News

Lavori Consiglio: Misure contro il caldo torrido, Long Covid

Mozioni di Team K, Gruppo verde, VITA. 

(Link video in coda)

Il cambiamento climatico è stato il tema di due mozioni trattate congiuntamente, questa mattina, in Consiglio provinciale a Bolzano. Si tratta in primis delle mozioni n. 443/26: Il caldo torrido mette a rischio pazienti e chi lavora negli ospedali e nelle strutture di cura – urge tutela! (presentata dai conss. Ploner F., Köllensperger, Ploner A. e Rieder il 24/07/2026) e della mozione n. 448/26: L'Alto Adige ha bisogno di un piano di protezione dal caldo (presentata dai conss. Oberkofler, Foppa e Rohrer il 17/08/2026). Con la mozione n. 443/26: Il caldo torrido mette a rischio pazienti e chi lavora negli ospedali e nelle strutture di cura – urge tutela! (presentata dai conss. Ploner F., Köllensperger, Ploner A. e Rieder il 24/07/2026), Franz Ploner (Team K), ha chiesto di impegnare la Giunta 1. a elaborare un piano di protezione dal caldo per la Provincia autonoma di Bolzano, in cui siano contenute indicazioni e linee guida per la messa in atto di procedure strutturate (responsabilità, vie di comunicazione, emergenze) a livello provinciale e territoriale in caso di temperature estremamente elevate e di ondate di calore; 2. a elaborare appositi piani di protezione dal caldo per ridurre il calore negli ospedali e nelle strutture sanitarie e assistenziali nell’interesse di pazienti e ospiti nonché del personale, integrandoli nella pianificazione strategica delle strutture; 3. a provvedere, sulla base del piano di protezione elaborato, alla realizzazione di interventi tecnici e strutturali secondo un ordine di priorità valevole per l’insieme delle strutture sanitarie (ospedali, case di cura e residenze per anziani);4. ad acquistare condizionatori d'aria portatili per la protezione civile e a stilare un elenco dei locali climatizzati presenti nei singoli ospedali e nelle strutture sanitarie, dove trasferire le e i pazienti in caso di necessità. Ploner ha spiegato che, nel quadro del cambiamento climatico, anche in Alto Adige si dovranno fare i conti con un costante aumento delle temperature nei mesi estivi, e di conseguenza con un maggiore impatto, dovuto al caldo, sulla salute delle persone, ma anche sul sistema sanitario, anche perché i rischi per la salute aumentano ulteriormente a causa dell’elevata umidità o degli inquinanti atmosferici. Secondo una stima dell’Istituto Robert Koch, alla fine di giugno in Germania ci sono stati oltre 4.000 decessi causati dal caldo. Alla fine di giugno, diversi giorni con temperature che hanno superato i 40 gradi hanno messo a dura prova il sistema sanitario, pazienti e personale, anche perché solo il 21% delle strutture sanitarie hanno impianti di climatizzazione. La protezione dal caldo deve quindi diventare parte integrante della protezione civile e della pianificazione in ambito ospedaliero. Con la mozione n. 448/26: L'Alto Adige ha bisogno di un piano di protezione dal caldo (presentata dai conss. Oberkofler, Foppa e Rohrer il 17/08/2026), Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha chiesto di incaricare la Giunta provinciale 1. di elaborare e attuare un piano vincolante di protezione dal caldo per l'Alto Adige, che stabilisca linee guida uniformi a livello provinciale per prepararsi alle ondate di calore e per affrontare tali situazioni; 2. d’impegnare i Comuni a elaborare piani di protezione dal caldo e di fornir loro a tal fine linee guida uniformi, piani tipo e supporto tecnico e finanziario; 3. di garantire il libero accesso ai laghi balneabili dell’Alto Adige, particolarmente al lago di Caldaro e ai laghi di Monticolo (Grande e Piccolo); 4. di verificare sistematicamente l'adeguatezza al caldo degli edifici pubblici provinciali e comunali e di elaborare un piano d'azione vincolante per il raffrescamento estivo; 5. di mettere a disposizione spazi sufficientemente freschi nelle residenze per anziani, nelle strutture sanitarie e sociali e in altre strutture sociosanitarie della Provincia, mediante misure naturali, strutturali o tecniche di adattamento climatico; 6. di mettere a disposizione spazi sufficientemente freschi nelle strutture d’istruzione e formazione della Provincia, mediante misure naturali, strutturali o tecniche di adattamento climatico; ciò va fatto in modo che ogni edificio scolastico disponga di almeno una sala di questo tipo, in cui gli esami di maturità e altri esami possano svolgersi in condizioni climatiche adeguate; 7. di espandere la rete altoatesina di punti pubblici d’acqua potabile e di predisporre un numero sufficiente di fontane d’acqua potabile, soprattutto in luoghi pubblici molto frequentati, fermate d’autobus, stazioni ferroviarie, piazze centrali, scuole, parchi giochi e in altri luoghi esposti al caldo; 8. di garantire un'adeguata ombreggiatura in luoghi pubblici molto frequentati, fermate d’autobus, stazioni ferroviarie, piazze