News
Lavori Consiglio: No all’estremismo di destra e a ogni forma di estremismo 2, Modifica della legge territorio e paesaggio.
Mozione di Gruppo verde con SVP e La Civica. Avviata la discussione del dlp 75/26, Modifica della legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, ‘Territorio e paesaggio’: la presentazione e le relazioni di minoranza.
È ripresa nel pomeriggio di oggi, in Consiglio provinciale a Bolzano, la trattazione della mozione n. 449/26, “No all’estremismo di destra, ai neonazisti e all’apologia del fascismo. Contro ogni forma di estremismo”, Brigitte Foppa (Gruppo verde) e modificata con emendamento di SVP e La civica Harald Stauder (SVP) e Angelo Gennaccaro (La Civica) con il titolo in e una parte dispositiva integrata: Il Consiglio provinciale delibera: 1. Il Consiglio provinciale si dichiara contrario ad ogni azione o comportamento ispirati al fascismo o al nazionalsocialismo, e condanna ogni ideologia di estrema destra, razzista, antisemita e ogni forma di pregiudizio tra gruppi nonché le azioni derivanti; 2. Si condannano e monitorano attentamente le tendenze esistenti all’estremismo di matrice religiosa e all’estremismo di sinistra; 3. Le consigliere e i consiglieri provinciali si impegnano, nella loro comunicazione politica, a seguire i principi di verità e correttezza nonché i valori democratici, prendendo chiaramente le distanze da ogni forma di estremismo, dal razzismo, dall’antisemitismo e da ogni azione o comportamento ispirati al fascismo e al nazionalsocialismo, 4. Si incarica quindi l’ufficio di presidenza (o in alternativa il collegio dei capigruppo) di redigere una carta dei valori democratici e della presa di distanza rispetto all’estremismo, al razzismo, all’antisemitismo e a ogni forma di apologia del fascismo ovvero del nazionalsocialismo. Il documento verrà sottoposto al Consiglio provinciale per deliberazione. La Giunta provinciale è incaricata: 5. di presentare annualmente al Consiglio provinciale una relazione sull’estremismo in Alto Adige 6. di elaborare una strategia incentrata sulla formazione, al fine di rafforzare, nelle scuole e nei servizi giovani, il lavoro di prevenzione nei confronti dell’estremismo di destra e della sua riproposizione; 7. di istituire uno sportello e punto di coordinamento per la prevenzione degli estremismi e per l'educazione democratica oppure ampliare in misura adeguata le strutture già esistenti; 8. di potenziare ancora di più il sostegno alle associazioni, alle organizzazioni giovanili, alle iniziative culturali, alle strutture formative e alle altre organizzazioni della società civile che implementano progetti volti al rafforzamento della democrazia, della coesione sociale e delle attività di prevenzione dell’estremismo di destra e del razzismo, per esempio attraverso una cooperazione con la sede periferica di Yad Vashem che aprirà a Monaco di Baviera e centri simili; 9. di verificare e potenziare, assieme alle istituzioni formative, culturali e giovanili competenti, le offerte esistenti rispetto alla formazione politica e storica relativa al fascismo, al nazionalsocialismo e alla storia del nostro territorio; 10. di ampliare l’offerta di consulenza e di sostegno per coloro che sono vittime di attacchi razzisti, antisemiti, provenienti dall’estremismo di destra o riconducibili a forme di odio e intolleranza”.
In replica, il presidente Arno Kompatscher ha detto che la mozione sarebbe stata sostenuta, e ricordato che nell’accordo di coalizione si ripudia ogni forma di nazionalismo, fascismo ed estremismo, che hanno portato a molta sofferenza anche in Alto Adige: “La nostra società, con radici nel Cristianesimo, prevede l’uguaglianza tra cittadini e cittadine senza distinzione alcuna, siamo contrari a qualsiasi forma di discriminazione”. Questo, ha aggiunto, non deve restare una dichiarazione d'intenti, e il lavoro della Giunta corrisponde proprio a questo. Importante è anche la sicurezza: bisogna attenersi alle norme. In quanto alla necessità di occuparsi della propria storia, Kompatscher ha chiarito che già nella sua prima legislatura si era lavorato su questo, ha respinto poi le affermazioni secondo cui non si può dire nulla, facendo vittimismo. Fare delle domande sulle politiche di immigrazione e dire che si può agire in maniera più efficiente non comporta essere additato di nazismo, ma spesso ci si mette nella posizione della vittima. Nessuno ha detto che le elezioni in Sassonia Anhalt non sono state democratiche; gran parte degli elettori del’Afd non sono estremisti, ma la relativa politica è fondata sull’odio. Non tutto è estremismo di destra, ha detto Kompatscher, mostrando però un’immagine propagandistica con il sindaco di caldaro circondato da persone straniere sostenendo che “invece questo è razzismo, perché equipara il colore della pelle a qualcosa di negativo: "Questo non lo vogliamo, ma vogliamo regole chiare per tutti”. L’immigrazione deve rispettare delle regole che non sempre sono state rispettate, ma le reazioni che si vedono da qualche parte, con scenari di deportazione, non sono giustificabili. Brigitte Foppa ha parlato di un dibattito “bizzarro” da cui non si sa come uscire: l’aula non è stata in grado di uscire dalla propria bolla, dal superamento destra/sinistra, ma con la mozione si voleva il contrario, e cioè difendere la democrazia dagli estremismi: Sono state dette tante cose che non c’entravano niente con la tematica. Ha ricordato che in relazione ad Acca Larentia. Era stato detto che tutti hanno il diritto di difendere i propri defunti, ma bisogna stare attenti, si arriva a Casapound che saluta Jan Pascal Hohm in Alto Adige. Si è quindi rammaricata che quando si tratta di temi esistenziali e democratici si finisca a esporsi l’uno contro l’altro e a relativizzare: questo è molto pericoloso, il populismo si basa su queste relativizzato. Su richiesta di Knoll, Foppa ha ribadito che non accettava il punto aggiuntivo da lui proposto. La mozione è stata votata per parti separate. Respinti titolo e premesse con 15 no, 13 sì e 6 astensioni, sono stati approvati i punti deliberanti: il punto 1 con 32 sì, 1 no e 2 astensioni, il 2 con 31 sì, 2 no e 2 astensioni, il punti dal 3 al 7 ciascuno con 28 sì, 1 no e 6 astensioni, l’8 con 27 sì, 1 no, 6 astensioni, il 9 e il 10 con 28 sì, 1 no e 6 astensioni.
