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Lavori consiglio: Modifica della legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, ‘Territorio e paesaggio’, discussione articolata 1

Discussi e approvati i primi 13 articoli del dlp 75/26, Modifica della legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, ‘Territorio e paesaggio’. 

Aprendo il dibattito generale sul dlp 75/26, Modifica della legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, ‘Territorio e paesaggio’ (ass. Peter Brunner), questo pomeriggio in Consiglio provinciale a Bolzano, Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato che la Provincia ha competenza primaria sull’urbanistica: pertanto, non vedeva la ragione di recepire le norme statali come la SalvaCasa.
Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha sostenuto di voler dire ancora qualche parola sul turismo, assimilando la proposta attuale a un colino con cui si cerca di trasportare l'acqua. La Giunta provinciale, ha detto, ha concesso diritti edificatori generosi, e con l'attuale regolamentazione la tutela del paesaggio viene svuotata di significato. Nel testo di legge si trovano ora di nuovo nuove eccezioni per la costruzione di ulteriori posti letto, il che significa che questo avverrà anche nelle aree protette. Rohrer si è riferita anche a un emendamento soppressivo di un articolo annunciato dal Presidente della Provincia che non era ancora pervenuto, e si è detta sorpresa del fatto che l'assessorevesse affermato poco prima che nel verde agricolo ci sia molto spazio abitativo: evidentemente, quanto disposto in merito non aveva funzionato. Ha aggiunto che tutte le modifiche alla legge urbanistica stanno complicando la vita ai Comuni, i quali stanno approvando i Piani di sviluppo comunale. Ha fatto poi riferimento ulteriori modifiche inserite nella norma in commissione o che arriveranno in aula, alle competenze trasferite ora alle commissioni urbanistiche dei Comuni, quando la tutela del paesaggio dev’essere di interesse provinciale. In quanto al necessario recepimento del Salva casa, negli articoli ci sono alcune cose che non la trovano d’accordo: per esempio, mentre tanto si parla di evitare la svendita della Heimat ma ci sono disposizioni sul maso chiuso che contrastano con questo, così come la disposizione che considera cubatura edilizia tutto ciò che è stato costruito fino al 92, nonché un emendamento di Noggler con la possibilità di aumentare la cubatura edilizia: a chi serve questo emendamento? Leggendo il disegno di legge aveva avuto la sensazione che chi più alza la voce più vince, come dimostrano le deroghe, tra cui quella sui vivai. La norma non è positiva per lo sviluppo della provincia, quando ci sono persone tuttora senza un alloggio, mentre altri hanno troppo. Ha ricordato che, secondo il Piano Clima, fino al 2040 non si dovrebbe costruire altro, mentre la legge cementifica la provincia.
Paul Köllensperger (Team K) ha ricordato che nel 2016 era stata presentata la prima bozza della nuova legge urbanistica, con cui si voleva eliminare il "patchwork" normativo. La legge era stata approvata nel 2018; nel frattempo, si è rivelata più una legge sul "disordine" che sull'ordinamento territoriale. Ha quindi rilevato che si facilita la costruzione nel verde agricolo, che lo stop ai posti letto riceve tante e tali deroghe tanto da poter parlare di “lex Plan de Corones”, che si fa molto per il turismo ma si pensa poco ai giovani e ad abitazioni a prezzo sostenibile. La questione degli alloggi a prezzo calmierato viene venduta come una soluzione al problema abitativo in Alto Adige, ma è solo una piccola parte, nonché un mostro burocratico; basta vedere quanto si paga a Laion o Siusi. Maggiore speranza ripone nell’edilizia abitativa di utilità sociale. In quanto al capoluogo, Bolzano da 10-12 anni non ha più previsto zone residenziali solo perché qualcuno non vuole che si abbassino i prezzi. La proposta contiene alcuni miglioramenti, come le abitazioni convenzionate dove c’erano ristorazioni non più utilizzate, ma nel complesso il giudizio è negativo.
L’ass. Peter Brunner ha chiarito che non si recepisce tutto quanto è previsto nella legge Salva Casa, ma avendo seguito quanto stabilito dalla Consulta in relazione alle disposizioni definite dalla Regione Sicilia, si recepiscono le disposizioni in linea con la legge territorio e paesaggio provinciale. Ha aggiunto che a lungo si è parlato della nomina degli esperti nella commissione territorio e paesaggio comunale: essa ormai dispone di tutte le competenze per prendere decisioni in loco, anche se non tutti i Comuni sono contenti di queste commissioni comunali. Ha aggiunto che si è consapevoli dei problemi della vicinanza di zone produttive a quelle residenziali, e per questo si vuole dare ai Comuni la possibilità di realizzare le zone produttive in posti più lontani; lo stesso vale per le zone degli impianti sciistici. In quanto agli alloggi a prezzo calmierato, ha fatto dei chiarimenti riguardo al calcolo della superficie lorda su cui definire il canone d’affitto.