centrali, scuole, parchi giochi e in altri luoghi esposti al caldo; 9. di realizzare e pubblicizzare una rete provinciale di rifugi climatici (cool zones) accessibili gratuitamente, che comprenda in particolare biblioteche, case della cultura, cinema, musei, centri giovanili, strutture per anziani, chiese e altre istituzioni pubbliche o private con aria condizionata o comunque idonee; seguendo l'esempio di Roma, nei periodi di caldo eccessivo si deve permettere anche la fruizione gratuita di offerte culturali, soprattutto di proiezioni cinematografiche, come parte della protezione dal caldo; 10. di elaborare una carta dei rifugi climatici in formato sia elettronico che cartaceo e d’informarne la popolazione; 11. di lanciare, a inizio dell'estate 2027, una campagna informativa sulla protezione dal caldo. L'obiettivo è quello di rivolgersi in modo mirato ai gruppi vulnerabili. Tutte le informazioni devono essere accessibili anche in lingua facile. Oberkofler ha sottolineato che l'estate 2026 non è un caso isolato, ma s’inserisce in una preoccupante serie di estati da record. Assistiamo a una sequenza di altissime temperature, e quello che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato un anno eccezionale diventa gradualmente la nuova normalità. La crisi climatica si manifesta qui in tutta la sua gravità: è quindi necessaria una progettazione strutturale per proteggere la cittadinanza dal caldo, un quadro vincolante che stabilisca le misure da adottare in caso di forte aumento delle temperature. La protezione non deve limitarsi a segnalazioni e raccomandazioni, ma deve prevedere misure concrete a livello provinciale e comunale. Ciò include la protezione dei gruppi più vulnerabili della popolazione, la predisposizione di luoghi di sosta freschi, la protezione di lavoratrici, lavoratori, alunne e alunni e i relativi adeguamenti a lungo termine delle infrastrutture pubbliche. Va sottolineato che il caldo non colpisce tutte le persone allo stesso modo, perché non tutti possono permettere condizionatori o villeggiatura in posti freschi.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto come si individua un decesso a causa del caldo, dicendosi scettico sui dati. Anche durante la pandemia tanti decessi erano imputati al virus.
Madeleine Rohrer (Gruppo verde), firmataria della 448/26, ha detto che si pianta un albero prima che sia necessario; allo stesso modo si dovrebbe procedere con il piano per il caldo, ma la Giunta non procede in questo modo: si è ben lontani da una strategia di adeguamento alle condizioni climatiche, quindi queste mozioni sono molto necessarie.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato che il tema delle mozioni è simile, ma non il contenuto. In quanto alla proposta di ploner, rileva un problema effettivo negli ospedali: bisogna tutelare chi ci lavora con un pacchetto di misure; recentemente a questo proposito era stato contattato dal reparto di terapia intensiva a Merano. Ha messo però in guardia da certe affermazioni: partendo da un'estate molto calda per ritenerla una prova del cambiamento climatico non è condivisibile, si tratta di eventi da monitorare sul lungo termine; anche in provincia la situazione è differente a seconda delle località. Ciò che è cambiato rispetto al passato è come vengono costruiti gli edifici: in passato si garantiva per esempio migliore ventilazione, ora si fanno progetti con facciate in vetro senza considerare la riflessione del calore - anche questo va considerato nell’insieme, così come il fatto che i tetti a falda regolano meglio la temperatura rispetto a quelli piani.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha annunciato sostegno a entrambe le mozioni, ma criticato il video di Oberkofler registrato in piazza Magnago col ventaglio in mano, sul quale avrebbero da ridire contadini e artigiani che lavorano davvero al caldo e si adeguano in diversi modi, per esempio bevendo più acqua. Da quando l’uomo è sul pianeta, essendo un essere intelligente si è sempre adeguato: bisogna evitare questi allarmismi - ci sono diverse misure che si possono adottare.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha chiarito che secondo delle stime nel 2022 il caldo ha causato 61.000 morti in eccesso in Europa, e 48.000 nel 2023, e l’Italia è stata particolarmente colpita. ci sono stati anche interventi di contrasto. In merito alla mozione dei Verdi, è importante tutelare i lavoratori, per esempio con un'ordinanza vincolante di stop ai cantieri o ad altre attività in determinate ore a fronte di certe temperature - questo manca ancora in provincia, mentre altrove è una realtà. In quanto alla proposta del Team K, il caldo aumenta il rischio di errore per chi cura, quindi sicurezza dle paziente e sicurezza di chi lo assiste non sono fenomeni separati. Ha quindi annunciato voto favorevole alle due mozioni, anche se sarebbero dovute essere trattate separatamente perché hanno contenuti diversi.
