte degli atti offra una visione approfondita degli intrighi e delle lotte intestine all’interno dell’SVP”, e sottolineato che “le audizioni dinanzi alla commissione d’inchiesta hanno quindi rafforzato l’impressione che le donazioni fatte alla SVP per la campagna elettorale – a parte alcune donazioni private di modesta entità – non fossero motivate esclusivamente da puro attaccamento al partito, ma fossero collegate a determinati interessi e aspettative”, citando in quest’ambito la società Signa e comprensori sciistici. Knoll ha concluso con alcuni rilievi sulla necessità di ampliare le prerogative delle commissioni d’inchiesta, assimilandole a quelle delle commissioni parlamentari, di intervenire affinché la conclusione anticipata dei lavori di una commissione d'inchiesta non possa essere disposta con una delibera a maggioranza semplice e affinché l'elezione del presidente avvenga su proposta della maggioranza dell'opposizione, nonché di promuovere un sistema di finanziamento pubblico e trasparente dei partiti.
Ha preso quindi la parola Zeno Oberkofler (Gruppo verde), presentando la propria relazione di minoranza, nella quale, premettendo che la commissione non disponeva di alcun mezzo legale per imporre alle persone invitate di presentarsi, che molti testimoni non si erano presentati, che gli atti dell’indagine Romeo non erano stati assunti e altri documenti erano rimasti inaccessibili, contestava le conclusioni del pres. Colli secondo cui non ci sarebbe stata alcuna influenza, in quanto si basava su conoscenze che la commissione stessa ha definito lacunose. Aggiungeva che in merito al comitato per le donazioni SVP le audizioni non avevano chiarito né le modalità di  istituzione – ovvero chi avesse preso l’iniziativa in merito, nè lo schema di ripartizione dei fondi, più volte modificato nel tempo, ma che ciononostante era emersa “una certa pericolosa vicinanza tra attori economici in contatto con la pubblica amministrazione, fra cui Heinz Peter Hager, e il livello politico”, e criticava i tanti “non ricordo” emersi nelle audizioni, alle quali si erano presentate solo la metà delle 35 persone invitate: “La mancata comparizione davanti a tale organo dev’essere considerata, indipendentemente dalla motivazione addotta nel singolo caso, come un segno di mancanza di trasparenza nei confronti dell' istituzione, e purtroppo anche come segno della debolezza dell’istituzione stessa”. Concludeva infine che, “nel complesso, dai punti esposti emerge un quadro privo di totale chiarezza, e caratterizzato invece da contraddizioni irrisolte, dichiarazioni evasive e limiti strutturali dell'indagine”. Contrariamente a quanto affermato dal pres. Colli, l’influenza di privati e aziende sulle decisioni politiche “non può essere né confermata né esclusa – a causa della mancanza di sufficienti poteri investigativi, e di disponibilità alla cooperazione da parte di diverse persone invitate a comparire”.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha fatto riferimento alle proposte relative al regolamento interno e al lavoro delle commissioni d’inchiesta. Molte in passato sono approdate a nulla, ed è un peccato essendo esse un importante strumento della funzione di controllo; una delle debolezze consiste nel fatto che si cerca di riprodurre indagini in corso da parte della Procura, cosa che porta a un vicolo cieco. Un secondo punto riguarda il modo in cui viene gestita la commissione, e in questo senso si dispiace che in commissione regolamento non si sia riusciti a modificare le regole: innanzitutto, il presidente dovrebbe essere rappresentante dell’opposizione, se così non è di solito le commissioni si arenano; quelle che hanno funzionato bene sono state gestite dall'opposizione. Foppa si è quindi augurata che nella seconda metá della legislatura si intervenga in questo senso.
Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Christian Bianchi (Forza Italia - Uniti per l’Alto Adige) ha chiarito che è vero che sarebbe stato bello che fossero comparse più persone in commissione, ma bisogna anche concentrarsi su quanto effettivamente dichiarato: in particolare, il 27 gennaio scorso il giornalista Franceschini aveva rilasciato una dichiarazione che lo aveva molto colpito, facendo riferimento all’esistenza di diverse fondazioni straniere che finanziano la politica etnico-identitaria in Alto Adige. Si tratterebbe  di fondazioni con sede nel Liechtenstein, tra cui la fondazione Laurin, su cui c’è il massimo riserbo, ma che ogni anno mette a disposizione dell’Alto Adige 4 milioni €, a beneficio di diversi soggetti , tra cui probabilmente partiti politici e Schützenbund, giustificandole come contributi culturali. “Non so se Franceschini si è inventato tutto o no, ma si tratta di una dichiarazione messa a verbale, su cui i diretti interessati dovrebbero dare spiegazione, visto che c’è stata una caccia al finanziamento di questo o di quello”: Forse questi verbali dovrebbero essere inoltrati alla procura, perché non si tratta più di un finanziamento di partiti, ma di qualcosa di più grave.

La seduta di questo pomeriggio è conclusa. Il plenum torna a riunirsi domani alle 10.00: la seduta inizierà con l’audizione della responsabile del Centro di tutela contro le discriminazioni, Priska Garbin


MC

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