Non essendo stati presentati ordini del giorno, si è passati al voto sul passaggio alla discussione articolata, approvato con 19 sì, 5 no e 10 astensioni.

L'articolo 1 riguarda il Comitato provinciale per la cultura edilizia e il paesaggio. è stato approvato (23 sì, 10 astensioni) senza discussione né emendamenti. 
L’articolo 2 definisce il Principio del contenimento del consumo del suolo. Paul Köllensperger (Team K) ne ha chiesto la soppressione, oppure l’aggiunta di un comma 01 al fine di stralciare la frase relativa al fatto che non si calcola come superficie utile quella dei locali interrati di baite e la soppressione del comma 1 che consente la realizzazione di garage sotterranei. Madeleine Rohrer ha evidenziato che con l'articolo, rispetto alla prima versione che parlava solo di edifici agricoli, ora si parla di “edifici” tout court. L’ass. Peter Brunner ha chiarito che alcuni anni fa era stato previsto un passaggio riguardante i locali interrati delle baite alpestri, proposto dai Comuni, e che lui lo ritiene sensato in molti casi: ha quindi respinto la proposta di stralcio di Köllensperger. Per quanto riguarda la definizione “edifici” in generale, è stata scelta per considerare i casi in cui gli immobili non sono al 100% a scopo residenziali, ma in parte anche a scopo produttivo. Ha quindi annunciato l’invio di una circolare relativa alle zone di pericolo, suggerita da Andreas Colli (Wir Bürger). Paul Köllensperger ha chiesto anche di sopprimere il comma che permette la ricostruzione di edifici nel verde alpino anche in altra posizione e il comma riguardante parcheggi auto e bici sotto  a tettoie: l’ass. Peter Brunner ha spiegato che la possibilità di ricostruzione in altra posizione era utile se si consideravano le zone di pericolo, e in quanto alle tettoie aperte ha chiarito che anche questo è sensato, per esempio a fianco di un edificio residenziale, per proteggere i mezzi da grandine e caldo, purché non si superino i 50 m3. Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha riferito che con il comma 3 edifici di 300 m3 possono essere ampliati fino a 1.000 m3, con veranda e cubatura, e che se passano anche altri emendamenti SVP si sviluppa nel verde agricolo, che andrebbe tutelato , una volumetria considerevole. Respinti tutti gli emendamenti di Köllensperger, l'articolo è stato approvato con 21 sì, 8 no e 5 astensioni
L'articolo 3 definisce gli Accordi urbanistici. Madeleine Rohrer ha presentato due emendamenti, chiedendo di stralciare la frase “cessione o permuta di diritti reali”, che apre le porte alla speculazione: chi aveva scritto la legge Territorio e paesaggio voleva proprio evitare casi come questi. Paul Köllensperger (Team K) ha proposto la stessa cosa.  L’ass. Peter Brunner ha detto che non si tratta di speculazione, ma di dare possibilità alla mano pubblica di realizzare strutture pubbliche; ha aggiunto che non possono essere ceduti diritti edificatori nel verde agricolo. Respinti gli emendamenti di Rohrer, decaduto quello di Köllensperger, l’articolo è stato approvato con 19 sì, 10 no e 5 astensioni. 
L'articolo 4 riguarda Norme regolamentari in materia urbanistica e in materia edilizia. Tre gli emendamenti di Paul Köllensperger, che ne ha chiesto lo stralcio, la reintroduzione di una frase della legge del 2018 al fine di consentire la ricostruzione nel rispetto delle distanze legittimamente preesistenti, nonché di stralciare il comma 2 al fine di tutelare il principio di contenimento del suolo. L’ass. Peter Brunner ha chiarito che l’articolo è stato introdotto per recepire le norme del Salva Casa, e che il comma 2 serve per la possibilità di realizzare verande nel verde agricolo. Respinti gli emendamenti, l'articolo è stato approvato con 20 sì, 9 no e 5 astensioni.
L’articolo 5 contiene Deroghe in materia di limiti di distanza: è stato approvato senza discussione né emendamenti.