Anche Renate Holzeisen (Vita) ha annunciato sostegno alle mozioni. In quanto alle strutture sanitarie, è chiaro che i luoghi di lavoro devono garantire condizioni adeguate. Va anche detto che la situazione di chi vive in città è diversa da quella di chi vive nelle zone rurali - Bolzano per esempio risulta sempre tra le città più calde d’Italia: bisogna quindi pensare a più ombreggiatura con verde pubblico soprattutto nelle città. Ci sono state notti caldissime, ma anche giorni con 40 gradi, pertanto non si tratta di falsi allarmismi; d’altro canto, i dati sui decessi causati dal caldo presi dall’istituto Koch vanno presi con le pinze. Va comunque tutelata la popolazione.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), cofirmataria dalla 448/26, ha fatto riferimento all’”effetto serra” di cui si parlava un tempo, invitando a riprendere questa definizione piuttosto che di "cambiamento climatico”, termine adottato dal governo bush che ha comportato una certa relativizzazione. Di fatto, ci si trova in un vero e proprio “effetto serra”, di cui le persone risentono, in particolare le fasce deboli come gli anziani. Ci sono già state fasi di riscaldamento in passato, ma questa non si può più invertire. Foppa ha anche ricordato le battaglie dei Verdi, non ascoltate, perché piazza Magnago non restasse così priva di verde.
L’ass. Rosmarie Pamer (SVP) ha fatto riferimento a chi assiste anziani e bambini, pure colpiti dal grande caldo, e si è stupita che le mozioni venissero discusse congiuntamente. per quanto riguarda le RSA, ha aggiunto, sono i Comuni che si devono attivare, così come per l’assistenza estiva, ma da decenni sono stati introdotti contributi per interventi edilizi e di di climatizzazione; negli ultimi anni sono sempre state presentate numerose domande. È stato inoltre chiesto a Merano e Bolzano cosa possono mettere a disposizione come rifugi climatici nel periodo estivo, ed è stato risposto che i luoghi di sosta climatizzati ci sono ma vengono poco utilizzati: spesso gli anziani fanno fatica ad arrivarci.
Harald Stauder (SVP) ha spezzato una lancia per i Comuni, che si stanno attivando da tempo per soddisfare queste esigenze, tenendo conto di cambiamenti climatici, ombreggiatura e raffreddamento: dalla sua esperienza di sindaco si ricorda che molti primi cittadini hanno questa sensibilità, e conoscono bene i propri comuni e cosa è realistico. Come detto, la situazione è diversa a seconda delle zone. Bisogna tener conto dle problema a livello centrale, ma lasciare l’autonomia ai Comuni.
Paul Köllensperger (Team K), co firmatario della mozione 443/26, ha appoggiato entrambe le mozioni, e sottolineato che la struttura lungodegenti di Firmian è stata per tutta l’estate senza climatizzazione, Ha ribadito la situazione negativa di piazza Magnago a Bolzano, e aggiunto che c’è bisogno di un confronto con i sindaci, che hanno il compito di tutelare la salute dei cittadini, soprattutto i più vulnerabili. Ci vuole anche una svolta a livello architettonico, e le piazze devono essere più verdi: questo è possibile anche con garage sottostanti. bisogna pensare anche alle sponge-cities, cittá spüugna, come per esempio Graz, progettate in modo da conservare le acque delle forti  precipitazioni. Meglio agire in questo senso piuttosto che costruire una nuova galleria.
