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Rapporto biennale personale M/F: dal 1° marzo al 30 aprile 2026 l’invio dei dati sul personale

La Consigliera di parità Brigitte Hofer ricorda l’obbligo di compilazione per tutte le imprese con più di 50 dipendenti e sottolinea: “È uno strumento fondamentale di trasparenza e di monitoraggio della parità nelle aziende”.

La Consigliera di parità informa che, a partire dal 1° marzo 2026, sul portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Servizi Lavoro al seguente link è disponibile il modello telematico per la presentazione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al biennio 2024/2025: https://servizi.lavoro.gov.it .

“Il Rapporto biennale rappresenta uno strumento fondamentale di trasparenza e di monitoraggio della parità nelle aziende”, sottolinea la Consigliera di parità Brigitte Hofer: “Invito tutte le imprese obbligate a rispettare puntualmente la scadenza del 30 aprile 2026. Solo attraverso dati completi e affidabili possiamo individuare le criticità, contrastare le disuguaglianze e promuovere politiche del lavoro realmente eque”.

La compilazione del Rapporto è obbligatoria per tutte le aziende pubbliche e private che occupano più di 50 dipendenti, mentre rimane facoltativa per le imprese di dimensioni inferiori. La trasmissione deve avvenire entro e non oltre il 30 aprile 2026, secondo le modalità stabilite dal decreto interministeriale del 3 giugno 2024.

L’applicativo ministeriale consente di recuperare i dati già inseriti per il biennio precedente e di procedere al loro eventuale aggiornamento. A supporto degli utenti è inoltre disponibile un’apposita sezione dell’URP online del Ministero: https://www.urponline.lavoro.gov.it/s/crea-case?language=it

La Consigliera di parità richiama l’attenzione delle aziende obbligate sul fatto che la mancata trasmissione del Rapporto, anche dopo l’invito alla regolarizzazione da parte dell’Ispettorato del lavoro competente per territorio, comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 11 del D.P.R. 19 marzo 1955, n. 520. Qualora l’inottemperanza si protragga per oltre 12 mesi, è inoltre disposta la sospensione per un anno dei benefici contributivi eventualmente goduti dall’azienda (art. 46, comma 4, d.lgs. 11 aprile 2006, n. 198).

“Il rispetto di questo adempimento non è solo un obbligo formale, ma un passaggio essenziale per rendere visibili le dinamiche occupazionali e sostenere politiche aziendali più inclusive”, aggiunge Hofer: “Il mio Ufficio resta a disposizione delle imprese per fornire chiarimenti e accompagnarle in questo percorso”.

L’Ispettorato del lavoro verifica la veridicità dei rapporti trasmessi: in caso di rapporto mendace o incompleto è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro (art. 46, comma 4-bis, d.lgs. 198/2006).

Fino alla scadenza del termine di presentazione del nuovo rapporto, le aziende che intendono partecipare a procedure pubbliche per le quali sia richiesto il rapporto biennale potranno produrre copia di quello già presentato con riferimento al biennio 2022/2023, fermo restando l’obbligo di integrare la documentazione con il rapporto 2024/2025 entro il 30 aprile 2026.

Si informano infine le aziende che non abbiano ancora completato il caricamento dei dati relativi al biennio 2022/2023 che il termine ultimo per provvedere è fissato al 15 marzo 2026.

Per informazioni e supporto è possibile rivolgersi all’Ufficio della Consigliera di parità.


Ufficio della Consigliera di parità
Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige
0471.946003 – info@consiglieradiparita-bz.org
https://www.consiglieradiparita-bz.org/

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