L’articolo 6 riguarda le Destinazioni urbanistiche delle zone e delle aree. Madeleine Rohrer ha riferito che l'articolo parla delle zone produttive al di fuori di quelle insediabili, e si potrebbe definire “Lex Sarnthein”; esso porta a una situazione assurda i Piani di sviluppo comunale: ne ha chiesto quindi la soppressione. Paul Köllensperger ha chiesto con emendamento al comma 1 che sia prevista per l’autorizzazione la valutazione ambientale strategica o la valutazione di impatto ambientale. L’ass. Peter Brunner ha fatto riferimento a una deroga fatta nell’interesse dei Comuni e della Provincia; l'attuazione di queste zone artigianali/commerciali dovrebbe essere resa possibile per tutti i Comuni; si tratta anche di zone d'innovazione; in quanto all’impatto ambientale, c’è una pre-valutazione, e si può decidere caso per caso, ma questo non va standardizzato.  Respinti gli emendamenti, l’articolo è stato approvato con 21 sì, 5 no e 8 astensioni. 
L'articolo 7 definisce la Destinazione d’uso delle costruzioni. Madeleine Rohrer ha proposto un emendamento sugli edifici ricettivi dismessi, utilizzati come alloggi per i collaboratori, affinché non ogni albergo dismesso diventi un alloggio, senza controlli dal Comune; faceva riferimento ad esercizi nello stesso Comune o Comune limitrofo a quello del pubblico esercizio e a criteri che la Giunta dovrà definire; ci vuole un po’ di chiarezza anche sui tempi massimi di alloggio, per limitare il margine di manovra. Ha inoltre proposto, con riferimento a superficie non utilizzata a fini abitativi, che la Giunta stabilisca l’ammontare del contríbuto provinciale che va restituito e la data di restituzione dello stesso; Paul Köllensperger ha proposto di introdurre dopo "residenti" le parole “a condizione che il/la titolare dell’impresa vi abiti”. L’ass. Peter Brunner ha replicato che il parametro degli spazi abitativi deve essere elastico, come concordato col Consiglio dei Comuni, e che l’attività cui parla l’articolo non c’entra con il contributo provinciale; ha invece accolto l'emendamento di Köllensperger, che è risultato l’unico approvato. In merito all'articolo, Sven Koll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto un chiarimento sul comma 4: gli alloggi liberi saranno meno accessibili nel comune dove esistono, se vengono messi a disposizione anche di aziende di altri comuni. Ll’ass. Brunner ha spiegato che si tratta di alloggi destinati a dipendenti, non di appartamenti, e che la flessibilità è necessaria. Rohrer ha chiesto perché si distingue tra one produttive e zone turistiche: Brunner ha chiarito che “zona produttiva” descrive l’attività che vi viene svolta, e che non si vogliono mescolare di due settori. L'articolo è stato approvato con 21 sì e 11 astensioni. 
L'articolo 8 riguarda la Zona mista: è stato approvato senza discussioni né emendamenti.
L'articolo 9 riguarda la Zona produttiva. Josef Noggler ha presentato un subemendamento all’emendamento dell’ass. Brunner che aumenta del 5% la misura degli alloggi per il personale nelle zone produttive, accolto da Brunner. Rohrer ha chiesto informazioni sul caso specifico di Bolzano: il Comune modifica il PUC e aumenta la densità edilizia? Sandro Repetto (Partito Democratico) ha detto che il subemendamento penalizza un po’ l’attività manufatturiera ma è accettabile. L’ass. Peter Brunner ha  detto che in alcune zone si superava la volumetria ammissibile, quindi è giusto anche provvedere ad adeguamenti . Approvato il subemendamento con 22 sì,9 no e 3 astensioni, l'articolo è stato approvato con 21 sì, 3 no e 9 astensioni. 
L'articolo 10 definisce l’Acquisizione delle aree nelle zone produttive e insediamento delle imprese. È stato approvato senza emendamenti né discussione.