È quindi iniziato l’esame delle proposte della maggioranza.
Al primo punto c’era la discussione del dlp 75/26, Modifica della legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, ‘Territorio e paesaggio’ (ass. Peter Brunner). In base alla relazione accompagnatoria, il dlp 75/26 contiene adeguamenti al mutato quadro legislativo statale, in particolare in recepimento del Decreto Salva Casa. Esso riguarda tra l’altro le attività edilizie consentite sulle superfici naturali ed agricole per la realizzazione di parcheggi sotterranei, la possibilità per i Comuni di creare o cedere tramite un accordo urbanistico diritti edificatori in zone edificabili all’interno o all’esterno dell’area insediabile, il mutamento della destinazione d’uso, gli espropri nelle zone produttive, la trasformazione degli esercizi ricettivi nelle aree naturali e agricole, la vendita di abitazioni a prezzo calmierato, l’approvazione dei progetti di interesse sovracomunale o provinciale da parte della Giunta provinciale, la semplificazione procedurale per interventi di interesse sovracomunale o provinciale di modesta entità e quella degli adempimenti per comprovare lo stato legittimo degli immobili, l’intervento dell’autorità preposta alla vigilanza in caso di lavori edilizi senza titolo, l’aumento della sanzione in caso di abuso edilizio e la disciplina a due livelli di tolleranza delle difformità tra opera realizzata e progetto, le conseguenze giuridiche degli interventi eseguiti senza la presentazione di SCIA o CILA, il superamento del meccanismo di doppia conformità per alcune tipologie di interventi. L’ass. Peter Brunner ha spiegato che il dlp modifica alcuni passaggi della legge Territorio e paesaggio. Ci sono alcune misure che tutelano le zone paesaggistiche e le aree agricole, che però non per questo non sono abitate: nel verde agricolo si sviluppano anche zone residenziali. Ha poi fatto riferimento al decreto Salva Casa del maggio 2024, poi trasformato in legge, e all’iniziativa per adeguare la legge territorio e paesaggio a questa norma: nel frattempo ci sono state alcune sentenze della Consulta, che vanno considerate. Con la norma vengono anche introdotti miglioramenti e facilitazioni, nonché certezza del diritto, a fronte del fatto che la legge territorio e Paesaggio è complicata: "Cerchiamo di proporre soluzioni per la vita quotidiana dei cittadini". In merito alla legge Salva casa, Brunner ha detto che si tratta di alcune sanatorie, riguardanti anche il fatto che a volte è difficile risalire alla legittimità di un immobile, quando si deve risalire nel tempo alla ricerca di documenti. Al posto della doppia conformità esistente in passato, si introduce la conformità semplice, che permette di legalizzare alcune situazioni: un approccio pratico per risolvere i problemi dei cittadini. Non si tratta di legalizzare deroghe fatte apposta, ma di piccole rettifiche. Ci sono poi le tolleranze edilizie che sono del 2%: per i piccoli immobili, essa sará del 6%, mentre resterà del 2% per quelli più grandi. Si cerca di agevolare la pianificazione e di promuovere la costruzione sul costruito, con una nuova norma sugli abbaini e maggiore flessibilità riguardanti le distanze tra edifici. Le verande potranno essere realizzate anche nelle aree agricole, così come sarà possibile realizzare tettoie per parcheggi nel verde agricolo, a fronte dei fenomeni meteo estremi attuali; potranno essere realizzati anche garage interrati vicini dall’edificio. Ci sono anche modifiche della destinazione d’uso nel verde agricolo: se ci sono dei posti auto, potranno essere collegati all’unità immobiliare, come già previsto nelle zone miste. Viene data la possibilitá di realizzare in breve tempo alloggi per i collaboratori: così si intende ridurre la pressione sul mercato immobiliare e degli affitti. Se l’esperto questioni per il paesaggio e natura nella commissione del Consiglio comunale dà parere positivo, non sarà più necessario rivolgersi alla Commissione natura e paesaggio. "Riassumendo", ha detto Brunner, “il nostro obiettivo è adeguare la norma territorio e paesaggio alla situazione reale della provincia, e per quanto riguarda la Salva Casa si cerca di recepire le norme statali”. A questo scopo l’assessore ha chiesto di evitare modifiche dei relativi articoli, verificati dagli uffici, e si è augurato l’appoggio dell’aula.