LIn replica, l’ass. Hubert Messner ha ringraziato i colleghi per la trattazione congiunta, e segnalato che si è consapevoli delle conseguenze del caldo estremo. Ha fatto riferimento all’attuale riesame dle Piano sanitario 2026-2030, che prevede a partire dal 2027 misure specifiche obbligatorie per la protezione dal caldo, che coinvolgono anche i servizi sanitari, nonché il monitoraggio delle andate di caldo. anche nel piano per la Protezione civile ci sono misure. I Comuni sono chiamati a prevedere i propri piani. In quanto agli ospedali e strutture sanitaria, da anni è previsto l’adeguamento degli impianti di climatizzazione; sono previsti anche bacini d’acqua per il raffrescamento, con acqua tra i 4 e i 6 gradi. A brunico è previsto un nuovo magazzino per il ghiaccio, in tutte le strutture sono previste misure di adeguamento. In quanto alle nuove costruzioni, sono previsti altissimi standard di isolamento termico, con almeno CasaClima A, ed altri interventi relativi a pompe di calore e biomassa per il rifornimento energetico e il raffrescamento. Nell'ambito del piano di resilienza, viene istituito un gruppo di lavoro trasversale che elabora interventi.
L’ass. Peter Brunner ha detto che anche il proprio Assessorato partecipa a questo piano. In quanto all’acqua potabile, i Comuni sono chiamati ad assumersi le proprie responsabilitá, ma la rete di approvvigionamento è buona, e anche quando c’è stata l’ordinanza di Kompatscher relativa alla siccitá l’accesso ai punti pubblici di acqua potabile è rimasto attivo. In quest’ambito, anche se si può sempre migliorare, non ci sono grandi deficit.
L’ass. Christian Bianchi, in merito alla gestione delle temperature dei fabbricati, ha fatto riferimento alla considerazione di quest’aspetto con le nuove costruzioni e all'importante campagna di ristrutturazione Building renovation, che riguarda la riqualificazione energetica. Bisogna anche considerare i consumi energetici, quindi fare delle valutazioni - le strutture sanitarie e per anziani hanno la priorità, in quanto alle scuole che l’estate sono chiuse bisogna valutare se dotare tutte le scuole o intervenire solo in alcune zone. Per l'accesso libero al lago di Caldaro la Giunta ha già avviato un percorso e continuerá il confronto con il Comune di Caldaro.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto che tutto va inserito nell’aspetto della resilienza, e fatto riferimento al Piano clima e alle misure di riduzione delle emissioni CO2 e del consumo energetico, nonché al management dei corsi d'acqua: misure che richiedono un coordinamento centrale. Nei prossimi mesi, in quest’ambito saranno assunte ulteriori misure.
In replica, Franz Ploner ha ammesso che le due mozioni considerano temi diversi, e ricordato le chiare indicazioni dell’OMS in ambito sanitario. Gli interventi devono riguardare più dipartimenti, al fine di elaborare un piano di protezione dal caldo che deve essere previsto in maniera vincolante. In quanto all’imputazione dei decessi al caldo, si rileva constatando numeri più elevati in periodi simili considerando analoghe età e patologie: Si sa anche che la mortalità per le persone anziane è in aumento; in Francia i Comuni affidano ai servizi sociali l’obbligo di visitare persone anziane che vivono sole, si potrebbe fare anche in Alto Adige. Zeno Oberkofler ha detto che  le decisioni assunte devono anche essere attuate, e che se le mozioni verranno respinte si aspetta comunque che la Giunta faccia qualcosa di concreto, senza ricorrere a pretesti. Ha quindi risposto ai vari interventi, e detto a Knoll che non si tratta di una sola estate, ma di un’estate dopo l’altra, con enormi problemi di siccità che ha condizionato anche gli agricoltori, invitandolo a guardare i dati: è vergognoso che ancora oggi non si affronti la realtà. Sven Knoll ha replicato di non aver mai negato i cambiamenti climatici, ma che quetsi aspetti vanno visti dal punto di vista scientifico. Messe in votazione, le due mozioni sono state respinte: la mozione 443/26 (Team K) con 15 sì, 18 no e 1 astensione, la mozione 448/26 (Gruppo verde) con 15 sì e 19 no. 

