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Lavori Consiglio: Equità fiscale in materia di impianti fotovoltaici
Voto della SVP. La sessione di settembre è terminata.
(Link foto e video in coda)
Nella tarda mattinata di oggi, in Consiglio provinciale a Bolzano, Waltraud Deeg (SVP) ha presentato il voto n. 59/26: Equità fiscale in materia di impianti fotovoltaici (presentato dai conss. Deeg e Locher il 08/07/2026), con il quale intendeva sollecitare Governo e Parlamento a 1. a introdurre un regime di flat tax fiscalmente agevolato per i ricavi derivanti dall'immissione in rete di energia elettrica da impianti fotovoltaici privati e a garantire che l'immissione di energia solare autoprodotta non comporti un onere fiscale sproporzionato per le famiglie; 2. ad allineare maggiormente il regime fiscale degli impianti fotovoltaici privati a quello in vigore per altri settori economici, garantendo così una maggiore equità fiscale; 3. a ridurre ulteriormente gli ostacoli burocratici e fiscali per i privati nella gestione degli impianti fotovoltaici; 4. ad adottare misure per rendere più attraenti gli investimenti privati nelle energie rinnovabili, accelerando e dando così maggiore impulso alla transizione energetica. Deeg ha spiegato che in tutta Europa, dove la dipendenza da combustibili fossili è ancora alta, si sta promuovendo su larga scala la diffusione del fotovoltaico. Per attuare la transizione energetica con successo, è necessario sviluppare su larga scala le energie rinnovabili, in particolare nel settore del fotovoltaico. Per questo motivo, sia lo Stato che la Provincia incentivano l'installazione e l'utilizzo di impianti fotovoltaici, ma per quanto riguarda l'immissione in rete dell'energia solare prodotta da impianti fotovoltaici privati sussistono notevoli disparità di trattamento fiscale: mentre le aziende agricole godono di sgravi fiscali sulle entrate derivanti dall’immissione in rete di energia solare fino a un determinato limite, le famiglie devono dichiarare integralmente ai fini fiscali i compensi erogati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Questi ricavi sono inoltre soggetti all'imposta progressiva sul reddito, che può comportare oneri fiscali superiori al 40%. Le aziende, dal canto loro, possono detrarre dalle imposte i costi di investimento e operativi, Da qui, la propria proposta di un regime al fine di ridurre l’onere fiscale per le famiglie.
Secondo Sandro Repetto (Partito Democratico), la mozione mette in luce un problema esistente, ma l’introduzione di una flat tax sui redditi prodotti da questi impianti andrebbe maggiore beneficio a chi ha redditi più alti e proprietà immobiliari, che ha giá avuto benefici in sede di investimento. Un altro effetto negativo verrebbe dalla concorrenza alle comunità energetiche, facendo mancare forse l’unico incentivo alla condivisione energetica. Sarebbe piú utile l'introduzione di una franchigia per impianti sotto i 20 kw. Invece che agire sulla fiscalità nazionale, bisognerebbe prevedere incentivi provinciali per sistemi di accumulo condominiali e la costituzione di comunità energetiche. Avrebbe quindi votato contro la proposta.
Paul Köllensperger (Team K) ha ritenuto la proposta giustificata, ma propendeva per una soluzione più semplice. Ha fatto riferimento in questo senso alle comunità energetiche virtuali, che permettono di detrarre completamente l’energia prodotta. Questo è possibile grazie a contatori digitali: Francia e Germania già lo fanno, ma in Italia Arera si mette di traverso: si potrebbe cercare una regolamentazione provinciale.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha ritenuto ragionevole la proposta in linea di principio, soprattutto per la riduzione degli ostacoli burocratici, Dare supporto alla transizione energetica con sistemi fiscali opportuni è una buona proposta, ma lo strumento della flat tax forse non è la maniera giusta, e bisogna trovare un modo per gestire al meglio produzione, immissione e stoccaggio: è necessario un equilibrio. Germania e altri Paesi propongono sistemi fiscali per agevolare proprio lo stoccaggio in momenti di grande produzione. Tuttavia,la proposta era sostenibile.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che si tratta di impianti privati, quali una casa famigliare con impianti sul tetto: piuttosto che agevolazioni, sarebbero opportune esenzioni fiscali sulla produzione, anche considerando i costi dello stoccaggio nei momenti di picco di produzione.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha annunciato sostegno al voto, stupendosi però che proprio Deeg parlasse di sostenibilità: l’ha invitata a ricordarsi come si era espressa ieri sulla sua proposta di sostenibilità nell’ambito della formazione dei maestri di sci, una proposta più fattibile di un voto mandato a Roma.
L’ass. Peter Brunner ha detto che la proposta era condivisibile e l’ha accolta. Ha aggiunto che in Alto Adige entro il 2030 è prevista una quota maggiore di energie rinnovabili fino a 515 Megawatt, e che la Provincia è un anno in anticipo su questo obiettivo, con la tendenza di prevedere ulteriori ampliamenti. Sono state aumentate le agevolazioni anche per le piccole aziende, per fotovoltaico e pompe di calore; c’è l’aumento del 78% delle domande dimostra che si sta percorrendo la strada giusta. Oltre a promuovere la produzione, va anche ridotto il consumo di energia. Deeg ha ringraziato per la discussione e ribadito che si tratta di permettere alle persone di produrre elettricità sostenibile senza essere penalizzate, aggiungendo che non era contraria alle cooperative energetiche tra privati.
Il voto, votato per parti separate, è stata approvato: le premesse con 29 sì e 3 astensioni, il punto 1 con 26 sì, 1 no e 6 astensioni, il punto 2 con 31 sì e 2 astensioni, il punto 3 con 30 sì e 2 astensioni, il punto 4 con 31 sì e 2 astensioni.
Link video (Consiglio provinciale di Bolzano/GNews)
20260911 SEDUTA CONSIGLIO PROVINCIALE
https://we.tl/t-KtOri0WRJq0pWH5V
Link foto (Consiglio provinciale di Bolzano): https://www.flickr.com/photos/landtagconsigliocunsei/
MC

