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Commissione d’inchiesta sulla pandemia: coesione sociale e scuole

Nella seduta di oggi della commissione d’inchiesta guidata da Foppa, la presentazione dello studio EURAC sulla coesione sociale e un’audizione sul tema scuola.

Riunita quest’oggi sotto la guida di Brigitte Foppa, la Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid negli anni 2020-2023 e individuazione delle responsabilità ha assistito in mattinata alla presentazione dello studio dell’Eurac su “La coesione sociale dopo la pandemia”. L’analisi dalla prospettiva delle scienze sociali, volta a verificare se se la crisi ha davvero indebolito in maniera duratura la coesione in Alto Adige e a trarne insegnamento per crisi future, è stata presentata da Harald Pechlaner, direttore del Center for Advanced Studies di Eurac e responsabile di progetto per lo studio, Christoph Kircher, responsabile scientifico dello stesso e dalla ricercatrice Kathrin Runggatscher. “Relatori e relatrice ci hanno illustrato dettagliatamente perché questo periodo non ha prodotto una polarizzazione della società in senso scientifico, ma ha piuttosto danneggiato un tessuto di relazioni, modificando il modo con cui ci rapportiamo gli uni con gli altri. Questo è stato percepito dalle persone come molto logorante, e continua ad esserlo”, riferisce la pres. Foppa al termine della seduta: “Nell’audizione si è fatto riferimento a un ‘corridoio di opinioni’ che si è ristretto: ora si tratta di tornare ad allargarlo tramite la rielaborazione e l’acquisizione di insegnamenti dalla pandemia”. Altri suggerimenti di intervento riguardano il miglioramento della comunicazione di crisi, la divulgazione delle motivazioni alla base delle decisioni e il motto “Puntare sulle motivazioni, non sulla pressione”. “Per quanto riguarda la comunicazione durante la pandemia, secondo gli esperti e l’esperta troppe cose sono state presentate come prive di alternativa, e le spiegazioni sono spesso mancate. Inoltre, ci sarebbe stata una certa unilateralità, dato che si è fatto riferimento quasi esclusivamente all’epidemiologia, senza più considerare altri ambiti scientifici”, prosegue Foppa. 

Nel pomeriggio, la commissione ha sentito in audizione la direttrice della Direzione provinciale Scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado in lingua tedesca Sigrun Falkensteiner. Il direttore per l’istruzione e la formazione tedesca Gustav Tschenett e il sovrintendente scolastico per le scuole in lingua italiana Vincenzo Gullotta, pure invitati, hanno disdetto la propria partecipazione, in parte a ridosso dell’evento”, così Foppa. È durato pertanto a lungo il confronto con Falkensteiner sull’importante settore formativo, durante il quale sono state passate in rassegna le tappe di lezioni a distanza, tamponi nasali e frequenza scolastica parziale, in presenza di metà della classe. “Abbiamo domandato quale fosse il ruolo della Direzione scolastica e quali i rapporti con la task force Covid-19 dell’Azienda sanitaria”, riferisce Foppa: “Falkensteiner ha riferito di stretti contatti con essa, in quanto la Direzione scolastica mirava a offrire ad alunne e alunni il maggior tempo di didattica possibile, anche in presenza di condizioni difficili e in un periodo di grande insicurezza, in cui la prevedibilità nel sistema scolastico era davvero ridotta. Questo ha comportato naturalmente grandi difficoltà, in particolare in un sistema così fortemente strutturato come è quello della formazione”.
Alla domanda sulle conseguenze sull’apprendimento, Falkensteiner ha risposto che sono riconoscibili nello studio PISA: “In particolare, però, pare che si riconoscano effetti nell’ambito dello stress psicologico e delle capacità relazionali: risultano un aumento delle crisi, stati depressivi e disturbi alimentari”, prosegue Foppa: “Secondo Falkensteiner, tuttavia, nella scuola è anche aumentata la consapevolezza che si debbano vedere e riconoscere i problemi e che sia urgentemente necessario un servizio di consulenza”. Sarebbero in aumento anche i casi di alunne e alunni con difficoltà in comunità. La crisi legata alla pandemia ha però avuto anche effetti positivi in ambito scolastico: “Falkensteiner ha riferito per esempio di un aumento della fiducia nell’apprendimento autonomo, con il conseguente sviluppo di nuovi concetti didattici; inoltre, è stata potenziata la pedagogia scolastica sociale, in modo da poter reagire meglio alle situazioni di crisi”. 
È stato affrontato anche il tema delle mascherine: a questo proposito, Falkensteiner ha riferito della prima fornitura a scuole e personale insegnante tramite la protezione civile, aggiungendo che c’erano anche mascherine provenienti dal Ministero, accolte meno bene nella sua scuola: “Portare la mascherina, secondo Falkensteiner, è stato spesso percepito come un problema, e c’è stata la possibilitá di essere esonerati, ma era chiaro anche che l’alternativa, a un certo punto, era la chiusura delle scuole: pertanto, si è fatto il possibile per evitarla e per garantire ad alunne e alunni la frequenza”, racconta ancora Foppa. 
In quanto ai tamponi nasali, Falkensteiner ha riferito che il personale insegnante era stato istruito su funzionamento e responsabilità nell’effettuazione dei test; i docenti li avrebbero effettuati però solo su base volontaria. 
“Interrogata su quale fosse la categoria che più aveva sofferto le restrizioni durante la pandemia, Falkensteiner ha risposto che si può presumere che non siano stati i bambini molto piccoli o gli adolescenti, ma - per lo meno nella percezione del mondo scolastico - alunni e alunne della scuola media, che si trovavano in una fase di sviluppo particolarmente sensibile”, riferisce Foppa: “Questo dimostra ancora una volta quanto sia importante aver un buon sistema di assistenza, buona consulenza e buone reti di prevenzione anche all'interno del mondo scolastico. Secondo Falkensteiner, ci si sta lavorando”.

La prossima seduta della Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid negli anni 2020-2023 e individuazione delle responsabilità è convocata per mercoledì 28 ottobre. All’ordine del giorno, le audizioni di insegnanti, sindacati, alunne e alunni nonché genitori, che concluderanno le sedute sul tema formazione. 

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