Renate Holzeisen (Vita) ha quindi presentato la mozione n. 452/26: Urge fare chiarezza sulle cause della condizione clinica classificata genericamente come Long Covid, in particolare per garantire terapie risolutive, con la quale chiedeva di impegnare la Giunta impegnare la Giunta, nella persona del Governatore e dell’Assessore alla Salute, a provvedere affinché 1. nel sistema sanitario altoatesino (Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, medici di base, cliniche convenzionate) venisse accertato in modo obbligatorio – anche a posteriori – lo “stato vaccinale” contro il Covid-19 nei casi di ME/CFS insorti dopo il 2020, registrando sistematicamente i seguenti dati per ciascun paziente:• è stata effettuata la “vaccinazione” contro il Covid-19, sì o no? • se sì, con quale frequenza? • quando? • con quale/i “prodotto/i vaccinale/i” contro il Covid-19? • quale era il numero di lotto della rispettiva dose somministrata in ciascun caso? 2. nel sistema sanitario altoatesino (Azienda Sanitaria dell‘Alto Adige, medici di base, cliniche convenzionate) venga accertata la storia/anamnesi delle “vaccinazioni” contro il Covid-19 e delle infezioni dei pazienti affetti da ME/CFS, registrando i seguenti dati:• si è verificata un’infezione virale dopo la cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19? Se sì, quale/i infezione/i virale/i è stata/sono state accertata/e e in che modo? • quando sono state somministrate le cosiddette “vaccinazioni” contro il Covid-19 e quando si sono verificate le successive infezioni virali? 3. nel sistema sanitario altoatesino (Azienda Sanitaria dell‘Alto Adige, medici di base, cliniche convenzionate) per i pazienti affetti da ME/CFS (malattia manifestatasi dopo il 2020) obbligatoriamente venga accertato il dosaggio dei titoli anticorpali IgG e IgM (rilevazione di anticorpi IgG e IgM umani contro il SARS-CoV-2 nel siero o nel plasma) nonché un titolo anticorpale contro il nucleocapside (per la rilevazione di una precedente infezione da Covid-19); 4. nel sistema sanitario altoatesino (Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, medici di base, cliniche convenzionate), per i pazienti affetti da ME/CFS (malattia manifestatasi dopo il 2020), a integrazione del titolo anticorpale, venga effettuato il test Cov-19-S1-HIS (Prof.ssa Dr. Brigitte König, Università di Magdeburgo) o un altro test adeguato per accertare la presenza attuale della proteina spike tossica; 5. venga urgentemente condotto uno studio retrospettivo sulle cause della malattia dei pazienti altoatesini/sudtirolesi affetti da ME/CFS (la cui malattia si è manifestata a partire dall’inizio della cosiddetta “campagna di vaccinazione” contro il Covid-19, ovvero dalla fine di dicembre 2020) sulla base dei dati relativi alla “vaccinazione” contro il Covid-19 disponibili presso l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, nonché dei dati, di cui ai precedenti punti da 1 a 3, da richiedere dai/ai medici curanti dell’Azienda Sanitaria Provinciale dell’Alto Adige, dai/ai medici di base e dalle/alle cliniche convenzionate. E a tal fine venga incaricato un/a responsabile dello studio libero/a da conflitti di interesse, in possesso delle qualifiche necessarie per l’elaborazione di un disegno di studio e per il monitoraggio dello stesso, affinché tale studio possa garantire una tracciabilità trasparente e corrispondere al cosiddetto goldstandard scientifico. Holzeisen ha sottolineato l’assenza di dati relativi alla relazione tra Long Covid e vaccinazione dei pazienti e al numero di pazienti affetti dal cosiddetto “Long Covid”, e ricordato che nel corso delle audizioni nella Commissione d’inchiesta Corona della Provincia Autonoma di Bolzano e alla Commissione d’inchiesta parlamentare a Roma, esperti italiani di chiara fama non solo hanno denunciato la di fatto assente farmacovigilanza sui „prodotti vaccinali“ contro il Covid-19, ma hanno anche definito inammissibile omettere sistematicamente di accertare lo “status vaccinale” contro il Covid-19 dei pazienti affetti da Long Covid. Ha aggiunto che nel frattempo è stato dimostrato che la proteina spike indotta dal “vaccino” è rilevabile nel corpo dei pazienti affetti dal cosiddetto “Long Covid” e in quello di pazienti con altri tipi di danni anche anni dopo l’ultima “vaccinazione” contro il Covid-19, e concluso che non è più accettabile che non si indaghi sistematicamente sulla causa della malattia di migliaia di altoatesini e che, di conseguenza, non si offra una terapia adeguata ai numerosi pazienti, anche a quelli più gravemente malati. Ha chiesto votazione nominale del documento.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato una propria mozione per istituire uno sportello per chi rilevava sintomi dopo la vaccinazione, in modo da fare verifiche, e avere nuovi dati e rilevamenti: la risposta era stata che c’era giá una struttura del genere, ma in realtà c’era solo un sito web molto complicato da gestire per chi voleva inserire i propri dati. Ci vuole un'istituzione che raccolga i dati e fornisca risposte e terapie, nonché uno studio di questo tipo, a fronte dei tanti studi che si promuovono. Questo considerando che le persone erano state costrette a vaccinarsi; va valutato se è ancora possibile trovare la proteina spike e la differenza tra immunitá naturale e vaccinale.