L'articolo 11 riguarda la Trasformazione di volumetria esistente. Madeleine Rohrer ha proposto di sostituire la cifra 10.000 con la cifra 50.000 relativa al numero di abitanti previsto al comma 2, nonché di sopprimere il comma 3: si tratta della modifica della destinazione d’uso nel verde agricolo. Paul Köllensperger ha chiesto di includere anche l’artigianato relativamente alla conversione dei volumi esistenti in volume abitativo. Josef Noggler (SVP) ha proposto che questo venga esteso anche alle attivitá agricole, esclusi i masi chiusi. L’ass.Peter Brunner ha accolto l’emendamento di Rohrer, in linea con quanto discusso in commissione e accolto il subemendamento di Noggler. Approvati questi due, respinti gli altri, Rohrer ha fatto le congratulazioni al consigliere Noggler: l'articolo sui fienili è tornato nuovamente nella norma territorio e paesaggio, con la possibilità di trasformazioni d’uso; il pres. Kompatscher ha respinto questa interpretazione. L’articolo è stato approvato con 21 sí, 3 no e 10 astensioni.
L'articolo 12 riguarda l’Attività agricola. Josef Noggler (SVP) ha proposto un emendamento a correzione del testo italiano suggerita dall’ufficio legale, con l’aggiunta delle parole “in quanto compatibile" alla fine del 5 periodo, approvato. L'articolo è stato quindi approvato con 21 sì, 4 no e 9 astensioni.
L'articolo 13 riguarda l’Utilizzazione della volumetria a destinazione residenziale. Madeleine Rohrer ha chiesto di sopprimere il comma 2, che prevede che quando viene cambiata la destinazione d’uso da abitazione ad ufficio e poi di nuovo ad alloggio, questo non sia convenzionato. L’ass. Peter Brunner ha detto che si preferisce che un alloggio rimanda occupato, piuttosto che sia convenzionato ma non utilizzato. Brigitte Foppa ha detto di non capire perché si creano continue droghe all’intenzione originaria di convenzionare tutto. Sandro Repetto (Partito Democratico) ha difeso l’articolo, spiegando che già si paga con il cambio di destinazione, se si introduce il vincolo si paga ulteriormente. Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha detto che secondo l’assessore non si trovano residenti con i requisiti per abitare l’alloggio, chiedendo allora a chi venne poi destinato l’alloggio, e qual è il vantaggio di cambiare di nuovo la destinazione d’uso. Si tratta di una concessione che non ci dovrebbe essere in questa legge. Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che il proprietario potrebbe lasciare l’ufficio vuoto, piuttosto che convenzionare, ma se l’alloggio era convenzionato prima lo deve essere anche dopo, mentre se era libero il proprietario viene penalizzato. Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha chiesto in che direzione si vuole andare, se l’obiettivo era quello di dare spazi abitativi alla popolazione locale; il convenzionamento deve valere anche per chi trasforma un ufficio in un alloggio. Paul Köllensperger (Team K) ha chiesto di essere pragmatici e realistici: si tratta di qualcosa che era libero già prima, ed è meglio che ci siano ulteriori spazi abitativi piuttosto che spazi vuoti. Madeleine Rohrer ha ricordato che nell’ambito della Riforma abitare aveva chiesto all’assessora competente che cosa sarebbe stato di tutti gli alloggi per cui scade la convenzione, e Mair aveva riconosciuto questo problema; L’approvazione del suo emendamento sarebbe un chiaro segnale politico che la Giunta vuole creare spazio abitativo. Il pres. Arno Kompatscher ha detto di aver fatto fatica con quest’articolo, e ammesso che c'è bisogno di spazi abitativi. L’articolo riguarda principalmente Bolzano, dove se si mantiene l’obbligo di convenzionamento gli uffici non vengono trasformati, e non si ottengono alloggi. È una deroga parziale, perché ogni alloggio nuovo deve essere convenzionato, e se qualcuno chiede un contributo, allora c’è obbligo di convenzionamento. Respinto l'emendamento di Rohrer, l'articolo è stato approvato con 25 sì, 2 no e 7 astensioni. 

La discussione articolata del dlp 75/26, Modifica della legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, ‘Territorio e paesaggio’ riprende domani mattina alle 10.00.

La seduta di questo pomeriggio è conclusa. 


MC

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