Il presidente della II commissione legislativa Josef Noggler ha quindi informato che in quest’organo il disegno di legge aveva ricevuto parere favorevole con 5 sì, 2 no e 1 astensione.
Sono state quindi presentate due relazioni di minoranza.
Con la propria, Sandro Repetto (Partito Democratico) ricordava che la legge territorio e paesaggio fin dalla sua nascita aveva comportato una serie di modifiche che hanno di fatto riscritto una nuova legge, fallendo gli obiettivi che si era proposta. Denunciando che su questa omnibus era mancato il confronto con associazioni di categoria e dei costruttori, insieme agli ordini professionali, tanto che Confindustria si era rivolta ai consiglieri provinciali per sottolineare l’incompatibilità tra destinazione residenziale e l’attività produttiva all’interno delle zone produttive, Repetto segnalava la gestione approssimativa della vicenda delle Acciaierie Valbruna e l’assenza di alloggi per lavoratori e lavoratrici, il fatto che si fosse puntato essenzialmente a recepire la legge nazionale “Salva Casa” nonché che si fosse intervenuto (come sempre) nell’ambito dell’agricoltura favorendo alcune realtà. Con l’articolo 14 della legge 75/26, a modifica dell’articolo 40 comma 1 della L.P. 2018/9, si era ulteriormente aggrovigliata la condizione vincolante di acquisto di appartamenti a prezzi calmierati: la norma rischia di bloccare ulteriormente il mercato immobiliare. Rilevando che se si era rotto il tabù dell’aumento del 10% di cubatura modificando la legge urbanistica per l’emergenza climatica, lo si può fare ora anche per Bolzano per le per l’emergenza abitativa. Serve coraggio nel prevedere una norma per Bolzano, che deroghi di una percentuale da definirsi da parte degli esperti, ma senza attendere anni, sia per l’aumento cubatura, sia per l’aumento dell’altezza, ferme restando le distanze di legge. Il semplice intervento di recupero edilizio oggi è proibito perché il piano urbanistico non consente nessuna deroga: si abbia coraggio di intervenire subito, senza attendere altri anni di paralisi. La legge omnibus dovrebbe anche affrontare i nodi dell’instabilità normativa e incertezza del diritto, evitare eccessiva burocrazia nei comuni, rivedere i vincoli legati alle quote di edilizia convenzionata e a prezzo calmierato, rilanciare uno sviluppo delle zone produttive in condivisione con tutti gli attori.
Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha rilevato con la propria relazione che la legge Territorio e paesaggio rimane quindi un cantiere permanente, e c'è un consenso trasversale sul fatto che la promessa originale non è stata mantenuta. In quanto alle modifiche introdotte, esse sono chiaramente basate sulle richieste dei settori agricolo e turistico. Alcune di esse riguardano addirittura aspetti definiti solo pochi mesi fa con la Riforma Abitare. E in commissione legislativa sono state aggiunte ulteriori modifiche: abitazioni di servizio nelle aziende ortofloricole e deroghe allo stop ai posti letto. A quanto pare, la Giunta provinciale ritiene che il suo compito sia sempre più quello di risolvere i problemi di singole persone, come farebbe un contabile di paese, con deroghe arbitrarie e regolamenti speciali – invece di tracciare e di difendere una linea chiara e comprensibile per il futuro sviluppo dell'Alto Adige. Ha quindi fatto riferimento alle possibilità di costruire nel verde agricolo, al mancato stop ai posti letto, a confini dell’area insediabile sempre più elastici, alle falle dell’obbligo di convenzionamento degli alloggi, alla mancanza di un approccio coerente alla questione degli alloggi per il personale. Ha segnalato come nota positiva che in commissione fosse stata approvata la richiesta dei Verdi di sopprimere l'articolo 11, comma 1, esprimendosi a favore della consultazione di tutti gli eletti nei Comuni tra 10.000 e 50.000 abitanti, e raggiunto un accordo per eliminare dal disegno di legge, in sede di trattazione in Consiglio, le disposizioni sulle vetrate panoramiche (VEPA). Gli aspetti negativi sono, invece, la farsa dello stop ai posti letto, la sempre maggiore edificabilitá del verde agricolo, la sempre maggiore elasticità dei confini delle aree insediabili, il fatto che gli alloggi per il personale, peraltro assolutamente necessari, dilagano in modo incontrollato e che la Provincia ignori il proprio Piano clima. La consigliera ha concluso che i continui aggiustamenti e le modifiche peggiorative intaccano la qualità della pianificazione urbanistica di questa provincia.
(continua)
MC