Franz Ploner (Team K) ha chiarito che la mozione è sensata: essa indica una ferita della società, con pazienti dimenticati, e diventati invisibili. La diagnostica di laboratorio non aiuta molto, e i pazienti gravi ME/CFS sono a casa, non visti. mancano dati epidemiologici validi, anche perché ci sono stati rilevamenti negli ospedali ma non negli ambulatori. Giusto è differenziare tra patologie dovute al virus o a un’altra terapia, tra cui il vaccino, raccogliendo i dati retroattivamente. Ha quindi fatto riferimento alle possibilità di diagnostica, rilevando difficoltá con il punto 5: c’è un solo laboratorio a Magdeburgo in grado di intervenire.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha annunciato sostegno ad alcuni punti, ritenendo positivo che si raccolgano dati.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha fatto riferimento a casi molto difficili di Long Covid, che mettono in estrema difficoltà pazienti e famigliari. vero è che da gennaio esistono linee guida, ma nella pratica il personale del servizio sanitario non è ancora informato a sufficienza. Ha riferito poi del caso di una madre il cui figlio è affetto da questa patologia e che aveva dovuto chiamare l’ambulanza, ma il medico non conosceva questa particolare patologia. Fondamentale è diffondere conoscenza e garantire le visite a domicilio, perché un minimo spostamento richiedere un grave sforzo. Bisogna intervenire anche sull'inquadramento del livello di non autosufficienza, ora definito al 2. livello nonostante siano persone allettate che non possono più lavorare.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato che all’inizio queste patologie non erano state riconosciute, mentre ora la malattia ME/CFS è stata riconosciuta. i pazienti sono stati lasciati da soli, Un problema è che essi non potevano opporsi alla firma di un’assunzione di responsabilità nel fare la vaccinazione, nonostante l’obbligo. Ha chiesto all’assessore come si può differenziare se alla patologia si è arrivati tramite infezione o per via della vaccinazione.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha riferito quando detto da un testimone nella Commissione Covid relativamente ai risarcimenti dati a persone affette da Long Covid in Bassa Austria; dati sullo status quo ce ne sono, ma non si è ancora stati
informati.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha apprezzato la mozione, ritenendo importante raccogliere dati per aiutare le persone affette dalla patologia. 
L’ass. Hubert Messner ha chiarito che Long Covid e ME/CFS non coincidono, e fatto riferimento a uno specifico percorso diagnostico attivato con la collaborazione tra diversi specialisti per individuare forme gravi di ME/CFS e offrire assistenza. Ha ricordato le interrogazioni citate e la propria risposta; ha quindi letto una risposta dettagliata, facendo riferimento alla mancanza di correlazione dimostrata scientificamente tra sintomi gravi e l’infezione o la vaccinazione, nonché al fatto che la presenza della proteina spike non dimostra una patologia, contestando lo studio citato da Holzeisen, privo di gruppo di controllo, e la dimostrazione scientifica delle causalità, e motivando il respingimento dei singoli punti dispositivi. Renate Holzeisen ha denunciato una "farmacovigilanza rudimentale" e a conflitti di interesse esistenti tra chi indaga sui casi di Long Covid. è vergognoso che la Giunta non voglia raccogliere retroattivamente i dati per dimostrare quanto successo. Quanto riportato nella mozione sono affermazioni di esperti delle università più rinomate: che l’assessore dica che sono negazionisti, è vergognoso verso i numerosi pazienti affetti da questa sindrome, spariti dalla società. La mozione, votata nominalmente e per parti separate, è stata respinta: le premesse con 18 no, 15 sí e 2 astensioni, il punto 1 con 17 no e 17 sì, il 2 con 18 no e 17 sì, il 3 con 18 no e 17 sì, il 4 con 18 no, 8 sì e 9 astensioni, il 5 con 18 no e 16 sì. 

(continua)

Link video (Consiglio provinciale di Bolzano/GNews):
Imm Seduta Consiglio provinciale:
https://we.tl/t-uDz8NCU0tFrcuzuU

MC

Logo - Südtiroler Landtag